FORLIVESE CONQUISTA LA “CITTADINANZA FAENTINA”

luglio 17, 2017 in IO C'ERO, NEWS

FORLIVESE CONQUISTA LA “CITTADINANZA FAENTINA”

Ho sposato una faentina e nel 2016, dopo diversi anni, ho chiesto ufficialmente la residenza a Faenza, ma siccome sono forlivese mia moglie mi ha detto …ti tocca fare la 100 km così tutte le volte che un faentino ti dirà qualcosa sul fatto che sei di Forlì potrai rispondere: SI, PERO’ IO HO FATTO LA 100 KM, HO LA DOPPIA CITTADINANZA!!
Certo, queste sono cose che solo faentini e forlivesi possono capire….
Fu così che il giorno di natale dello scorso anno trovai sotto l’albero l’iscrizione alla 100 km del 2017, mia moglie d’accordo con Leo (Leonardo Callini…non uno a caso) aveva studiato questa sorpresa per me.
Ho iniziato a correre solo 3 anni fa, prima praticavo l’arrampicata sportiva e negli ultimi anni avevo girato per boschi alla ricerca di falesie e sassi da scalare….
Io e mia moglie avevamo sempre fatto sport assieme e ad un certo momento eravamo un po’ annoiati, alla ricerca di nuovi stimoli, così, per caso, abbiamo incontrato i leopodisti: STRANE CREATURE CHE SI AGGIRANO PER LE STRADE E LE COLLINE FAENTINE….
Questi esseri, sempre allegri, che organizzavano girettini a piedi e di corsa nella nostra città concludendo sempre con un piatto di pasta, ci hanno subito incuriositi…
Io non conoscevo Faenza, anche se ci dormivo non la frequentavo affatto, perché fra settimana lavoravo e il We andavo sempre per falesie, sinceramente io e mia moglie non siamo mai stati tipi interessati alla vita sociale cittadina.
I nuovi, STRANI TIPI, che avevamo conosciuto ci hanno fatto scoprire la città da un altro punto di vista, ci hanno insegnato a giocare a rincorrerci per le vie del centro in maniera goliardica, semiseria, perché si finiva sempre a mangiare e bere…
Ho provato subito a correre anch’io, un po’ per gioco e un po’ perché non avevo altro da fare… All’inizio che correvo (e non solo all’inizio) se incontravo qualcuno che sapevo aver fatto la 100 km lo vedevo come se fosse quasi un alieno…. Una persona che era stata in grado di fare qualcosa di veramente grande, perché il Passatore non è “solo” un ultra maratona…. E’ UN MITO!!
Con queste premesse ho iniziato la mia preparazione, soprattutto da solo, perché purtroppo i miei orari di lavoro non mi permettono di allenarmi con i nuovi amici.
Si perché, questi strani soggetti, SEMBRANO persone che amano solo mangiare pasta e bere un bicchiere, ma in realtà si allenano come matti e macinano quantità indefinite di km che uno da fuori non lo direbbe mai perché li vede sempre ridere e scherzare, tranquilli……invece sono fortissimi in ogni specialità!
Mi sono stati di stimolo e di grande aiuto anche per tutti i consigli che mi han dato.
Gli ultimi mesi ho cercato di prendere spunto da loro organizzando gli allenamenti negli orari in cui potevo e ho iniziato a correre i miei 40-50 km su asfalto cercando di metterci in mezzo più dislivello possibile.
Per i tratti lunghi, quasi sempre, mia moglie mi ha seguito con la bici e a volte a piedi studiandosi i propri percorsi, in modo da incontrarci alla macchina a orari stabiliti.
Ho cercato di abituare le mie articolazioni allo sforzo prolungato su asfalto, percorrendo in tranquillità lunghe distanze, sempre cercando di godermi il territorio.
L’obbiettivo era prepararsi per arrivare a finire IN QUALSIASI MODO il Passatore, arrivare anche sui gomiti, ma arrivare!!
Tutto ciò senza farsi male ovviamente.
Abbiamo studiato tutto, ci siamo allenati anche a stare tanto tempo su strada, io a piedi e lei in bici, per cercare di abituarci ad ogni situazione, anche ad avere lo stesso ritmo.
Abbiamo ascoltato i racconti di chi aveva già vissuto questa esperienza e abbiamo preparato l’abbigliamento, la bici, i liquidi, i viveri per la sopravvivenza… e ci siamo concentrati soprattutto per affrontare mentalmente il pezzo di strada dopo Marradi, che tutti ci hanno descritto come NON FINIRE MAI…
Gli ultimi giorni prima della gara se incontravo qualcuno mi chiedeva: sei pronto? Io pensavo, cosa ne so se sono pronto??? Secondo me nessuno è pronto per un viaggio come il Passatore! TE LO DICO DOPO SE SONO PRONTO!
In questo modo sono arrivato in stazione alle 8.00 del 27 maggio con in mano il mio biglietto per Firenze…. e già ero felicissimo.
Troppo bello essere lì, con lo zoccolo duro della Leopodistica, viaggiare in treno verso una delle città più belle del mondo e sapere che da lì sarei tornato a casa a piedi…. FORSE!
Una emozione indescrivibile, un misto di gioia e di paura di non farcela, paura che capiti qualcosa che possa fermarmi, come un banale mal di stomaco o un dolore al ginocchio… o alla schiena… o in quella parte sconosciuta del corpo che non sapevo nemmeno di avere….
Ma, in fondo, una gran voglia di AFFRONTARE TUTTE QUESTE INCOGNITE NELLA SPERANZA DI SUPERARLE.

Tutti hanno raccontato della partenza, delle persone che fanno il tifo, di come sei accolto con calore dagli abitanti dei centri che si incontrano… ed è tutto vero, bello ed emozionante… UNA GRANDE FESTA!

Concentrato, quindi, seguendo il consiglio di pormi solo piccoli obbiettivi, sono arrivato alla Colla entro le sei ore dalla partenza e lì ho trovato mia moglie ad aspettarmi.

Mi sono cambiato e munito di luci anteriori e posteriori…perché non si sa mai… e finalmente mi sono buttato verso valle… verso la Romagna!!!!
Non so se è stato per colpa delle vesciche o se è stato GRAZIE alle vesciche che mi hanno obbligato a camminare subito dopo Marradi; ma in questo modo è passata la notte…PASSO DOPO PASSO, META DOPO META, ho goduto delle stelle, della temperatura mite, dell’odore umido della natura e del sole nascente che incorniciava il serpentone di podisti, LA STRADA QUEL GIORNO ERA NOSTRA!

Poi arrivi, vedi la rotonda, con quella buffa scultura che solo un romagnolo poteva inventarsi: il PASSATORE!
Un tizio, che tutto era tranne che cortese, diventa così l’incarnazione dell’anima della terra in cui sono nato, una regione che non c’entra niente con il brigante… o forse sì! Qualcosa di non conforme dentro di noi ci deve essere che spinge per 100 km!!
Qualcosa che scalpita! Qualcuno che grida, che si oppone, che vuole dire la sua…anche solo: IO CI SONO, IO C’ERO!!

Alla fine ognuno di noi ha fatto il suo viaggio, con le proprie possibilità e con l’aiuto fondamentale di tutte quelle persone che, gratuitamente, hanno permesso che la grande festa si compisse. Un sacco di giovani volontari, BELLISSIMI DA VEDERE, associazioni, cittadini residenti… una marea di sorrisi.

Anche solo una parola ti aiuta nel momento di crisi, o un’amica come la Sanja che svegli alle 5,00 quando arrivi a Brisighella e si alza, si prepara, ti raggiunge a piedi a Errano per portarti fino in piazza. O Paolone in bicicletta a Fognano che ti urla: MO DAI SMETTILA DI LAMENTARTI PER LE VESCICHE E VAI AVANTI! E sai che di lui ti puoi fidare perché la 100 se l’è fatta già qualche volta TUTTA a piedi….
Fondamentali le telefonate degli amici che, anche se seguono con la bici uno più avanti di te di qualche ora, si ricordano di chiamarti per darti la forza di continuare. Tutti a modo nostro abbiamo conquistato il Passatore, io 100 km, mia moglie 52, io con le mie gambe e lei con la bici; così come in due abbiamo scritto questo racconto, io con le mie emozioni e lei con la sua interpretazione scritta.

Solo io però ho avuto la soddisfazione di sentire dire al mio capo: BRAVO ANDREA, NON CREDEVO CHE CE L’AVRESTI FATTA, TI HO SOTTOVALUTATO!

Andrea Bergamaschi, pettorale 1001, h 15,58 per tornare a casa da Firenze… e non vedo l’ora di rifarlo!