UNA MIRAVIGLIOSA AVVENTURA

May 30, 1983 in IO C'ERO

Finalmente … “Io c’ero !”.

Me l’ero fatta raccontare mille volte durante le gare domenicali e già attraverso quei racconti avevo vissuto gli entusiasmi, le piccole sofferenze, la carica umana di chi già aveva corso “ Il Passatore” ed ogni volta che ne sentivo parlare provavo un brivido particolare. Finalmente ho vissuto questa avventura in prima persona e di essa voglio dirvi quello che penso, non tanto perché creda di aver qualcosa di nuovo da dire, ma perché le esperienze degli altri ci arricchiscono sempre.

Oggi è lunedì, il giorno dopo, e posso assicurarvi che ho già dimenticato la fatica ed il sonno degli ultimi chilometri di rettilineo che non finivano mai. Sarei pronta a ripartire; ritengo che questo sia già di per se stesso la prova che garantisce che correre questa “Cento” vale la pena, che la fatica viene abbondantemente ripagata e che dopo si ricordano solo gli aspetti positivi: l’incontro con tanta umanità ancora sana, entusiasta, appagata disinteressatamente della piccola soddisfazione di una parola, di un incoraggiamento, di un applauso. In quei momenti scopri soltanto il volto migliore del mondo !

La “ passeggiata “ è stata meravigliosa: la partenza da Piazza della Signoria a Firenze costituisce già uno scenario che parla da solo.

Tanta folla, tanti partecipanti, giovani e meno giovani, robusti o mingherlini, fisici atletici ed altri meno dotati, ma tutti con l’ansia ed il desiderio di correre e di arrivare. Poi la partenza, un po’ a rilento a causa del rilevante numero dei partecipanti e finalmente via, per il viale che conduce alla Fiesolana. Poi la salita, ognuno prende il suo passo e via con tanta energia Le battute, gli scherzi come “Ma quanto manca ?”, “Tra quanto arriviamo ?”, “Mancano solo 99 km. e poi ci siamo”, ricorrono sulla bocca di molti ed è un modo come un altro per darsi la carica, per farsi coraggio, mentre altri preferiscono tacere. Ma sono bastati pochi chilometri e la tensione si è allentata ed è in iniziata la gara con se stessi insieme agli altri.

Prima tappa Vetta Le Croci e qui i primi rifornimenti ed il primo cambio di vestiario; siamo già molto sudati, il sole è sempre alto ed il paesaggio bellissimo, i primi chissà dove saranno…, ma noi siamo tranquilli come durante le gare domenicali e questo è molto importante. Seconda tappa: Borgo San Lorenzo, anche qui rifornimento a base di tè caldo e biscotti, qualche massaggio (l’assistenza è ottima); siamo all’imbrunire, la temperatura si è abbassata e dobbiamo coprirci. Con il buio la marcia diventa più suggestiva, il paesaggio si fa fiabesco e l’uomo e la natura si immedesimano, si fondono e si confondono in un insieme armonioso. Il tratto per me più affascinante è stato quello del Passo della Colla e poi giù verso Casaglia. Il silenzio regnava a tratti profondo e per non turbarlo tacevamo; talvolta si udivano il canto dei grilli e lo stormire delle fronde. Nel buio, qualche lucciola arrivata in anticipo, sembrava indicare la strada mentre le torce dei marciatori si accendevano e spegnevano. La luna, dov’è la luna ? ci chiedevamo ogni tanto guardando i suggestivi contorni delle colline circostanti, ma la luna non si vedeva, anzi il tempo era cambiato e la nebbia ci avvolgeva quando ormai mancava poco al Passo. Questo cambiamento improvviso destò in realtà qualche preoccupazione, ma dopo il Passo il cielo tornava sereno e insieme alle stelle, finalmente ecco la Luna ad accompagnarci fino all’alba. Avevamo lasciato la Toscana e ci accoglieva la solatìa Romagna del Passator cortese. Ancora silenzio e poesia; ognuno osserva, contempla, non ci sono parole per descrivere ciò che si prova. Proseguiamo ancora, il buio sembra nasconderci ed il giorno stenta ad arrivare, ma con le prime luci dell’alba si riprende quasi coscienza, si pensa a quanta strada abbiamo percorso ed a quanta ne resta da superare e, quasi a confortarci, non manca all’appuntamento la calda carezza del sole. Col sole però, almeno per me, la sonnolenza tende un agguato: mancano circa 12 km. e mi occorreranno più di due ore per percorrerli ! Dopo il primo rettilineo, il secondo e Piazza del Popolo, quasi un miraggio, ci attende. Il miraggio si fa a poco a poco realtà, sono commossa: la Piazza è gremita, raccolgo tutte le mie forze che non mi deludono, perché l’entusiasmo, vi assicuro, compie miracoli e riesco ad arrivare e salire sul palco correndo; ce l’ho fatta ! Sono felice e contenta di me stessa, ma non è tutto merito mio, perciò, dopo aver ringraziato il buon Dio, ringrazio anche tutti quelli che mi hanno dato fiducia ed aiutato nella preparazione.

Maria Luisa Cerri Tognelli