SAN RUFILLO

San Rufillo – km 91 km

L’attuale chiesa dedicata a San Ruffillo si trova sulla strada Firenze – Faenza in valle del Lamone, a poco più di due chilometri da Brisighella in una zona agricola ben coltivata e abitata da attivi agricoltori. Anticamente questa chiesa viene ricordata come “San Ruffillo in plebato Auri” (nella pieve della Pideura, cioè dipendente da questa antica Pieve). San Ruffillo viene menzionato per la prima volta nell’anno 1280 a proposito di un lascito testamentario: un certo prete Bono del luogo, che riceve, per testamento, da un parente di nome Vescovello, dieci tornature di terre con l’obbligo di celebrare annualmente messe in suffragio della sua anima. Il venti maggio 1573 don Barnaba Nicolino visita la chiesa in nome del Visitatore Ascanio Marchesini e trova il tutto conforme a quanto richiesto dai sacri canoni. Il suggestivo campanile, a fianco dell’edificio, venne costruito nell’anno 1470-1500. Purtroppo i restauri effettuati non molti anni or sono, dall’ingegner Annibale Metelli, hanno deteriorato la struttura, togliendole quella parte storico-artistica originaria e molto valida (solo la base sembra sia stata rispettata). La chieda attuale è di costruzione settecentesca con interno armonico e ben ordinato ad una sola navata. Vari altari, fra cui il maggiore con una tela rappresentante il Santo titolare della chiesa (secolo XVIII°). Nell’altare, a destra entrando, viene conservata una terracotta policroma, rappresentante la Madonna, scuola toscana del XV° secolo, che proviene dal soppresso “Hospitale di Ponte Lungo” che un tempo aveva rilevante importanza per malati e pellegrini.  Sappiamo che molte funzioni si svolgevano nell’annesso oratorio. Esso era diretto da due amministratori, scelti ogni anno. Non si conosce la data di fondazione, né la storia, mancando memoria storica scritta. L’ospedale, uno dei tanti della Valle del Lamone, aveva tre letti, era dotato di buoni fondi ed ospitava malati e pellegrini. Venne soppresso negli anni 1797-1798 da Napoleone I° ed i suoi beni assegnati alla Congregazione di Carità di Brisighella, con l’obbligo di mantenere alcuni malati poveri della comunità parrocchiale. Nella parrocchia di San Ruffillo esistevano  anche altri vari oratori: di Santa Cecilia (fondo “Cornacchia”) esistente fino al 1777; di Sant’Antonio da Padova (nel fondo detto “Casa dei Resti”); poi quello dei Conti Ricciarelli, ancora oggi esistente. Infine viene ricordato l’oratorio di San Gaetano (case Bruciate), non più esistente e, in “Casa Rimessa” di proprietà un tempo di monsignor Filippo Diletti (1831-1898), ex arciprete di Cotignola, un oratorio che esiste ancora. Nell’attiguo cimitero della parrocchia, nella tomba dei parroci, è sepolto don Antonio Lanzoni, (1971–1944) che ha guidato la vicina chiesa parrocchiale di San Martino di Montecchio (oggi soppressa) per ben quarantasei anni. Un generoso sacerdote che è vissuto e morto povero, aiutando tutti senza alcuna distinzione, secondo la legge del Vangelo.

Piero Malpezzi