CHECCO CALDERONI

Il Consiglio Sezionale, in accordo con l’Associazione 100 km del Passatore, nella seduta del 2 maggio 2001 ha deliberato di istituire un premio speciale alla memoria del Socio, e per tanti anni Presidente, Calderoni Francesco, recentemente scomparso. Trenta anni fa, “Checco”, Presidente del­I’UOEI di Faenza e Angela Bettoli, segretaria, pensarono ad una manifestazione nuova per dare lustro sia alla nostra Associazione, sia alla città di Faenza. Nacque così la 100 km da Firenze a Faenza, un itinerario da percorrere a piedi, da parte di atleti e non, provenienti da ogni parte del mondo, che congiunge idealmente le due coste d’Italia dal mare Tirreno al mare Adriatico, superando la barriera delle nostre montagne: gli Appennini.

Il premio, che l’UOEI di Faenza ha istituito, sarà assegnato al primo atleta che transiterà primo sul Passo della Colla di Casaglia ed arriverà correttamente al traguardo di Faenza. il Premio consiste in un piatto murale di ceramica di circa 40 cm. sapientemente decorato a mano, con uno dei motivi tradizionali della ceramica faentina (stile bello del 1400), è un piccolo capolavoro dell’artigianato ceramico faentino, realizzato dal laboratorio “Immagine Faentina” srl di via S. Silvestro 1 – Faenza.

  IL PRESIDENTE Franco Piani

“Il Sentiero”, 07-08/2001

RICORDANDO FRANCESCO CALDERONI: UNO SCORCIO DI STORIA DELL’UOEI FAENTINA

Per tutti noi, che per quarant’anni, ti siamo stati, più o meno vicini, sei sempre stato: “CHECCO”.

Checco Calderoni

Dopo aver, non so quanto degnamente, RICORDATO i! nostro indimentica­to “Don Vittorio”: il moderatore, il saggio Probiviro, il sostenitore e promotore dei COMITATO DI FONTANA MONETA e “VERO AMANTE DELLA MONTAGNA E DEGLI AMICI!!! Dopo aver RICORDATO i! dinamico “Don Gi­no”: animatore, pioniere e guida di quello sparuto drappello che eravamo dopo la RICOSTITUZIONE del 1945; in fondo all’articolo scrissi che avrei fatto ricerche per RICORDARE TUTTI quei nostri “AMI­CI”, che ci avessero lasciato, ma tanto si erano impegnati per SOSTENERE, GUIDARE, MANTE­NERE ATTIVA la nostra Sezione; (fin dalla fondazione, nel lontano 1912: terza in Italia) e che tra tante difficoltà avevano mantenuta viva la FIAMMA UOEI­NA nella nostra città.

MAI AVREI PENSATO, COSI PRESTO, DI DOVER “RICORDARE” TE: CARO, VULCANICO AMICO “CHECCO”.

Il mio RICORDO (sperando non mi tradisca la meno-ha, data l’ormai vicina quarta età), ritorna agli anni Sessanta, quando Ti incontrai la prima volta a casa dell’Angela Bettoli, che oltre ad essere la solerte segretaria dell’UOEI, aveva, con disinteressato slancio, messo a disposizione la sua abitazione, quale SEDE PROVVISORIA della Sezione (che poi vi è rimasta per 20 anni).

lo, allora vice del caro Presidente M° Giulio Argnani (purtroppo anche LUI deceduto e che spero presto di poter degnamente ricordare), fui felice quando as­sumesti la Sua eredità e facesti prosperare la Se­zione, decimata dopo la Ricostituzione; tanto che dalle poche decine che eravamo, DOPO IL TUO VENTENNIO DI RESIDENZA raggiungemmo i tre­cento iscritti.

Fu poi una tua ottima intuizione invitarmi a prendere la responsabilità del SETTORE GIOVANILE, dato che allora ero molto impegnato nella scuola, così potei spaziare nel mio ambiente. Ma a nulla sarebbe servito portare “GIOVANI”, se non ci fosse stata la tua vulcanica iniziativa di sviluppare nuove atti­vità.

Angela Bettoli e Checco Calderoni

Infatti, oltre all’impegno sociale a “CASETTA Dl TIARA”, all’ESCURSIONISMO sull’Appennino tosco­emiliano-romagnolo, che praticavamo allora; l’attività limitata di quel “piccolo Gruppo Sciistico” (nella quale ci aveva coinvolto ii Presidente Argnani e l’An­gela, unitamente alla mia limitata esperienza avuta nel bergamasco, dove avevo insegnato per otto anni), era rimasta circoscritta alla nostra zona (allora la neve c’era anche a pochi passi da noi). Tu iniziasti ad organizzare: “Gite sulla neve ed uscite inver­nali” non limitate a Campigna – Fangacci – Sestola -Corno alle Scale – Abetone, ma allargando la nostra PRESENZA sulle Alpi e all’Estero – SETTIMANE BIANCHE indimenticabili – fummo tra i primi ad organizzare per Gruppi, già praticate sulle Alpi, ma poco qui da noi. Trovasti un valido collaboratore in France­sco Drei, il quale, unitamente al responsabile tecnico Paolo Bubani, portarono Io SCI-CLUB UOEI” di Faenza ad imporsi in campo provinciale — regionale e nazionale con tanti allori, coppe e trofei!

Ci coinvolgesti, ancora di più, nella iniziativa che l’UOEI (per primo dopo la ricostituzione) aveva preso per la segnatura dei Sentieri vecchi e nuovi, del nostro Appennino, con gli indimenticati Ariano Denti-voglio e Primo Peroni.

Un’altra buona mano la desti al TURISMO UOEINO, che divenne più impegnativo e, non solo in campo nazionale, ma anche con uscite all’estero. (Iniziava solo allora il turismo di massa e non tutti se Io potevano permettere). La Sezione non era così florida come oggi, quindi non si potevano fare PROGRAMMI a largo raggio e impegnativi, per i limitati mezzi di cui disponeva. Tutto dipendeva dall’iniziativa di pochi, che incontrandoci al MERCOLEDÌ SERA dall’Angela in via Borgodoro, organizzavamo le uscite ed i rapporti col Consiglio Centrale.

L’UOEI era conosciuta solo dagli addetti ai lavori! Quante volte ti sei trovato solo tu e l’Angela a do­ver sostenere l’organizzazione!?!? Spesso solo voi due ci rappresentavate in campo nazionale. Questo modo di GUIDARE la Sezione poteva sembrare ACCENTRAMENTO, in realtà non erano molti quelli che Ti davano una mano, oppure come me, SOLO SALTUARIAMENTE e MOMENTANEAMENTE. Finito il periodo PIONIERISTICO, arriva il boom del “TEMPO LIBERO DI MASSA” che aumenta l’impegno e le esigenze organizzative: non potevi sostenere più tutto il peso e seguire tutti i settori, di conseguenza qualche settore stagnava ed entrò in crisi. Vi furono però nuove iniziative: CONVEGNI SU TEMI NATURALISTICI ED AMBIENTALI, che incontrarono l’approvazione e la partecipazione di nuovi soci ed aggregati.

La fucina “CAMALEONTICA” dell’UOEI (come l’ha definita Giuseppe Sangiorgi) forgiò una nuova iniziativa: “La Festa della Montagna UOEI”, che portò a Faenza grossi personaggi e grandi sportivi (anche se allora limitata ad una sola giornata, per motivi sue-sposti). — Nomi che ora sono dì dominio pubblico e presenti a molte manifestazioni, ma che allora erano conosciuti ed avvicinati solo dagli addetti ai lavori.

Pirì Crementi, Fratelli Elvino e Loris (diverse volte sul podio della 100km del Passatore), Gennari, Checco Calderoni, Angela Bettoli (1981)

Quando anche quest’impegno cominciò a pesare, fu Giuseppe Sangiorgi a prendere il tuo testimone, considerando la validità e la necessità di continuare la ormai divenuta tradizionale nostra “FESTA”. La via da Te tracciata divenne una realtà viva, importante che onora la nostra città e l’UOEI per tre giornate ricche di interesse e partecipazione (anche se oggi altri l’hanno imitata).

Non so quanto abbia rispettato la cronologia, perché ho buttato giù quello che la mente, di getto, dettava alla penna; ora la memoria mi porta a RICORDARE che fosti il primo a guidarci per organizzare il XX Congresso Nazionale UOEI (sostituendo il Presidente Argnani in precarie condizioni di salute) a Bri­sighella il 23/04/66 ed il XXXI del 24/04/1997.

Terminando la Tua VENTENNALE LEGISLATURA (oggi il nuovo Regolamento Sezionale le ha limitate a due di tre anni), organizzasti il XLI divenuto poi As­semblea delle Sezioni.

Altra Tua fatica fu organizzare i IX Campionati Na­zionali di Sci e Raduno Invernale che facemmo al­l’Abetone ed il XVI a Cortina d’Ampezzo, indimenticabile per l’organizzazione e la partecipazione.

Come non posso non ricordare i due Raduni Nazio­nali Estivi: il VII a San Marino nel 1966 ed il XVI a San Leo nel 1977 e per finire l’ultimo a Monte Ro­mano ove alla presenza del Presidente nazionale Prof. Antonio Valfrè inaugurasti la stele che ricorderà un’altra Tua iniziativa: la prima apertura del “Rifugio Primo Peroni” a Fontana Moneta la cui gestione, purtroppo basata sul volontariato di pochi, non si è potuta sviluppare ed è stata portata avanti con grande difficoltà fino al 1986.

Ma l’iniziativa non è stata inutile, poiché il seme gettato ha dato in seguito generosi frutti.

Infatti con la preziosa collaborazione di un impegnato COMITATO DI GESTIONE, superbamente guidato da Romano Morelli e spronato da DON VITTORIO, l’iniziativa fu ripresa e donò agli appassionati della montagna in quell’oasi di FONTANA MONETA il ristrutturato, funzionale ed accogliente “Rifugio UOEI” della Sezione di Faenza, che può oggi ospitare più di trenta posti letto, una attrezzata cucina, ed accoglienti sale e salette, rallegrate da scoppiettanti tizzoni e sfavillanti fiamme negli antichi focolari; ospitanti genuine grigliate, fumanti e profumate; con una rinnovata e ristrutturata Chiesa, oggi ideale ricor­do di DON VITTORIO, che tanto si è impegnato per la ristrutturazione e la riapertura.

I “CIRENEI” di Fontana Moneta non demordono ed a quei ruderi e a una chiesa pericolante portano sempre nuove migliorie con nuovi bagni e docce funzionali e servizi indispensabili (si sta recuperando anche la casa del contadino).

Il manifesto della Prima edizione della 100 km del Passatore 1973

Ma il Tuo fiore all’occhiello, che ha onorato l’UOEI anche in campo nazionale, è stata l’intuizione, l’ideazione, la promozione e l’organizzazione dell’ultramaratona FIRENZE-FAENZA: “La 100 km del Passatore”, gara riconosciuta oggi, a livello mondiale e vanto della nostra città.

Inizialmente l’impegno per l’ORGANIZZAZIONE SPORTIVA era a totale carico dell’UOEI, molto impegnativa e gravosa; ma Soci e non Soci vennero coinvolti dal Tuo impegno e dall’entusiasmo dell’Angela.

Fummo sostenuti anche da un altro vulcanico ed im­penticato dr. Alleo Dolcini, Presidente della Società del Passatore, per la promozione e la pubblicizzazione. In seguito per l’organizzazione amministrativa, allargandosi a macchia d’olio l’importanza della NOSTRA MANIFESTAZIONE, subentrò positivamente l’Ente Tutela Vini di Romagna nella persona del Sen. ELIO ASSIRELLI che col suo staff ha dato e dà un valido aiuto: infatti oggi è presidente del Comitato 100 km. del Passatore col riconoscimento della IAU e della FIDAL, Federazioni che ci hanno affidato: Cam­pionato Europeo, Mondiale e quello Italiano delle UI­tramaratone.

Era logico che tutte queste dilaganti iniziative, da solo, non potevi più seguirle, è per questo che fosti, direi, quasi obbligato, a lasciare qualcosa e dal 1986 dedicarti unicamente alla Tua più amata creatura, la “100 km. del Passatore”.

Oggi, forse, non è più la “100 km dell’UOEI” che ci identificava come “quelli della 100”, ma ha conquistato una dizione più importante, perché divenuta “LA 100 KM DELLA TUA CITTA!!!

A ufficializzarla è stata l’entrata dell’Ente Pubblico: “Il Comune di Faenza”, in seno al Comitato: nel quale, oggi, I’UOEI non ha più il suo primo unico, insostituibile rappresentante, ma cercherà di non sminuire l’immagine che tu avevi così fortemente valorizzata. Infatti, per il Tuo disinteressato e continuo impegno fosti insignito del prestigioso riconoscimento di “Faentino sotto la Torre” unitamente alla tua preziosa collaboratrice ANGELA BETTOLI.

Allora, io, il vecchio Uoeino, che dalla lontana ricostituzione aveva seguito le sorti e le attività della Sezione, seppur SALTUARIAMENTE. da Dirigente e Responsabile di Settore, ma con forzate pause dovute ad altri impegni, fui chiamato a prendere il Tuo testimone. Ne raccolsi i frutti ed ebbi la fortuna che Coloro che con me s’impegnarono avevano avuto una buona guida ed un esempio da seguire, perciò mi fu facile essere il collante dei NOVE SETTORI di attività che col nuovo Direttivo, portava avanti, dando ai settori un’autonomia controllata necessaria per ulteriori iniziative e sviluppo.

Premiazione 100 km del Passatore 1981: Alteo Dolcini, Vito Melito (vincitore 1976, 1977, 1978, 1981), Checco Calderoni, Elio Assirelli

La nostra Sezione è ora tra le prime in campo nazionale ed una realtà dell’Associazionismo sul territorio faentino.

Caro CHECCO.

Ti sei sempre addossato le responsabilità in prima persona, ricevendo, di conseguenza: RICONOSCIMENTI e,.. CRITICHE, ma nessuno potrà mai sminuire quello che hai fatto per la nostra Sezione. Anzi penso che per mantenere i Tuoi impegni abbia trascurato la tua salute e noi oggi piangiamo la Tua perdita.

Ricorderò sempre il nostro ultimo incontro al Consiglio Direttivo della “100”, mentre mi illustravi per il “TRENTENNALE” nuove idee ed iniziative, io Ti interruppi e dissi: “Se ci sarò!”; invece, sei Tu che non ci sarai e ci tenevi tanto, perché pensavi di poter raggiungere il bel traguardo che ti eri prefissato alla Guida della “100”: “Trent’anni”.

Caro AMICO,

il Tuo traguardo, stai certo, l’hai raggiunto e superato, quello che hai seminato è fiorito e continuerà a fiorire: dai 300 soci che la Sezione annoverava sotto la Tua Presidenza, oggi oltre 1.000 iscritti seguono le nostre molteplici attività.

Con questo mio incompleto e forse confuso RICORDO, oltre voler onorare la Tua figura di Uoeino, ho inteso portarla ad esempio ai Giovani, ai Soci, agli Atleti, ai Dirigenti, perché sappiano che l’UOEI non è solo un ideale da seguire passivamente o perché offre servizi, ma una associazione che vuole tutti impegnati in prima persona, tutti protagonisti.

Solo così si potrà avere uno scorcio di altri trent’anni di storia UOEI come quelli da Te vissuti che ho cercato qui di descrivere per RICORDARTI!!!

La Sezione, aderendo alla proposta avanzata dal Comitato della “100 km” di deliberare l’istituzione di un PREMIO A TUO NOME, si è assunta l’onore di premiare il Primo Ultramaratoneta che taglierà il traguardo al Passo della Colla col premio delta Montagna “CHECCO CALDERONI”, sottolineando che:

UOEI e “100 Km” non potranno mai essere sepa­rati dal ricordo di “CHECCO”.

Il tuo vecchio amico

PRESIDENTE ONORARIO

Federico Lusa

“Il Sentiero”, 07-08/2001