Il mio Passatore, la mia avventura, la mia vittoria! di Pasquale Penna

Il mio Passatore, la mia avventura, la mia vittoria! di Pasquale Penna

 

Raggiungere un traguardo e non condividerlo con gli amici, risulterebbe fine a se stesso. Ecco, allora voglio raccontarvi un po’ la mia avventura. Erano le ore 15,00 di sabato 25 maggio, quando lo starter dava il via alla 100 km del Passatore. Sulla mia destra c’era il duomo di Firenze con tutta la sua bellezza e maestosità. Migliaia di persone ad applaudire ed incitare gli oltre 3.000 runners provenienti da 28 Paesi del Mondo. Faceva molto caldo sabato alle 3 e la gara è iniziata con molta fatica, non solo per la temperatura, ma anche perché dopo pochi km iniziavano le prime salite. Ho affrontato la prima salita cercando di controllare il ritmo. Così, tra un tornante e l’altro, mi lasciavo Firenze alle spalle. Dopo circa 2 ore ho transitato sulla prima vetta “Le Croci” con tanta gente ad attendere, mi è sembrato il Giro D’Italia, emozionante! Mi sono lanciato in discesa ed ho accelerato il ritmo e così fino a Borgo San Lorenzo al 32 km. Da lì iniziava la seconda salita, durissima, di 16 km che mi ha portato sul Passo della Colla ad oltre 1000 metri. Ho scollinato alle 21,56, ormai era buio e la fatica dei 48 km iniziava a sentirsi nelle gambe. Il tempo di rifocillarmi, di indossare abiti asciutti e la lampada per affrontare il buio della notte. Così sono ripartito ed ho affrontato la discesa ad un buon ritmo fino al 65 km, dove ho raggiunto Marradi. Le gambe rispondevano, sebbene ormai era l’una del mattino e il sonno iniziava a farsi sentire. Una piccola sosta e via.

Come succede in tutte le gare, all’improvviso il fisico cede senza preavvisi e te ne accorgi dal fatto che non riesci più a spingere, il ritmo rallenta e i dolori aumentano. Al 70 km ho iniziato ad avvertire dei dolori al fianco destro, lancinanti da togliere il fiato, ma le vesciche ai piedi erano ancora più fastidiose. Così, senza perdere la lucidità e con la determinazione necessaria, ho iniziato a gestire la crisi. Ringrazio gli addetti della Croce Rossa che amorevolmente mi hanno bendato le vesciche consentendomi di continuare.

Io al traguardo ci dovevo arrivare!!!

Così ho ripreso il cammino ed i km sembravano infiniti. Intanto la notte mi aveva infreddolito, causa una pioggerellina fastidiosa. I ristori ogni 5 km mi hanno dato la possibilità di bere qualcosa di caldo. Tra un dolore e l’altro sono arrivato a Brisighella, quando l’orologio segnava 90 km. Ormai il grosso è fatto, si potrebbe pensare, ma non è proprio così. Da quel momento, i passi li ho contati con le lacrime, non riuscivo più a tenere i piedi a terra. Più volte nella mia mente è passato il pensiero di ritirarmi, ma la voglia di arrivare era troppo forte. Così sono andato avanti fino alla fine. Al 98 km la pioggia che nel frattempo era sopportabile, si è trasformata in un diluvio. Quando ho iniziato ad intravedere il traguardo, mi è venuta la pelle d’oca. La mente a quel punto è crollata ed ho iniziato ad avvertire le lacrime di felicità che insieme all’acqua scendevano sul viso. Ho tagliato il traguardo e il sogno all’improvviso si è trasformato in realtà. Ce l’ho fatta. Il giusto premio che meritavo dopo due anni di sacrifici e migliaia di km percorsi.

Dico sempre che la corsa non è solo portare il proprio corpo da un luogo ad un altro, ma è fare i conti con il proprio fisico e con la propria anima, alla scoperta dei propri limiti, cercando di superarli con il sorriso sul viso, la serenità dell’animo, senza preoccuparsi di non essere capiti!

Il mio Passatore, la mia avventura, la mia vittoria!

Dedicata a tutte le persone che mi vogliono bene ❤️

Pasquale Penna

 

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