VIVERE LA 100 KM

June 3, 2013 in IO C'ERO, NEWS

A Tomaso Rondinini

La prima volta che ebbi modo di ammirare il tuo talento sportivo ero proprio piccolino. Giocavi a calcio nella squadra della mia parrocchia, S.Andrea, e per la classe che mettevi nel toccare il pallone ti avevamo soprannominato D’Artagnan (anche per via della somiglianza con il personaggio di Dumas).

Era sempre festa quando giocavi tu e questo ti ha accompagnato sempre.

Poi, qualche anno dopo, abbiamo anche giocato assieme, nella squadra della CO.F.RA., nei tornei interaziendali. E sei pure diventato il mio assicuratore, forse un pò disordinato, ma anche qui sempre presente e positivo.

Ma ciò che, in questi tanti anni, mi ha affascinato di più è stato certamente il tuo modo di vivere la 100km del Passatore. Si, di “vivere” perchè tu non la correvi, tu la respiravi, la coccolavi, la prendevi anche un pò in giro, tu la vivevi. Partivi sempre di buon passo, anche quando sulle spalle avevi uno zainetto neanche tanto leggero. E correvi fino a che ne avevi. Poi, si andava di passo, tanto prima o poi si arriva lo stesso. Non perdevi mai occasione per incoraggiare gli altri, per scambiare due chiacchiere nei ristori, fermandoti pure in quelli non ufficiali, magari per mangiare due spaghetti alla faccia del cronometro! Arrivavi verso mattina, forse anche un pò stanchino, ma quel sorriso mica ce ne privavi!

Ecco, solo questo io volevo raccontare: il tuo modo di essere uno sportivo di vecchio stampo, scanzonato e goliardico. Ho vissuto tante 100km e ho visto cambiare questa manifestazione, inevitabilmente. Ora chi partecipa è sicuramente più preparato, attento e accorto di un tempo. Lo dimostra il successo dei tanti arrivi in questi ultimi anni. E questo è bello, senza ombra di dubbio. Ma per un attimo lasciatemi rendere onore a chi, invece, interpretava questa sfida con la gioia istintiva di un bimbo. A chi è stato sempre, per me, un punto di riferimento da ammirare, per ricordarmi di non prendermi mai troppo sul serio e che c’è sempre spazio, nella vita, per il piacere più puro e sincero del gioco.

Dovevamo arrivare alla ventesima cento assieme, ma tu mi hai fatto lo scherzo di fermarti un pò prima. So che qualcuno, una settimana fa, ti ha posato accanto la medaglia della cento di quest’anno. E’ stato un gesto bellissimo, che ammiro e condivido. Perchè, ne sono certo, tu l’hai corsa, da lassù, anche quest’anno.

Emanuele Tarroni