Io c’ero, non correvo con un pettorale ma correvo con te

Io c’ero, non correvo con un pettorale ma correvo con te

 

100km, niente di nuovo per chi corre e vince da qualche anno, per chi è stato capace di doppiare il successo sui 330km del TOR. Solo 100km come ha detto lo speaker nell’intervista. Ma tutti da correre e questa è una cosa nuova. Niente grandi dislivelli, niente sentieri tecnici, niente panorami e allora cosa cavolo ci andiamo a fare? Era da tempo che mi sentivo dire “potrei provare su strada, cosa dici del Passatore?”  No, non ero molto favorevole ma poi ci ha pensato un cane. Un cane? Cosa c’entra un cane con Francesca CANEPA la più forte UltraTrailer d’Italia e tra le migliori al mondo? Cosa c’entra un cane con Francesca e il Passatore? Niente! Se non che un cane l’ha investita e che cadendo si è rotta il coccige. Risultato? Stop forzato ai sentieri per cui “potrei provare il Passatore…” “Ok! Stavolta sono d’accordo (un po’ forzato ma d’accordo)”. Chiamo l’organizzazione “vorrei iscrivere una top runner che non ha MAI corso una 100km su strada (spero non mi mandino a quel paese) ma sui sentieri è forte, molto forte” Ok n.90 Bene ora ci tocca.

Come si organizza una 100km su strada? Boh? Guardiamo i tempi, facciamo una pianificazione “Praticamente tutta in piano quindi a 4,50/5′ al km dovresti chiudere tra le 7h50 e le 8h15. Mettiamo la bici in macchina io seguo tutta la gara in bici e faccio assistenza (qual è il problema di fare 100km in bici in piano?) e poi l’importante è esserci insieme e vedrai che tutto funziona”. Arriviamo a Faenza si dorme e al mattino in macchina percorso al contrario fino a Firenze per ricognizione. Bello, qualche sali-scendi… No scusa qui sale, tanto, va beh lo farai in discesa. Ok ma di là come sarà? Scolliniamo a passo Colla e… Oh bella anche peggio. Sale ancora di più e è lunga e continua a salire e scendere tanto! Preoccupata? Un po’, rivediamo i piani “tranquilla meglio così, mi piace, è un Trail e facile, per cui sei a casa. Tempo? Sopra le 8h sicuro ma direi che si può fare 8h30 e sarà una super gara. Bici?” “Mi basta dal 75esimo”.

Ok si parte. Macchine di assistenza ovunque, la strada è chiusa (secondo i cartelli), chiedo e mi dicono noooo tranquillo puoi andare dove vuoi. Bene. Mi fermo al 15esimo aspetto e eccola sbucare in testa con altre due straniere. Ma quanto vanno? Rifornimento rapido e… cartellino giallo “non si fa assistenza fuori dai punti” ma come? Se tutti hanno qualcuno che li segue con ogni tipo di provvista? Boh? Mi adeguo e via ogni 5km mi fermo ai ristori e avanti con acqua sempre fresca (il caldo è pesante), alterno i prodotti overstim’s in modo da non nauseare, gel e… “mangia!!! È lunga! Mangia!!” Incredibile il tifo, le ali di gente ad ogni ristoro. Qualcuno la riconosce e sentire urlare il suo nome la carica, sorride e sorrido, sta bene, arriva alla temuta salita e come ho previsto è a casa, corre bene. Scollina, 48esimo, siamo a metà è quarta praticamente insieme alla terza Jurisic Veronika (in grande rimonta e che chiuderà poi seconda) rifornimento veloce e giù “lascia andare, stai sciolta, tranquilla stai facendo paura!!”

Scappo in macchina, faccio qualche km e decido di mollarla li, prendo la bici, ho voglia di essere più vicino di sentire i passi, di vedere ogni e vivere ogni metro. Il tempo di montare la ruota, preparare lo zaino, partire e sta già arrivando. Incredibile, corre da ore ad un ritmo mai tenuto prima e è leggera, rilassata e concentrata. Mi metto in scia e seguo “ho le gambe un po’ dure hai dei sali?” Ca… le pastiglie di sali sono rimaste in macchina, “bevi intanto io vedo come fare”. Una macchina, un baule aperto, mi fermo e riparto un minuto dopo con quello che serve (se ti serve altro chiedi, vuoi il n di telefono? Così mi chiami se hai bisogno. La vedo bene falle i complimenti è forte) che dire, solo GRAZIE. La raggiungo, prende i sali e continua questa fantastica corsa. La vedo bene, corre facile e allora mi faccio prendere e penso al podio “vuoi che vado avanti a vedere a quanto è la terza?” “No sto bene così, corro per me lasciamo stare il resto”. Ok rimodulo i pensieri e mi godo la novità di poterla seguire da vicino, rimanere dietro e vegliare sulla sua corsa.

Si parla poco, lei corre, io seguo, si è più rilassati e è piacevole ascoltare il rumore dei suoi passi e della catena della bici. Arriva il buio, fuori la frontale. Ormai si fanno lunghi tratti da soli. Le macchine passano vicine e quando superiamo alcuni atleti senza luce, praticamente invisibili sul bordo della strada rabbrividisco al pensiero del rischio che corrono. Fortuna va tutto bene. Siamo al 85esimo e incredibilmente ancora dei tratti a 4.45′ al km.

Un gruppo di persone la incitano e fanno i complimenti al gonnellino, lei sorride e ringrazia tutti quelli che incontra, sono contento, sta vivendosi la gara che voleva come voleva. 90esimo dai! Entriamo a Faenza, vola sull’asfalto, portata dagli applausi, taglia un fantastico traguardo 8h38′ quarta e prima italiana. Butto la bici scavalco le transenne e mi precipito ad applaudire un’altra grande prestazione. Un taxi, la pizza meritata e il giorno dopo il podio Campionessa Italiana 100km.

Grazie ancora una volta senza parole, ancora una volta una vittoria che sento anche un po’ mia, una vittoria arrivata insieme.

Renato Jorioz

 

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