“Pensa se non ci avessi provato!” di Marco Scardovi

settembre 10, 2018 in IO C'ERO, NEWS

Pensa se non ci avessi provato! Questo il titolo dell’autobiografia di Valentino Rossi, frase che sento un po anche mia in questi giorni. Io però, a differenza sua che ha vinto quasi tutto, non ho vinto proprio nulla, nemmeno una gara del prete, ma in cuor mio mi sento un vincitore per aver centrato i miei obiettivi. Iniziamo da capo. Giugno 2015, al secondo anno di bici sento parlare di una folle corsa che da Firenze porta a Faenza attraverso la via Faentina, 100km con 1400mt di dislivello, 2 le salite quella di Vetta alle Croci 518mt (che passa per Fiesole) e il passo della Colla (913mt) che porta a Marradi da Borgo San Lorenzo.

Il nome Passatore è dovuto ad un certo Stefano Pellizzoni, denominato appunto Passator cortese, un brigante che seminava il panico a metà dell’800 proprio in queste zone. Così desideroso di vedere questo percorso ma soprattutto di provare a fare i miei primi 200km in bici, a fine giugno parto in solitaria da Faenza arrivo a Firenze e torno indietro. Da quel giorno parte la mia passione per le lunghe distanze, quando ancora non sapevo cosa fosse una randonnèe.

Poi si fà maggio ’16 e questo punto decido di vederla in persona la corsa e insieme a Valerio & Federica, due amici che sono anche una coppia ed entrambi podisti, seguiamo i primi. Resto affascinato da questi pazzoidi al punto che mi prometto che un giorno mi sarei iscritto, vada come vada.

Poi passa un’altro anno e siamo di nuovo a fine maggio…questa volta insieme all’amico Graziano sempre in bici partiamo da Faenza, raggiungiamo Firenze e seguiamo i centisti partendo dagli ultimi fino, piano piano a superare i primi. Ed è proprio nelle retrovie che capisci il vero senso e fascino di questa corsa: gente normale, non professionisti, che con tanto sacrificio e forza di volontà provano a finire questa durissima corsa, tra caldo, vesciche e crampi.

Passa l’estate e finisco gli impegni ciclistici, ma il Passatore mi resta in testa così mi decido: basta rimandare, nel 2018 ci voglio provare pure io, vada come vada! D’altronde anche quando mi iscritto alla mia prima rando over 1000, la 1001miglia ero convinto di non riuscire a finirla e invece poi….quindi perchè non provarci?! A questo punto però bisogna anche provare a correre un po, ma non voglio nemmeno mollare la bici in quanto nel 2018 voglio partecipare anche alle rando…e qui si fa un po complicata la cosa. Anche perchè con 2 ernie alla schiena, per me la corsa è sempre stata considerata un tabù. Il 3 ottobre parto con l’intenzione di fare 5 km ma dopo massimo 2 vado di camminata: il fiato c’è ma la gamba..proprio no! Sono rimasto indolenzito 4 giorni ma senza perdermi d’animo dopo un giorno di riposo riprovo, questa volta col passo giusto e riesco a finire i miei 6km. Poi mi blocco con la schiena per quasi una settimana e lì mi chiedo se abbia senso continuare….ma la testa è dura e io continuo.

Inizio a informarmi su internet su come correre bene, la postura ecc ecc ( cosa che non ho ancora imparato, tendo a tallonare quando appoggio il piede) e nel frattempo faccio molti esercizi di Core Stability, per rafforzare i muscoli del “tronco” indispensabili per sorreggere la schiena mentre si corre. I primi risultati iniziano ad arrivare, le distanze si allungano e la schiena va bene. Solo che accellero un po troppo con le distanze in allenamento e sopraggiungono i primi acciacchi: infiammazioni varie (una delle quali mi ha costretto poi a 3 settimane di stop, ma fortunatamente in bici non dava fastidio), contratture e dolori al tendine d’achille. Ogni allenamento un male o problema nuovo, spesso ho pensato di mollare, la bici da questo punto di vista è molto meno traumatica.

Siamo a dicembre e mi iscrivo al Passatore, ma scopro che esiste un’attestato chiamato “Trittico di Romagna” che viene rilasciato a chi finisce 3 prove: Maratona del Lamone, 50km di Romagna e 100km del Passatore. Cosa fai non ci provi??? D’altronde se devo correre 100km devo riuscire pure a correrne 42 e poi 50..in più sembrano un’ottimo allenamento/test in vista del Passatore. Il 6 gennaio corrro la mia prima maratona, a Crevalcore……poi il 25 febbraio a Salsomaggiore e poi..e poi inizia il Trittico! 2 aprile a Russi e il 25 a Castelbolognese dove corro la 50km e la chiudo soddisfatto e fiducioso per la prova che presto verrà…..

Arriva il fatidico momento.. 3 giorni prima l’ultimo allenamento leggero che mi porta a 1000km corsi esatti esatti da quando ho iniziato il 3 ottobre… Mi trovo con Massimiliano a Faenza (randagio D.O.C. conosciuto in bici e con cui ci siamo trovati a tutte le maratone che ho corso) partiamo in autobus, arriviamo a Firenze..la giornata è prevista afosa e moooolto calda, ci prepariamo e nel frattempo arriva Fornasini che ha intenzione di seguire la corsa in bici. Finalmente ci posizioniamo in “griglia” pronti per la partenza. Il nostro obiettivo è solo quello di arrivare entro il tempo massimo, le 20 ore. Insieme a noi altri 3000 pazzoidi, non vediamo l’ora di partire e l’emozione è tanta.

Poi ore 15 lo sparo e via: si corre!!!!! Pochi km e mi tolgo subito la canotta, caldo abbestia e la salita che porta a Fiesole inizia subito a farsi sentire: come previsto alterno la corsa a tratta di camminata veloce dove le pendenze erano proibitive per le mie gambe. Arrivato in cima vedo il mio super presidente ( del San Zaccaria bike) venirmi incontro ed incitarmi, e con lui un’altro amico, Alberto, altro randonneur conosciuto in bike!!

Queste cose in corsa fanno sempre un gran piacere, il lato mentale è fondamentale in prove di lunga durata e avere amici al fianco che ti incitano ti dà una marcia in più. Faccio la discesa e arrivo al km 31.5, Borgo san Lorenzo, dove c’è il babbo ad attendermi anche lui esultante e che mi seguirà per tutta la corsa in bici. Mi sento più cotto del previsto ma cerco di non esternarlo perchè sò che è colpa del caldo e col buio le cose dovrebbero migliorare. Finalmente inizia il temuto passo della Colla, che dal paesino di Ronta fino in cima cammino di passo veloce perchè le pendenze non mi consentono di correre.

Passo il cartello che indica 42,195 ..la distanza maratona è stata raggiunta ma ne manca quasi un’altra e mezzo. Dentro la testa inizio a pensare a quando arriverò a Marradi…la paura è di aver speso troppo e quindi non riuscire più a correre. Poco male, la finirò di camminata, penso. In cima un gran casino di gente, mi vesto, mi ridò la crema ai piedi. Le gambe son stanche, in fondo ho già fatto 48km con gran parte del dislivello, ma il morale è altissimo quindi inizio i 17 km di discesa che portano a Marradi.

Correre di notte in mezzo al bosco tra i tornanti di un passo che solitamente facevo in bici, con tantissime altre “lucine” al buio che corrono è stata una bellissima quanto particolare esperienza. Trovare poi le luci del paesino di Casaglia a metà del passo, col ristoro e gli applausi della gente, dopo diversi chilometri di corsa al buio: fantastico! Arrivo a Marradi km 65, un traguardo intermedio molto importante. Ora ne restano 35, le gambe sono cotte, fritte….ma la carica è tanta, sto bene e sono felicissimo, quindi si procede!

Fino a Faenza è tutta in leggera discesa con qualche strappetto che cammino di passo svelto e poi riprendo a correre. Le gambe sono sbriciolate, corro solo grazie alla testa. Mi fermo come sempre a tutti i ristori ma cercando di non perdere tempo, incontro tanta gente con cui scambiare due parole e incitamenti, pure un Finlandese che mi dice di aver perso il sorriso fino alle 18 a causa del caldo! Ad ogni paese ce gente per le strade a farti il tifo, anche se è notte, gente che improvvisa feste e grigliate e ristori abusivi a base di carnaccia e brodo..che ovviamente salto! Impressionante la quantità di podisti che camminano tutti storti, gente che ha speso troppo a inizio gara e ora si trascina come una lunga fila di zombie, che però a Faenza ci arriva. Perchè questo è lo spirito del Passatore.

Sopraggiunge Brisighella e di lì in poi è conto alla rovescia: mancano 12 km, corro più ora che prima nonostante i km e una dolorosa vescicona sotto il piede destro che si è appena formata. La testa in queste sfide è tutto, sa farti trovare energie nascoste che mai penseresti di avere, così come può magicamente (..ma temporaneamente) farti passare dolori fino a poco prima fastidiosissimi. In questo l’esperienza maturata nelle lunghe randonnèe è stata fondamentale.

Finamente intravedo la rotonda del Passatore, mancano 2,5km…..corro corro e quando mi dicono dei passanti che manca meno di un km mi accendo ulteriormente e trovo le energie per un finale a tutta! Difficile descrivere le emozioni che si provano, soprattutto per uno che come me aveva 6 scarso in italiano, quindi vi lascio immaginare a voi. Un immenso grazie al babbo che in bici mi ha tenuto compagnia per 70km fino all’arrivo, grazie a Graziano, Alberto e Forno per la compagnia e il tifo, grazie a Riccardo per i preziosi consigli, grazie alla gente che è sulle strade a farci forza e grazie a tutto lo staff del Passatore che da 46 anni a questa parte organizza quella che viene considerata “la 100 più bella al mondo”!

Per me la soddisfazione di aver centrato gli obiettivi che mi ero posto a inizio stagione, per essere riuscito a correre a lungo quando fino all’anno scorso mi chiedevo come fosse possibile fare un mezza maratona, e per averlo finito abbondantemente sotto il tempo previsto. Ora per un po credo di appendere le scarpe al chiodo e dedicarmi alla bike, ma ci si rivede nel 2019. Ciao Passatori!

Marco Scardovi