IL FASCINO SEGRETO DEL PASSATORE

May 31, 2011 in IO C'ERO

Qual è il fascino segreto di questa leggendaria Gara riconosciuta a livello internazionale?

E’ sicuramente questo “il ritornello” che, puntualmente, a ogni rientro a Casa “post Passatore”, mi pongo anch’io tra i tanti militanti attivi della mitica 100 Km.

Certo, la grande ammirazione per un’organizzazione impeccabile, oramai precisa e puntuale nei suoi molteplici dettagli, unita all’entusiasmo che centinaia di persone (volontari) dedicano a questa manifestazione, per garantire assistenza e sicurezza in gara; questo la fa desiderare e ricordare a tutti quelli che hanno potuto dire “C’ero anch’io”, come recita il famoso archivio corse, che è giunto quest’anno alla sua 39^ edizione (la 7^ consecutiva per il sottoscritto).

Ma non è questa l’essenza seduttrice di una competizione che alcuni giorni fa ha visto cimentarsi anche professionisti che vantano personali ampiamente sotto le 2h10’ in Maratona.

La pozione ammaliatrice contenuta nella “lampada magica” del Passatore è ben altro: un mix di passione e dedizione, che ha consentito agli Organizzatori di mettere in condizione ogni singolo “UltraMaratoneta” di solleticare e scatenare quel potenziale di “sfida” (ideale) che tutti portiamo impressa nella Mente – latente, ma mai sopita – pronta ad emergere impetuosa in ognuno di Noi, ad appagarci con un crescendo di emozioni prorompenti, come solo il taglio di questo Traguardo può dare!

Parafrasando le parole dell’Amico Panicali, compagno di tante avventure, il Passatore è “un viaggio” della mente, un percorso ideale nel pensiero di un runner, un cammino che accompagna per una volta il corpo in una prova fisica che sconfina dai limiti della normalità (notte/giorno, montagna/pianura, caldo/freddo, stanchezza/dolore), condotto abilmente da una forza di volontà che prende il sopravvento, esaltandoci come non mai ad attraversare qualsiasi momento di sofferenza.

Questa è storia di vita vissuta, ed è meraviglioso vedere in Gara quanto non si è soli…, anche nel profondo della notte giù per i tornanti dell’Appennino, accompagnati solo dal proprio respiro ritmato e dal calpestio dei propri passi, sai di avere vicino a te 10–100 compagni di viaggio ugualmente motivati, e centinaia di persone al seguito o lungo i ristori che vivono con te il momento, stupendo, della tua prestazione, incitandoti e assistendoti in ogni modo!

Un itinerario in cui anche i nostri pensieri sono liberi di “evadere” dagli schemi quotidiani, quasi ripetitivi, volando “alto” verso la semplicità dei nostri sentimenti più genuini, lasciando affiorare il ricordo di persone e situazioni a noi care.

E’ anche così, con un pensiero semplice in questa notte stupenda che ho voluto rivolgermi all’amico Simonazzi da Cesole, che è stato passeggero con me di gare e Maratone in giro per l’Italia podistica.

Anche il racconto ideale di questa Manifestazione volge pertanto al termine, ma come in una esaltante volata finale (puntualmente effettuata in gara), mi congedo con un’ immancabile …. Carpe Diem!

Mario Vioni