MAGDALENA AGATA JEDRUSIK RACCONTA LA SUA 100 KM DEL PASSATORE 2018

MAGDALENA AGATA JEDRUSIK RACCONTA LA SUA 100 KM DEL PASSATORE 2018

Magdalena Agata Jedrusik, 39enne di origine polacche, ma residente a Roma, coniugata con il ragioniere Riccardo De Fazio, impiegata presso le Biblioteche di Roma, ha partecipato alla 46^ 100 km del Passatore 2627 maggio 2018. Alla gara erano iscritti 3˙066 atleti (erano 2.893 all’edizione 2017), stabilendo il record degli anni Duemila, con oltre 50 atleti provenienti da 26 nazioni straniere. Sono stati 2˙946 gli atleti partiti e 2˙417 gli arrivati, oltre ai 9 fuori tempo massimo di 20h. La gara è stata vinta dal 47enne Andrea Zambelli, in 6h54’34”, che così ha spezzato l’egemonia di Giorgio Calcaterra di 12 vittorie consecutive (20142017). Magda, pettorale 2˙293, ha felicemente concluso la prova in 11h17’08”45” (real time), 11h19’34” (tempo totale), in 226^ posizione assoluta su 2˙426 finisher, 31^ donna, 17^ cat. SF 40 su 105 atlete.

La graziosa neoultramaratoneta ci racconta la sua felice esperienza da centista.

Com’è andata la gara? Un bel percorso che ti chiede tanto, ma lo restituisce con generosità. Felice, fiera gongolante e ancora incredula.

Soddisfatta del tuo tempo e piazzamento in classifica? Si può sempre fare meglio, e c’è sempre qualcuno più bravo e più veloce, ma mi darei un bell’8, forse anche 8,5, soprattutto per la tenacia.

Difficile il percorso? Percorso impegnativo ma spettacolare.

Le condizioni meterologiche sono state favorevoli o meno? Afa a Firenze e a seguire una dolce notte di primavera/inizio estate, con la luna piena, le lucciole e l’accompagnamento delle ranocchie. Da “Sogno di una notte di mezz’estate”…

Cosa hai assunto in gara? Sali, banane, carbogel ogni 10 km e al 95° km. Per un mese non potrò nemmeno guardare alimenti dolci.

Quando hai deciso la tua partecipazione all’evento e come hai sviluppato l’allenamento? Ho pianificato di fare il Passatore per festeggiare i miei 40 anni, pertanto è stato programmato da un bel po’ di mesi. Infatti, fra la fine del 2017 e la primavera del 2018 ho fatto 3 maratone, 3 mezze maratone e un bel po’ di allenamenti lunghi, fra cui il 25 aprile il lungo di 5 ore e il 1° maggio di 6 ore. In quell’occasione, oltre a mettere su i chilometri, ho definito i dettagli pratici per correre una lunga distanza, quali i carbogel da utilizzare, la reazione alle banane ingerite nel corso dell’attività fisica e la necessità di avere sempre a disposizione l’acqua, ovvero la corsa con uno zaino da ironman. La mia fortuna è che non ho bisogno di stare in compagnia, quando corro, e non mi pesa fare i lunghi, anzi li preferisco alle ripetute. Certo, i lunghissimi sono stati impegnativi, ma fondamentali per la buona riuscita del Passatore, sia dal punto di vista fisico e fisiologico, sia quello mentale.

Dal punto di vista mentale che strategie hai utilizzato? Nel corso della gara ho potuto contare sulla mia splendida ammiraglia: mio marito e un suo caro amico Carlo che mi hanno sostenuto, soprattutto quando si giungeva al traguardo e il loro entusiasmo sembrava più legato al fatto che finalmente sarebbero andati a dormire che alla riuscita della mia scommessa personale. Ho intravisto i motivatori messi a disposizione dall’organizzazione, ma non ho avuto l’occasione di parlarci. Sicuramente la consapevolezza che c’era qualcuno che mi seguiva e con cui abbiamo stabilito appuntamenti fissi per aggiornarci sull’andamento della gara mi ha aiutato e mi ha fatto stare bene, ma nessuno può correre al tuo posto o convincerti di non mollare se hai perso la grinta. E io, forte di affetti e di tifo degli amici da Roma, ce l’ho fatta da sola. Sarò presuntuosa, ma penso di compensare tante mie carenze atletiche e aerobiche proprio con la tenacia.

Nel prossimo anno parteciperai alla medesima manifestazione? Non credo, perché per prepararla ho sacrificato i risultati di numerose gare “minori”, non allenando la velocità e privilegiando i lunghi. Immagino che anche il recupero sarà lento e faticoso. Bisogna investire tanto per fare una 100 km.

Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione? Quali le maggiori criticità? Soprattutto la partenza da Firenze: è a imbuto, anche una volta passati sotto l’arco si procede camminando nelle stradine secondarie dove l’amministrazione comunale non ha nemmeno imposto il divieto temporaneo di sosta. Sarebbe utile aggiungere i passaggi ogni km nei primi 5 km e negli ultimi 5 km. Anche i controlli con i chip, li farei un po’ più frequenti e regolari, ma capisco che non è facile allestire un controllo all’80° km (per esempio) che magari capita in piena campagna. Il problema principale mi sembra localizzato a Firenze, che non è particolarmente coinvolta nella manifestazione, a differenza dei borghi lungo il percorso e di Faenza.

Il rapporto qualità/prezzo lo ritieni positivo? Non saprei, ho avuto la percezione che questa gara sia rimasta spartana com’era nata, ma non serve nient’altro (o poco più), il suo fascino è proprio quello.

Quale episodio in particolare ricordi? Tanta umanità e partecipazione, affetto sincero e amicizia: ho avuto una specie di crisi prima della partenza, quando ho realizzato cosa stavo per fare, e una sconosciuta che accompagnava un altro atleta è riuscita a calmarmi e trasmettermi fiducia. A seguire, altri due podisti romani che mi conoscevano solo di vista sono riusciti a distrarmi. Tante care persone che pur essendo rimaste a Roma mi hanno seguita nei passaggi in diretta su internet o erano in contatto con mio marito che mi ha seguito in gara. Sono cose che commuovono e ti rimangono per sempre dentro.

Cosa hai pensato in gara? Me lo sto chiedendo anch’io, da due giorni. Avevo deciso di non fare più niente, non solo non correre più, ma nemmeno fare le scale a piedi e schiattare obesa fra qualche anno. Mi chiedevo se questo “cavolo” di Passatore davvero avesse scelto il percorso più agevole per la sua fuga (e da cosa fuggiva, poi? E cosa ho fatto di male per seguire le sue orme?), spessissimo pensavo a come avrei raccontato la gara a posteriori: volevo immagazzinare e conservare quest’atmosfera così magica.

Prossimi obiettivi? Mi sento appagata e svuotata, perché il Passatore è stato il mio obiettivo dal… 2014, quando lo ha fatto mio marito e io ‒ vedendolo correre apparentemente senza fatica e concludere con un risultato strepitoso ‒ ho pensato, come fanno i bambini piccoli: lo voglio fare anch’io! Ora, riposo, poi cerco di velocizzare e tornare più competitiva nelle gare più corte. Non sarà semplice, dopo essermi presa questa grande soddisfazione.

A ogni modo, chi dice che è più facile fare il Passatore che pensarlo… ha proprio ragione.

PASSAGGI KM KM TEMPO TOT TEMPO MEDIA MEDIA TOT POS
Vetta delle Croci 16,6 16,6 1h46’40” 1h46’40” 6’25” 6’25” 423
Borgo San Lorenzo 31,6 15 3h15’48” 1h29’08” 5’56” 6’11” 398
Colla di Casaglia 48,2 16,4 5h24’46” 2h08’59” 7’51” 6’45” 263
Marradi 64,7 16,7 7h18’07” 1h53’22” 6’47” 6’46” 265
San Cassiano 76 11,3 8h29’13” 1h11’06” 6’17” 6’42” 240
Brisighella 88,1 12,1 9h56’24” 1h27’11” 7’12” 6’46” 222
Faenza 100 11,9 11h17’09” 1h20’46” 6’47” 6’46” 226

 

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