9 mesi per prepararla 20 ore per correrla di Roberta Peroni

agosto 20, 2018 in IO C'ERO, NEWS, TESTIMONIANZE

La 100 non si improvvisa è una gara ma soprattutto un viaggio che per me parte da molto lontano e forse se 3 anni fa ho iniziato a correre uno dei motivi è stato questo “tarlo”; fin da bambina adoravo quella serata perché segnava l’inizio delle vacanze estive e perché vedevo arrivare persone felici nonostante avessero sofferto il caldo, il freddo, i crampi.. mi sono sempre chiesta.. cosa c’è di bello nel correre 100 km partendo da Firenze per tornare a casa? Volevo saperlo.. volevo capire cosa portava persone normali a fare uno sforzo così e spesso a rifarlo.

Mi iscrivo ad aprile anche se ci penso già da settembre e in un attimo mi ritrovo a Firenze

Siamo tantissimi fa caldissimo, la mia testa ripensa a tutti gli infortuni che mi hanno seguita durante la preparazione, penso a tutto quello che mi potrebbe capitare in gara.. per fortuna sono con i miei compagni di squadra e tra una chiacchiera e l’altra arrivano le 15.. si parte..  faccio fatica a correre.. non ingrano e nella salita di Fiesole tutta al sole cammino.. mi avvilisco perché non è da me fermarmi in salita ma per fortuna una persona esperta (scopro che ne ha fatte 17) mi fa coraggio e mi dice di tenermi le gambe per la discesa di non sprecare energia ma di godermi l’esperienza. Arrivo al ristoro di Fiesole mi sembra come un oasi nel deserto..bevo mi bagno e inizio a correre piano.. vedo mio marito Marco pure lui cotto dal sole e iniziamo a salire. Finalmente sento il  vento il sole sembra picchiare meno, passo Vetta le Croci e Borgo San Lorenzo senza difficoltà.

Poi si inizia a salire davvero.. a Ronta ci raggiunge anche Sergio.. la mia compagnia in bici ora è al completo, la temperatura decisamente migliore e lenti saliamo… c’è meno ressa.. ci sono i curvoni.. so che devo camminare.. mio marito in bici si stacca e poco dopo gli mando incontro Sergio perché so che su avrò bisogno del cambio.. sono da sola, con la musica nelle orecchie, salgo e sono completamente rapita dal paesaggio dalla meraviglia della gente che ci tifa tutti e dai miei pensieri..

Mi passano davanti gli ultimi mesi pieni di difficoltà su più fronti, mi sento vulnerabile, mi sono data questo obiettivo per non cadere e per dimostrarmi che in fondo anche nei momenti più bui un po’ di luce c’è! Perdo la cognizione del tempo al Passo Colla, per fortuna, mi raggiunge Sergio mi cambio e scendo senza forzare.. si sta facendo buio e dall’alto si vedono le luci dei paesi che attraversiamo.. la notte è serena appaiono le prime stelle si sentono le  prime rane gracchiare e sono di nuovo sola …senza luce (ce l’ha il marito)

A Crespino il ns trio si ricompone, prendo la lampada frontale un po’ alterata perché  sono miope e al buio vedo poco; inizio a battibeccare con mio  marito, non  alle gambe che iniziano ad essere poco collaborative.. mi renderò conto che  questa è stata la mia fortuna perché Marradi è già li che mi aspetta insieme ai gruppi che suonano lungo la strada

Uscita da Marradi comincia il difficile vedo gente fermarsi, le mie gambe sono sempre più legnose.. ma faccio finta di nulla… non mollo ora.. a faenza ci devo arrivare perché ho portato via tempo ai miei affetti per potermi allenare e ora no non mi fermo! A Strada Casale sono stanca.. lo dico ai miei angeli custodi in bici che cominciano a parlarmi e a farmi parlare sono km lenti e duri ma vedere Brisighella mi rincuora.. so esattamente i metri che mi mancano è il mio giro lungo.. sono li ogni weekend, la discesa mi sembra infinita è davvero dura.. vestita della mia maschera migliore vado avanti fino alle bocche dei canali dove c’è la mia collega Annalisa in bici pronta a scortarmi in piazza… saranno il 2,7 km più lunghi della mia vita.. mi scendono lacrime arriva la fatica la stanchezza la voglia di dire basta..  Annalisa Marco e Sergio non fanno altro che caricarmi.. non so come non so perché ma in corso Matteotti volo.. vedo l’arrivo in piazza nella mia piazza.. vedo che  aspettano mio babbo, i miei amici Luca e Maurizio, il mio capo Michele.. una carica di adrenalina tagliare il traguardo mi fa passare ogni dolore e mi riempie il cuore di gioia… ce l’ho fatta.. l’ho voluta, sudata, sfidata ma c’è l’ho fatta. È stata la notte più pazzesca della mia vita un esperienza straordinaria che regala emozioni uniche.. se correte.. fatela… non è una gara come le altre ha un valore aggiunto.. le persone che si incontrano e le sensazioni che si provano!

Grazie a Pirì e a Tatiana per farci vivere ogni anni tutto questo..

E in quanto a me che dire? Sono partita dicendo non la farò mai più.. ma ora non ne sono più tanto sicura.

Roberta Peroni