“100 KM DEL PASSATORE……..IO C’ERO”

“100 KM DEL PASSATORE……..IO C’ERO”

Sabato 24 maggio, finalmente dopo un anno di attesa si sta avverando il sogno che fino a quel momento hai vissuto solo nell’immaginario; siamo tutti nel centro storico di Firenze, città invasa da turisti e da atleti.

Piazza della Signoria e Via dei Calzaiuoli inizia ad affollarsi, i circa 2.300 iscritti alla 100 km più famosa del mondo, quella che da Firenze conduce a Faenza, attraversando il valico appenninico tosco-emiliano, iniziano a prepararsi perché da li a poco partirà la 42° edizione del Passatore. Tra questi ci siamo anche noi, noi della Happy Runners di Altamura, alla nostra prima avventura, Giuseppe Spirante, Nicola Perrucci, Filippo Lorusso e Maria Moramarco, mentre Onofrio Viscanti è alla sua 3° partecipazione; senza dimenticare, inoltre, i nostri due accompagnatori, che io chiamo angeli custodi, Michele Ninivaggi e Pasquale Loizzo. Mancano cinque minuti alla partenza e io, Maria e Nicola decidiamo di partire insieme e di arrivare, se possibile, insieme al traguardo, mentre Filippo e Onofrio faranno una gara a se, perché più veloci di noi. L’adrenalina sale ma anche la paura, paura di non arrivare alla fine di questa avventura.

Ore 15,00 lo sparo dello starter dà inizio a questa magica avventura, da questo momento si fa sul serio, si parte e non puoi più tirarti indietro, tra i lati della strada amici, accompagnatori e turisti che ti incitano, l’emozione sale. Dopo aver percorso i primi 4 km pianeggianti con un’andatura tranquilla, iniziamo a salire verso Fiesole. Giungiamo a Fiesole dopo 10km., il percorso prosegue ondulato in uno splendido paesaggio toscano; chiacchieriamo e canticchiamo, le gambe stanno bene, la testa anche, si proprio la testa, in quanto questa gara si corre non tanto con le gambe ma con la testa, se non hai testa non puoi farcela.

Ci fermiamo regolarmente ad ogni punto di ristoro mangiando biscotti, pane e marmellata, frutta. Al 20° km. incontriamo i nostri angeli custodi, che ci incitano e ci incoraggiano a continuare con lo stesso passo portato fino a quel momento, noi chiediamo notizie degli altri nostri compagni di avventura, Onofrio e Filippo e la loro risposta è alquanto positiva “stanno andando alla grande”. Li lasciamo per ritrovarli successivamente al 48° km sul Passo della Colla per il cambio degli indumenti. Il percorso diventa favorevole, in quanto cominciamo a scendere verso Borgo San Lorenzo, che lo raggiungiamo dopo 30 km., a questo punto siamo a quasi un terzo di gara e un po’ di fatica muscolare comincia a farsi sentire, ma ora ci attende il tratto più difficile, quello che ci porterà, dal km.40 fino al km.48, ai quasi 1.000 metri di altitudine del Passo della Colla. Affrontiamo la dura salita con una camminata sportiva molto sostenuta, scambiando qualche battuta, a due km dalla vetta incontriamo Michele che ci affianca e ci sostiene fino alla macchina dove ci aspetta Pasquale per il cambio degli indumenti. Ci sentiamo molto bene: l’aria è fresca, la fitta vegetazione e un ruscello ci fanno compagnia.

Quando arriviamo al Passo della Colla è già buio, ci cambiamo, mangiamo e beviamo qualcosa e indossiamo la torcia da minatore. Si inizia a scendere e affrontiamo i 17 km di discesa, a tratti ripida, verso Marradi: la torcia si rivela importante perchè di tanto in tanto transitano le auto degli accompagnatori, e sarebbe troppo pericoloso tagliare le curve senza segnalarlo. Sappiamo che questo tratto va affrontato con intelligenza in quanto potrebbe rivelarsi più pericoloso della salita. Le sensazioni che proviamo in questa fase sono difficili da descrivere: piccole luci nel buio ci segnalano la presenza degli atleti che stiamo per raggiungere, alberi illuminati da lucciole, il cielo pieno di stelle che ti invita a pensare e a riflettere. Le nostre condizioni sono buone e lo comunichiamo con il cellulare alle persone maggiormente in ansia per la “nostra sorte”.

Dopo il km 65, il percorso si fa ondulato, con una leggera prevalenza della discesa. La fatica comincia davvero a farsi sentire: ci alimentiamo con difficoltà e la pesantezza muscolare aumenta progressivamente. Procediamo con regolarità attraversando paesini bellissimi fino ad arrivare a Brisighella, dove vediamo il cartello degli 88 km, sono le 2 e 45 e mancano ancora 12 lunghissimi km e con uno sguardo di intesa iniziamo a correre come se la gara stesse iniziando in quel momento, con un passo sostenuto fino al km 91, qui incontriamo uno dei nostri angeli custodi che ci incoraggia e ci comunica che i nostri compagni di avventura sono arrivati al traguardo ottenendo un buon risultato, a questo punto scoccano le 12 ore di gara. Siamo stanchi ma allo stesso tempo contenti di iniziare a fare il conto alla rovescia.

Non curante del tempo che avremmo potuto ottenere alla fine di questa avventura decidiamo di andare a passo fino al 95° km. Dopo il ristoro ricominciamo dunque il cammino verso il traguardo, la stanchezza si fa decisamente sentire: Eravamo convinti che lo sforzo fosse finito e invece dobbiamo ancora percorrere 5 lunghissimi e interminabili km. Da quel momento ogni km viene segnalato da un cartello.

Ecco finalmente il cartello che ci indica che siamo arrivati a Faenza, raggiungiamo la rotonda che ci immette sul lungo viale che ci porterà alla fine di questa stupenda e meravigliosa avventura. Incontriamo i nostri angeli custodi, ci fermiamo, si complimentano e ci incitano a correre quegli ultimi due interminabili km fino al traguardo dove ci aspetta la meritata medaglia, l’adrenalina sale e corriamo come se la gara stesse iniziando in quel momento e con passo deciso giungiamo al traguardo tagliandolo insieme mano nella mano e con una forte brivido lungo la schiena, dopo 13 ore e 39 minuti, alle 4 e 39 di notte, mentre l’alba stà per spuntare, finalmente ognuno di noi può dire: ” IO C’ERO ”.

Tutto quello che non ho saputo raccontare è indescrivibile!

Giuseppe Spirante

 

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