Mai dire 100 km !

June 8, 2015 in IO C'ERO, NEWS

Mai dire 100 km !

Pensare alla distanza di 100 km, da percorrere correndo, può mettere i brividi e l’ansia. Eppure questa è già l’edizione n. 43 della “100 km del Passatore”. Alla partenza ci presentiamo in circa 2.300 ed ogni anno il numero dei partecipanti aumenta. Ciò sembra rassicurante, forse.

Questa edizione è già entrata di buon diritto nella leggenda, nella leggenda personale di tutti i Runners che erano al via e ovviamente per essere stata la 10^ vittoria consecutiva di Giorgio Calcaterra, come lui mai nessuno. Prima del via abbiamo avuto la fortuna e l’onore di farci fotografare assieme a lui, grazie alla sua sorridente disponibilità. Ritroverò Giorgio poco dopo dietro di me, tranquillamente (lui tranquillo, io mica tanto) in coda al bagno di un Bar-Ristorante di Piazza della Repubblica. Lo vedo che armeggia con il chip e la stringa della scarpa poi dice alla ragazza che gli piace il modo che ha utilizzato per legarsi il chip alla stringa e si fa aiutare da lei. Una scenetta che sembra surreale ma che i pochi presenti possono confermare. Un Campione per 100 km, un Campione oltre i 100 km.

Definire la “100 km del Passatore” come una gara è, a mio modesto avviso, riduttivo. Sono un insieme di gare che si susseguono e si sovrappongono. Si parte con il sole e il caldo, si incontra poi l’imbrunire, il fresco e il tramonto e si finisce nella notte. La partenza è straordinaria, si passa in mezzo a due ali di folla che danno un surplus di carica di adrenalina. Si attraversano gli Appennini avendo ai due lati distese di campi e prati, con la luce del giorno un vero spettacolo della Natura. La prima metà è molto impegnativa con le salite di Fiesole, di Vetta le Croci e l’interminabile Colla di Casaglia. I passaggi a Fiesole e a Borgo San Lorenzo sono resi festosi e allegri dal numeroso pubblico. I passaggi alla Vetta le Croci e alla Colla di Casaglia sono invece piuttosto caotici, molta gente, auto e moto, tutto molto. Nella prima metà gara la gente è comunque sempre numerosa e tutti vengono incitati, inoltre si corre sempre assieme agli altri Runners disposti in una lunga fila. La seconda metà è invece completamente diversa, una lunga discesa fino a Marradi poi un susseguirsi di saliscendi fino a Faenza. Man mano che passano i km e diventa buio si incontrano meno persone e anche i concorrenti iniziano a distanziarsi l’un l’altro. Dopo il  Passo Colla aumenta il traffico di auto e moto, la maggior parte al seguito dei propri amici Runners, a volte è un po’ fastidioso e bisogna prestare attenzione, ma ciò fa parte di questa gara e chi guida i vari veicoli è molto rispettoso di chi sta correndo. Il percorso è comunque ben presidiato dall’impeccabile organizzazione. E’ un alternarsi di stati d’animo di euforia a stati d’animo di sconforto, momenti nei quali le gambe girano benissimo e bisogna trattenere il ritmo, a momenti nei quali l’affaticamento ha il sopravvento e si vorrebbe fermarsi e camminare, a momenti nei quali il modo di dire “le gambe vanno da sole” non è un modo di dire ma è veramente così, non sai come ma riesci a continuare a correre. Con il passare dei km, vari dolori articolari e muscolari compaiono e scompaiono come la colomba che esce dal cappello a cilindro del bravo mago e vola via, fino a che il corpo si anestetizza e non si sente più nulla, a parte  un affaticamento generale.

Io, che ho sempre sostenuto che la Maratona vada corsa da soli, penso invece che questa gara vada corsa in compagnia, per meglio superare i momenti di difficoltà ma soprattutto per condividere questa avventura, questo viaggio, questa follia, questa fantastica follia. Un esaltante viaggio di parecchie ore e parecchi passi. Razionalmente dovrei dire che questa gara sarebbe meglio se non la corressi più perché il fisico viene sottoposto ad uno sforzo notevole, perlomeno per un Runner Amatoriale che verosimilmente ha già scollinato la Colla di Casaglia della propria vita.  Eppure è una corsa che ti entra e rimane dentro, che, fuori da ogni logica,  ricorrerei anche domani.

Per tutta la fase della preparazione ho potuto contare sui preziosi consigli dell’amico Patrizio Pintus, dell’Atletica Rovellasca, in compagnia del quale ho svolto le sedute di allenamenti più impegnative, accompagnati spesso da vari amici, che ringrazio. La loro compagnia ha reso più facile questa fase.

Con Patrizio ho poi piacevolmente condiviso la gara, questa emozionante esperienza, dal primo all’ultimo metro. Avendola lui già corsa l’anno scorso, ha saputo mirabilmente come gestirla: quando prendere le pause camminando in salita, come affrontare le discese correndo veloci senza esagerare, come alimentarsi e idratarsi adeguatamente lungo il percorso, sapendo con precisione, grazie alla sua memoria fuori dal comune, dove erano posti i vari ristori. Ristori dai quali, soprattutto dopo i 70 km, diventa sempre più difficile, dopo una brevissima sosta e una breve camminata, riprendere a correre. Ma la volontà di correre ha sempre il sopravvento su tutto il resto. Da parte mia, un grazie infinito a Patrizio !

Assieme a Vincenzo Nick Urso, compagno del Gap Saronno e anch’esso al suo primo 100 km, che stoicamente arriva al traguardo nonostante una vescica e un taglio alla pianta del piede procuratisi nella discesa della Colla, e Giuseppe Merli, del Team Otc, al suo secondo Passatore consecutivo, ho trascorso gli interminabili momenti del pre-gara carichi di tensione, la partenza, il ritrovarsi alla Colla di Casaglia e l’affaticato, rilassante, euforico post-gara.

Preziosissima è stata l’assistenza che ci hanno fornito Claudia e Andrea nei punti chiave di Borgo San Lorenzo e Colla di Casaglia. Il loro incitamento è stato determinante. L’averci poi aspettato al traguardo ha reso ancor più emozionante l’arrivo.

Quando si arriva a Faenza in Piazza del Popolo e finalmente si vede il traguardo, lo si vorrebbe spostare un poco più in là e poi ancora più in là per protrarre la girandola di emozioni e il guazzabuglio di sensazioni dai quali vieni piacevolmente (s)travolto.

Alberto Oliva – Gap Saronno