100 KM A 50 ANNI!

100 KM A 50 ANNI!

 

Ecco, il giorno tanto desiderato e temuto è arrivato. È sabato 24 maggio e siamo in partenza per Firenze dove non vogliamo mancare al via della 100km del Passatore. Si tratta di un’ultramaratona che parte da via de’ Calzaiuoli e, attraverso l’Appennino tosco-romagnolo, arriva nella bella piazza di Faenza.
A condividere questa memorabile esperienza Danilo e Lorenzo, carichi, comeme, di emozioni e di aspettative.
Arriviamo nel capoluogo fiorentino in tarda mattinata, ampiamente in anticipo per ritirare i pettorali e fare un bel carico di carboidrati davanti ad un buon piatto di pasta.
Qualche minuto prima delle 15:00 raggiungiamo la partenza dove i quasi 2200 atleti si sono dati appuntamento all’imperdibile ultramaratona più bella e famosa del mondo. L’emozione si avverte a pelle, l’adrenalina scorre veloce e le gambe scalciano nervose. Proprio qui incontriamo l’amico Marco che condivide con noi la tensione di questa gara.
Lo sparo del via scatena l’applauso del caloroso pubblico che ci accompagna per le vie del centro.
Abbandonata la città ci dirigiamo in direzione Fiesole, il tracciato inizia a prendere quota e dalle belle e verdeggianti colline la vista di Firenze è impagabile.
Marco è già in fuga…
Ogni 5km incontriamo ricchi ristori dove ci fermiamo a dissetarci con acqua e sali minerali e ad alimentarci con frutta fresca. Ho con me un piccolo marsupio contenente barrette energetiche, compresse di sali minerali e maltodestrine liquide e sotto forma di gel che assumo durante il percorso.
Impostiamo un passo costante e tranquillo mentre affrontiamo le salite a passo di marcia.
Lungo il percorso la gente ci saluta, incita, i bambini ci offrono da bere e battono un cinque.
Il tracciato sale ancora fino a Vetta le Croci dove raggiungiamo il 16’km (mt 518) per poi scendere fino al 31’km a Borgo San Lorenzo (mt 195), capoluogo del Mugello. Nei paesi che mano a mano attraversiamo la gente si concentra lungo le vie principali, ci sostiene con tifo, applausi e offrendo anche un piccolo ristoro.
La giornata è meravigliosa, sole e cielo limpido esaltano i colori primaverili della colline toscane.
Sto correndo bene, tranquilla, senza forzare, cercando di risparmiare preziose energie che serviranno alla fine.
Un po’ di confusione ad un ristoro ci fa perdere di vista Lorenzo.
Da Borgo San Lorenzo il tracciato si fa più impegnativo: sale prima dolcemente e poi si inerpica seguendo i tornanti che portano al Passo della Colla di Casaglia (913 mt). Camminiamo a passo veloce per 8km contrastando la faticosa pendenza, il sole è tramontato e inizio ad avvertire freddo. I km passano lentamente, la luce del giorno lascia il posto alle ombre della sera. Si parla con i compagni di questo lungo viaggio, tutti uniti e solidali come a voler sdrammatizzare o condividere le fatiche. Raggiungiamo il passo dove usufruiamo del servizio massaggi per ritemprare i muscoli, ci cambiamo e indossiamo abbigliamento più pesante per affrontare la temperatura decisamente più bassa, in ultimo ci ristoriamo con una bevanda calda zuccherata e qualche biscotto. Siamo al 48’km, metà gara è alle spalle, ne rimangono da compiere 52 con lo spirito e la grinta di sempre ma con i primi segni di stanchezza.
Ormai è calato il buio della sera, ricarico il mio marsupio di carburante energetico, accendiamo la pila frontale e affrontiamo la lunga discesa. Sono sufficienti pochi km di corsa per farmi tornare in normotermia.
Percorriamo correndo 25km seguendo il tracciato curvo e discendente, ormai è notte fonda e il buio e il silenzio sono inquietanti. Rimaniamo affascinati dalla stellata notturna e un timido e sottile spicchio di luna ci fa compagnia. La strada è illuminata solo dalle nostre pile frontali e dai fari di qualche auto che segue la manifestazione. Il silenzio è profondo, si avvertono solo i rumori della natura circostante. Al 60’km realizziamo che manca da percorrere la distanza di una maratona. Le luci in lontananza indicano che ci stiamo avvicinando ad un borgo: vi entriamo, percorriamo le strade ormai vuote, fiancheggiamo le case dalle persiane ormai chiuse, e, a quell’ora della notte, troviamo solo i volontari del ristoro e del primo soccorso che ci offrono una bevanda calda e cibo energetico.
Raggiungiamo così il 70’km: ne restano una trentina da affrontare su un tracciato leggermente collinare tipico dell’entroterra tosco-romagnolo.
Nelle lunghe notti insonni ho studiato e ristudiato il percorso, analizzato l’altimetria, pianificato una strategia di gara e ogni volta il 70’km rappresentava il mio incubo notturno, la paura dell’ignoto, il limite ultimo delle mie capacità. Nelle lunghe notti insonni mi sono posta mille volte domande su come avrei affrontato quegli ultimi 30km, se avrei avuto le forze e le energie per portare a termine questa gara, se sarei stata tenace e determinata fino alla linea del traguardo. Nelle lunghe notti insonni…. ho avuto paura…
In questa lunga notte insonne libero le mie paure, incatenate in me da mesi e le confido a Danilo che mi incoraggia e mi infonde fiducia e positività.
Giungiamo a Brisighella (115mt), antichissimo borgo medievale della Valle del Lamone, e il cartello posto sul ciglio della strada indica l’88’km percorso. Ci fermiamo all’ennesimo ristoro. Mancano solo 12km, le gambe fanno male ma noi continuiamo a correre. Propongo di alternare la corsa alla marcia nel momento in cui ci saremmo trovati ad affrontare una leggera pendenza così da risparmiare energie.
La notte ormai è trascorsa e in lontananza le prime luci dell’alba rischiarano il cielo stellato, il canto del gallo dà la sveglia al nuovo giorno.
Gli ultimi km sono interminabili, il cartello del 90’km ci ricarica, non possiamo mollare ora, si deve arrivare a tutti i costi, così, stringiamo i denti e ingraniamo la marcia. Quante sere l’ho pensata, sognata! Desiderata! E ora, a una decina di km dall’arrivo, non mi voglio arrendere anche se il dolore alle gambe mi rallenta sempre più il passo! Voglio correre 100km a 50 anni! 2km ogni anno di vita vissuta con le sue gioie e i dolori, con momenti di difficoltà e di allegria, con le lacrime che si perdono nel sudore e col sorriso che illumina il viso, con momenti di crisi e di euforia. La mia vita in 100km: un’esplosione di emozioni e sensazioni da far mancare il fiato!
Il cartello Faenza mi galvanizza: mancano 5km ed è fatta!!! Contengo la felicità di un folle sogno che si sta realizzando, di un’idea nata tra amici qualche mese fa e che si sta concretizzando km dopo km. Quasi stento a crederci!

4km all’arrivo e il rettilineo appare lungo e interminabile…
Questo km è per mia madre, sempre affettuosa e premurosa, che si preoccupa per me come se fossi ancora una bambina. Per questo le voglio un gran bene.

3km all’arrivo e i metri sembrano non finire mai…
Questo è per mio padre che mi ha sempre motivato e stimolato. Per questo lo ringrazio e spero che lassù abbia un posto in prima fila da dove potermi seguire nelle mie modeste, ma per me, grandi imprese.

2km all’arrivo e affronto passo dopo passo con la fatica nelle gambe, l’euforia nella testa e la gioia nel cuore, gli ultimi istanti del mio viaggio…
Questo è per mio marito che, anche se non condivide appieno questa mia grande passione, in fondo in fondo è uno dei miei “supporters” più accaniti. Lo abbraccio per la gran pazienza e sopportazione che ha nei miei confronti.

Ultimo km e le parole finiscono, i pensieri evaporano e sale l’emozione di vedere il traguardo, meta indiscussa di tanti sacrifici fatti con costanza e determinazione…
Questo è per i miei figli, l’anima della mia vita, lo scopo della mia esistenza.
Ho corso per loro.
A loro ho insegnato che gli obiettivi si raggiungono col tempo, facendo continui sacrifici, allenando con costanza e caparbietà il corpo e la mente.
Ho corso per loro.
A loro ho insegnato che la vita non è una corsa di 100m piani, ma una corsa a ostacoli, dove ogni ostacolo superato è una piccola vittoria conquistata con fatica e dedizione.
Ho corso per loro.
A loro ho insegnato che raggiungere un traguardo non è cosa facile, si può inciampare, cadere ma soprattutto si deve avere la forza e la determinazione di rialzarsi da terra e perseguire gli intenti prefissati col supporto e l’amore di chi ti vuol bene.
Ho corso per loro.

Entriamo nella piazza, sono ormai le 5:30 di mattina, e veniamo accolti con un applauso dal pubblico presente e dalla nostra amica Tiziana, ci prendiamo per mano, alziamo le braccia e orgogliosamente tagliamo il traguardo!

Io e Danilo chiudiamo la nostra prima 100km in 14:44.47
Lorenzo conclude in 12:56:28
Marco in 10:48:34

Roberta Taliento

 

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