NOTTE MAGICA NOTTE DEL PASSATORE

June 1, 2003 in IO C'ERO

Dopo sedici volte, come del resto poi ogni anno, pensi tra te e te : l’ormai ci ho fatto l’abitudine.

In realtà ogni volta è come la prima, l’emozione ti prende la gola e lo stomaco prima della partenza ed il cuore ti batte forte forte, mentre ammiri, per la verità alquanto distrattamente, le bellezze artistiche di Piazza della Signoria.

Poi il colpo di pistola, si parte, i primi passi titubanti tra la calca dei podisti, hai quasi paura di essere travolta, poi via tra la folla dei curiosi e, piano piano, mentre inizia la salita verso Fiesole, ecco che la tensione si allenta, raccogli tutte le tue forze, sei sola con le tue paure, con i tuoi pensieri e sai che devi farcela, che è una gara con te stessa insieme agli altri, mentre rifletti sulle più diverse motivazioni che spingono l’uomo a compiere le imprese, che ai più sembrano piuttosto folli.

Ma anche questo è il bello dell’essere umano. Procedo godendo dei bei panorami che si aprono davanti a me, della vicinanza dei miei compagni di cammino, alcuni conoscenti di vecchia data, altri incontri del momento e penso che presto sarò a Vetta Le Croci dove incontrerò mio marito che da anni supporta e sopporta questa mia passione e ribadisco a me stessa che, anche per lui, dovrò comportarmi bene e portare a termine la mia diciassettesima Cento del Passatore.

Stiamo ora arrivando a Borgo San Lorenzo e devo dire che mi disturba il frastuono della festa paesana cui non possiamo certo partecipare e quel rumore assordante, dal quale cerco di allontanarmi al più presto, mi deconcentra moltissimo. Calano le prime ombre della sera, tra poco avrà inizio la notte magica del Passatore. Nella penombra del tramonto la malinconia mi assale, mentre sto per affrontare l’erta salita del Passo della Colla. E mi raccolgo nel silenzio e mi passano per la mente i pensieri più diversi, le idee più strane e procedendo riconosco luoghi ormai a me ben noti; potrei dire dove è una fontana, una curva, un paesetto, un?arcata; ripasso a memoria i luoghi che ho attraversato e che ora sto attraversando e che sento ormai miei, perché mi sono entrati nel sangue e nella pelle. Ed è notte, ormai il buio mi avvolge, questa, tra il 24 e il 25 del 2003 è la notte più buia dei miei “passatori”.

Ogni tanto le luci delle auto mi fanno trasalire e mi riportano alla realtà e qua e là intravedo qualche ombra che procede ora con passo sicuro ora con passo barcollante, non c’è dubbio che si tratta di qualche compagno di avventura. E mi sento tutt’uno con il cielo stellato, con le colline che mi sovrastano, con il prossimo che mi è vicino e sono in pace con me stessa e con il mondo. Ritengo che le parole, purtroppo, non siano in grado di esprimere esaurientemente le nostre sensazioni ed i nostri sentimenti, ritengo comunque che valga la pena di fare questa esperienza che può farci sentire piccoli piccoli, ma al tempo stesso grandi grandi; ma questo sentirsi talvolta “grandi” non è che susciti sciocco orgoglio o superbia, ci spinge soltanto a rivolgere il pensiero al nostro Creatore con immensa gratitudine, per me almeno è così.

Passo dopo passo mi accorgo di essere a Marradi e siamo già, si fa per dire, al conto alla rovescia; ora il sonno si fa sentire e alle prime luci del giorno ancora di più, ma non posso concedermi mollezze né pensieri che mi distolgano dalla meta. Devo procedere senza esitazioni e già sogno la Piazza del Popolo di Faenza. Con l’alba arriva anche la stanchezza, quasi la luce facesse prendere coscienza della fatica affrontata; ora i pensieri sono meno intimi, meno profondi e quelle che nella notte erano ombre, ora cominciano a delinearsi realtà nette e distinte, mentre per la verità avanzano un pò come automi.

A Brisighella mi riprendo un pò dal torpore del mattino e via, manca il rettilineo finale che non voglio quasi guardare e affronto ad occhi bassi, ma ecco la curva, svolto a destra, ancora un chilometro o poco più e sono in dirittura di arrivo. Raccolgo le mie forze per la corsa finale sul palco, sono felice, ce l’ho fatta, ringrazio Dio e chi crede in me ! Anche per questa volta posso dire “Io c’ero !”

Maria Luisa Cerri Tognelli