Riportando tutto a casa

Riportando tutto a casa

Riportando tutto a casa (Passatore 2022)

 

“Gente che attraversa il tramonto

Cercando risposte e frammenti di vita

Dall’altra parte dell’appennino

Dall’altra parte della notte

Forse, dall’altra parte della luna”

 

Il Passatore, la mitica 100km che partendo da Firenze e attraversando l’Appenino approda a Faenza, un ‘impresa solo a pensarla, immaginate a correrla 2 volte in poche ore!

Si perché la notte precedente, in sogno, quelle strade le ho corse, e ogni tanto lasciavo qualcosa lungo il percorso e ogni volta mi sentivo un po’ più stanco, un po’ meno vivo.

Il giorno dopo però, quando questi 100 km li ho fatti veramente, quelle cose che avevo sparso durante la notte, le ho ritrovate e ogni pezzettino, ogni frammento ritrovato mi dava un po’ di forza, mi donava un po’ di vita.

Ma ecco il racconto se avete voglia di leggerlo.

Ore 15 del 21 maggio 2022, alla partenza dal Duomo mi affiancano Nicola, Marta e Francesco (un signore simpaticissimo conosciuto poche ore prima e che a 71 anni arriverà primo di categoria e un’oretta prima di me), mentre Daniela l’abbiamo persa ancora prima di entrare in griglia.

Pochi metri e in mezzo a 3300 pazzi, ci siamo persi subito di vista.

Io corro sul tempo del mio Passatore del 2019 cercando di mantenere lo stesso passo per i primi km ma già al ristoro di Fiesole (10 km) i 30 gradi e la non ottimale preparazione dovuta a una fascite tibiale e al covid, si fanno sentire, non ho forza sulle gambe e il piccolo vantaggio di 40 secondi si esaurisce quasi completamente quando sono a Vetta Croci.

La discesa successiva non mi dà buone sensazioni, non riesco a spingere nemmeno con la pendenza favorevole, però credo in quel momento d’aver trovato qualcosa lasciata per la strada la notte prima, concentrazione e determinazione, mi sforzo a visualizzare gli obiettivi che mi sono posto e decido che a Borgo san Lorenzo devo arrivare con 1 minuto di vantaggio e alla colla con 1 e mezzo.

Borgo è sempre Borgo, bella ma anche uno sparti acque perché ora si fa sul serio, ora inizia la mitica scalata al passo della Colla.

Poche centinaia di metri di salita e trovo un altro frammento del mio sogno, ora ritrovo gli amici. Do uno sguardo al telefono e leggo un sacco di incitamenti, alcuni sono preoccupati perché da un mio vocale precedente, capiscono che sono in difficoltà

Sento il tifo, percepisco il calore dell’amicizia.

Quasi non me ne rendo conto ma sto superando un sacco di persone.

Ora fa meno caldo, sto recuperando forze ma per scaramanzia non mando nessun messaggio altro per dire che la pseudo crisi e passata, anche perché lo so benissimo che dalla località “Madonna dei tre fiumi” la pendenza si farà veramente dura, per arrivare al suo apice a Razzuolo. Continuo a stringere i denti e dove mi sembra sia possibile, cerco di accelerare un poco.

Arrivo alla colla con 9 minuti d’anticipo e complice il fatto che quest’anno non c’è il cambio d’indumenti (tutti quelli come me senza supporto si sono portati un cambio nello zaino) guadagno altri 9 minuti.

Ora è buio e comincia quella che per me è ogni volta la magica notte del Passatore

La discesa scorre bene e io cerco di correre decontratto per recuperare le forze (infatti non guadagno praticamente niente sul tempo) e a Casaglia mi bevo un bel tè caldo e chiacchiero con due signori anziani che si stanno godendo lo spettacolo

Un altro frammento lasciato la notte prima

E poi ancora giù a correre nella notte e a raccogliere pensieri, emozioni

A riordinare ricordi e programmi

A scambiare una battuta con qualche runner o qualche accompagnatore

Ben presto arriva Marradi e la pianura, e anche i volontari ai ristori e agli incroci, quelli dei punti di soccorso e tutti quelli che lavorano dietro le quinte

Li saluto e li ringrazio più che posso

Anche loro fanno parte di tutto quello che sto raccogliendo stanotte

Mi giunge notizia tramite whatsapp che Marta e Nicola sono dietro di me ma non di molto, non male come prima volta e soprattutto sono ancora in gara, non si sono ritirati

Intanto i km passano e la fatica comincia a farsi sentire

Le distanze tra i concorrenti si allungano e si ha meno voglia di chiacchierare

Una lunga fila di lucine davanti e dietro di me

Ogni tanto qualcuno si blocca in preda alla nausea

Un piccolo incoraggiamento e una pacca sulla spalla, possono aiutare

Ma questa è gente tosta

Questo non è uno sport per fichetti

Questa è gente che ha attraversato il tramonto

Cercando risposte e frammenti di vita

Dall’altra parte dell’appennino

Dall’altra parte della notte

E forse le troverà a Faenza

Che vista da di qua, è come se fosse dall’altra parte della luna

Io intanto continuo a raccogliere tutto quello che posso, immagini, suoni, profumi, emozioni…

Il tifo della gente fuori dai bar, sui marciapiedi, anche quello di chi fa da supporto ad altri concorrenti, è qualcosa di magico, oserei dire commovente

Nel 2018 al 75esimo km ho avuto una crisi, ora la faccio riempiendo la mia mente dell’immagine di mia moglie e dei miei figli

Frammenti di vita

Nel frattempo il vantaggio sul mio obiettivo è salito a 25/30 minuti ma non mi illudo, c’è ancora la bellissima Brisighella da passare e soprattutto gli ultimi 12 km, la maggior parte in un infinito rettilineo

Trovo uno degli ultimi frammenti

Una canzone di Bennato che dice:

“Non farti cadere le braccia

Corri forte, ma più forte che puoi”

Ora si contano i km che mancano a una sola cifra ma la fatica di ogni passo è la somma della fatica di tutti i passi precedenti

Errano 5 km

Più avanti una signora sola fa un tifo scatenato ad ogni concorrente

Sento la sua voce sempre più vicina

È al imbocco di una rotonda

La rotonda del Passatore

Saluto lei

Saluto la statua del Passatore alzando il pollice

Altro rettilineo

Si sente la gente

Si sente lo speaker

Volevo fare meglio delle 13 ore e 24 del 2019, se possibile anche sotto le 13 ore

Vedo il tabellone luminoso che indica 12 ore e 38

Prima di tutto mando un messaggio a che è a casa poi vado a prendermi la medaglia

Ultimo frammento di questa notte, uno dei più importanti

Penso ai ragazzi che queste medaglie le hanno pensate, che le hanno realizzate, e mi vengono in mente tutti i ragazzi che in questi due anni sono stati quelli che hanno subito di più tutto quello che sappiamo

Era giusto dare il massimo per meritarsela questa medaglia

Poi pian piano, ancora incredulo per il per me strepitoso risultato, mi sono allontanato con il mio carico di frammenti di vita, per riportarli tutti a casa.

 

Giancarlo Chianchio

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