INTROSPEZIONE… di Vito Carignani

giugno 12, 2018 in IO C'ERO, NEWS

Girovagando in Firenze a Via della Condotta, Via dei Cerchi ed altre circondarie la Casa di Dante, si notano muri disseminati con versi del Poeta. Versi descrittivi, interlocutori la presentazione di personaggi delle Cantiche. L’incontro con Beatrice Portinari, apparsa “ sotto verde manto vestita di color fiamma viva”.

Sabato 26 maggio, alle 14,30 tremila “ pazzi” in calca al fianco destro del Duomo, campanile di Giotto, cupola del Brunelleschi, in attesa del via della 46° edizione del Passatore. Dante avrebbe trasfigurato  lo sguardo bieco del” Il Passatore” sul camion, anzi la calca, al suo Caron  dimonio con gli occhi di bragia, che “ tutte le raccoglie ( anime dei dannati); batte col remo qualunque s’adagia. Afa, 33° di temperatura, attraverso Firenze sino alle alture di Fiesole, uomini, donne simili a vogatori antichi nelle carene dei quadriremi romani. Oltre Fiesole, al 10° km, ritorno alla normalità. Intervalli di sole, alquanta frescura in zone  con folta vegetazione. Sopravanzo Gino Paolo Francesco, mio presidente, che avanza accompagnandosi a due racchette. Olmo, Vetta Tre Croci, 9 km di discesa sino a Scarperia. Il pensiero lascia Dante, va al dolce paesaggio della profonda maremma carducciana, ai Cipressi che “ a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar……….” Borgo San Lorenzo, soltanto 33° km. Chi è approdato a Faenza 18 volte, può fare un programma di massima per “ a nuttata” del grande Eduardo…. “ a da passa’….. Si ascende, coraggio!, Panigallia distante. Trascorsi i filari di Giosuè Carducci, repentino ritorno a Dante. Vien da dire : ma chi me lo fa fare, mica l’ha ordinato il medico. Invece, coraggio, sali, sempre più dura l’ascesa. Per forza la mente va oltre il confine dell’ora, all’infernal Ulisse “ considerate la vostra semenza: fatti non foste  viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza”.

Passo della Colla ( 918 mlm), un 75enne o si ritira o, nemmeno si ferma, prosegue. Non dopo aver ascoltato, fuggevolmente, il vecchio organizzatore dire : “ è sempre una grande impresa arrivare a Faenza, come fermarsi a metà al Passo della Colla”. Piacevole venticello, argentea luna, andatura veloce sino a Casaglia, ormai 52 i km! In quel di Crespino, la folta boscaglia accentua il suo sinfonico fruscio, frammisto all’eco dello scorrere del sottostante Lamone. Susseguono  ombre di giganteschi ponti sino alle porte di Marradi. Chiare, fresche e dolci acque…. spingono  a dissetarsi in fontane incastonate nella roccia. Il notturno viandante ha nemico il sonno “ momento delicato per gli esseri umani, per forza bisognosi di cibo, rispetto e … sonno. “ Di notte la luce delle strade accarezzava le mie guance e i muri, e la luna, una grossa anfora si chinava su di me a spegnere la sete del mio sonno!”- Yehuda Amichai-. Incombe assopimento pur continuando il cammino, pari alle dodici ballerine in cerchio nella Danza delle Ore e le lancette dei due ballerini nel mezzo. Tra l’una e le 3 e mezzo, Caron dimonio, alias Il Passatore ha ripreso il suo essere originale di  Stefano Pelloni, anche perché ormai in Romagna “ Odiato dai signori, amato dalle folle. Dei cuori femminili incontrastato re……… che sul Lamone un giorno morì per tradimento. Portato lungo i borghi per farlo disprezzare, ci fu per lui chi pianse, chi un fiore gli gettò”. Così cantavano i grandi Primo e Raul Casadei con le loro orchestre.

Per alcuni il tempo non esiste, non ha misura. Aurora, alba ormai alle spalle, il mio presidente Gino Paolo mi porge il saluto del buongiorno, senza racchette, superandomi con passo felpato in quel di Popolano, Sant’Adriano. Dopo circa un’ora, in Feudo di Brisighella, lo riprendo. Dialoga con un altro podista. Raggiungo Fognano, 80esimo km, mi fermo al bar principale del borgo, chiedo una Corona, niet, opto per la Moretti, divido in tre bicchieri, aspetto sull’uscio, arriva il presidente con l’altro podista, impongo lo stop. Nel bar a brindare con i tre bicchieri di birra! Gino Polo, solare, “ non me lo aspettavo!” Ognuno per la sua strada rimasta. Il calcolo è fatto, 5 km ogni ora, ne mancano 20. Alle dieci in Piazza del Popolo a Faenza dopo 18ore 59’ 20’’ accompagnato dall’applauso di due ali di folla. Consegna del diploma, sono 19 mi dice la signora; arrivederci l’anno venturo per la ventesima. Grazie signora, se Dio vuole!

Continua l’applauso, sino al pianto spontaneo, sincera commozione di Romani Cristiano, giunto al traguardo dopo 20ore e 20 minuti, fuori tempo massimo.

Umanità, umiltà di Giorgio Calcaterra, giunto terzo ad oltre otto ore. Da porsi in quella piccola stella del VI canto del paradiso, con Carlo Magno imperatore, dove “i buoni spirti che son stati attivi, perché onere e fama li succeda”.

L’amico Riccardo Campa, 10 ore e 30 minuti, per il quale : “ il limite è solo nella nostra  testa!100 km del Passatore, una gara fuori dal comune!”

Infine, non ultima, la Nostra grandissima Viviana Verri- 9ore e 30- meritevole della “ Libellula”, lirica di Maria Carla Boccacci, “ come una libellula ti vidi, una sera, volavi danzando. Leggera, aggraziata, perfetta;……….solo un orecchio attento avverte l’incessante battito d’ali e la conseguente naturale fatica, come quando il sole muore dietro l’orizzonte per poi risorgere ogni mattina……………….

Un abbraccio con cuore agli oltre tremila compagni di avventura, arrivederci al 2019, SPERO.