POPOLANO

Popolano – km 67
Giovanni Cavina (Antichi fortilizi di Romagna – Lega 1964) scrivendo di questo piccolo centro, ubicato dopo Marradi verso Faenza, fa derivare il nome Popolano da ”Populanum” (popolo), situato nella valle del Lamone, nella Romagna Granducale. Da rilevare una chiesa plebana dedicata a Santa Maria, a poco più di un chilometro a sud-est di Marradi. L’antico castello con annessa Pieve, era situato sopra le pendici di un poggio da tutti detto “Del Cavallaro”. È opinione di alcuni storici, primo fra tutti il Metelli, che il castello fosse collocato nella cima del monte “Cavallaro”, oggi indicato come “Cavallara”, mentre la pieve sembra essere invece dislocata più in basso, totalmente distaccata dal castello. Sul monte si trovano tuttora, quasi a fior di terra, reperti vari, resti di muraglia saldamente compatta: sono gli avanzi di un vetusto castello. Ribadiamo che più sotto alle pendici, sorgeva l’antica pieve di Popolano, detta Pieve di Santa Maria, di origine molto antica (non è noto l’anno della sua fondazione). Non dimentichiamo infine che Bandino, priore di Popolano, nipote di Maghinardo Pagani, ebbe in dono vari castelli della vallata del Lamone: come Castiglionco (Castiglione), Fontana Moneta, Fernaciano, (Fornazzano), Grementiera, Valdifusa, con le relative corti e la metà dei castelli di Calamello e di Cavina; l’altra parte andò alla figlia di Maghinardo, Leita, sposa a Guidone da Ghiozzano. Si tramanda che Bandino, nell’anno 1299, venne scelto dal clero imolese (forse anche per glorificare Maghinardo) come vescovo di Imola, ma, come scrive il Metelli, il Papa si rifiutò di confermare l’elezione.
Oggi la chiesa di Popolano, molto ampia e di un certo valore architettonico, conserva varie opere d’arte; a questo proposito, ci piace segnalare un artistico Tabernacolo in terracotta policroma di scuola robbiana.
 
La sua storia
 – Un rogito dell’anno 1087, il più antico sull’esistenza di Popolano, parla di un tale Rocco che con la moglie, figliola del fu Guido, donarono ai loro figli, Ugone e Deudo, le loro corti, castelli, case, casine e terreni disseminati in varie zone circostanti e oltre. Popolano, in seguito, diventò un feudo dei conti Guidi di Modigliana, privilegio confermato dagli Imperatori Corrado VI° e Federico II° (anni 1191-1220). Si ricorda che nell’anno 1126 gli abitanti di Popolano, adunati in consiglio, deliberarono di investire della Signoria della loro terra (dopo varie promesse!!!) l’abate del monastero di Santa Reparata nel Borgo di Marradi.
La chiesa plebale di Popolano sorge sopra antichi ruderi di castellare la di cui antica torre serve alla medesima oggi come campanile.
La frazione di Popolano è divisa in due piccoli centri: Popolano di sopra e Popolano di sotto: il primo con un gruppo di case raccolte sulla testata occidentale del ponte, mentre l’altro formato da abitazioni poste sulla riva opposta del fiume Lamone, dove si trova tuttora la chiesa plebana (verso S. Adriano).
Piero Malpezzi
GALLERIA FOTOGRAFICA DI POPOLANO

La facciata della chiesa
L’antico campanile
e il retro della chiesa.
suggestivi scorci
dell’antico abitato