E’ lunedì e un turbinio di emozioni continua ad affollare la mia mente

E’ lunedì e un turbinio di emozioni continua ad affollare la mia mente

E’ lunedì e un turbinio di emozioni continua ad affollare la mia mente.

Sono passate 24 ore dall’arrivo del 100km Passaore e la cosa mi fa sentire vivo dentro ( felice ) e soddisfatto fuori ( dolore ). Certo non ho fatto miracoli, ma fare la 100km del passatore per me è stata un’avventura iniziata mentalmente a giugno 2013 e fisicamente a novembre 2013. Mesi di dubbi, insicurezze, paure, ma di tanta voglia, ma come avete visto ha vinto la voglia di mettersi alla prova.
Ancora adesso mi chiedo il perché, perché un’avventura così; e l’unica risposta che riesco a darmi è: perché dipendeva solo da me. Nella corsa in genere non si può imbrogliare, non ci sono aiuti. …. solo i chilometri che passano passo dopo passo. Spesso i km passavano in proporzione ai dolori che arrivavano, ma ormai, già del 5° km , mi ripetevo che era fatta.

Per nessun motivo al mondo avrei rinunciato a quella medaglia da finiscer. Non importa se in 6:00, 12:00, 16:00, 20:00. Io volevo solo Faenza. E poi, in fin dei conti:… perchè no. Per paura? Si, tanta. Ma la paura non mi ha paralizzato, la paura mi ha acceso, mi ha regalato questo momento di gloria, mi ha accompagnato dentro. Al 70 il mio intestino diceva basta e non riuscivo piu’ a mangiare. In quel momento ho pensato alla mia beniamina Angelina Jolie che in un’intervista ha dichiarato: ciò che mi nutre mi distrugge. Sì, mi restava solamente il dolore. Mi sono nutrito di dolore, contratture, fobie, ma questo mi ha nutrito. Si, mi ha nutrito la Voglia di arrivare.

Iniziare questo nuovo progetto mi spaventava, ma dopo ogni passo mi rendevo contro quanto era pericoloso non fare nulla. Quanto pericoloso era non fare i 100 km del passatore.

Per 16h e 03min ho inseguito la mia chimera. Per molto tempo non mi volevo svegliare. Pregavo Dio di non farlo, ma alla fine l’ho trasformata in realtà. Forse qualcuno potrà dire: “si, vabbè, in 16 ore”. Sono convinto che non è il tempo che fa la differenza. Per chi corre ai miei livelli, o forse meglio dire che sono io che corro ai loro visto che sono l’ultimo arrivato, rispondo solo che ci vuole molto carattere, molta volontà e una mente grande per portare a casa un risultato così. Non ha importanza se 1°, ultimo o 1441°. Io c’ero.

I 100km del passatore hanno dato alla mia vita un significato che non avevo diritto di avere. Ora mi sento bene e in pace con me stesso. Io ho visto qualcosa, ho cercato e ho trovato. Ora mi devo riposare e poi ricomincerò la mia nuova ricerca. Noi amanti della corsa non importa se preferiamo il trail, le maratone o le ultra maratone, non siamo persone impossibili, folli, drogate, siamo solo persone felici che si nutrono di eventi, di festa e di adrenalina. Siano solo persone felici che trasmettono la loro felicità.

Questa è stata un’avventura che cambierà per sempre la mia vita. un viaggio che il 2 giugno 2011, giorno in cui ho fatto la mia prima corsa con mio figlio, era impossibile pensare ed è diventato un’avventura che cambierà per sempre la mia vita. Si è vero. Era facile perdersi…. , ma io mi sono ritrovato più forte di prima. In questi 3 anni ho fatto un viaggio attraverso il mio io. Io appartengo a un gruppo di persone che ha visto qualcosa, che ha cercato e alla fine ha trovato.

Ora non so neanche come ringraziare chi ha reso possibile tutto ciò.

Gimmy Susan

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