Ne ho sempre sentito parlare della “100” fin da piccolo… di Alessandro Grandi

Ne ho sempre sentito parlare della “100” fin da piccolo… di Alessandro Grandi

Ne ho sempre sentito parlare della “100” fin da piccolo con parenti o colleghi, conoscenti, che hanno provato a fare l’impresa ma che si arrendevano stremati prima del traguardo.
E’ con questo presupposto che a Febbraio mi iscrivo alla corsa.
Decido di fare almeno 1 maratona al mese negli ultimi 3 mesi che mi mancano prima della gara. Prima il mio chilometraggio massimo è stato fatto a una 6 ore (55km). L’obiettivo è quello di arrivare, possibilmente senza farmi male e dedicarla a 2 persone care che mi sono venute a mancare. Le motivazioni insomma, ci sono.
Arriva il 26 Maggio, la giornata dal tempo meteorologico parte bene sole caldo e poche nuvole.
Arrivo in Piazza Duomo a Firenze alle 14 già pronto dopo aver depositato il mio zainetto nel furgoncino che andrà alla Colla, e concentrato mi dirigo in zona partenza stando all’ombra il più possibile. Nel frattempo parlo con un mio amico e un altro concorrente di cosa ci aspetterà nelle ore a seguire, consapevole che le incertezze sono molte ma sono carico a mille perchè è la prima volta.
Ore 15 lo speaker da il via dicendo “Firenze vi ama, Faenza vi aspetta” tra gli applausi e le grida del pubblico, speriamo bene mi dico.
Tengo un ritmo tranquillo fin da subito fa caldo e non voglio strafare , già le prime salite per arrivare a Fiesole le cammino.
Il panorama è stupendo, dopo Fiesole si scende un pò e rinfresca un pelo inizio ad assaporare una barretta energetica e piano piano arrivo a Vetta le Croci. Qui ne ho e corro quasi tutta la salita spinto da un pubblico calorosissimo.
Poi inizia a esserci un sali-scendi che ci porta a Borgo san Lorenzo, tengo il mio ritmo e passo dal 1°traguardo intermedio dopo più di 30km a quasi 3h e 30 di gara.
Ora inizio a camminare mi prendo (si fa per dire perchè non riesco ad aprirlo, mi scivolano le mani!!) il primo gel della giornata. Inizio ad accusare già la stanchezza ma bisogna rimanere concentrati. Nel frattempo il caldo sta sparendo e la luce sta calando. Passo Ronta e si inizia a salire e io rallento e cammino. Cammino tanto, molti mi passano ma non mi interessa l’obiettivo vero è la Colla.
A Razzuolo prendo vigore, vuoi il ristoro vuoi la temperatura che cala inizio a corricchiare giusto nei tornanti e poi sento delle voci. Stiamo per arrivare in cima la speaker ci acclama dice che la salita è finita. Bene, passo il 2° traguardo intermedio a quasi 50 km in 6 ore. Sono le 21 prendo un gel a piombo mi cambio tutto, maglia a maniche lunghe,  torcia in testa e pantaloncini corti che non è così freddo e via.
Scendo giù tanta gente ai bordi della strada ma appena esco dagli alberi mi aspetta uno dei panorami più belli della gara col sole che sta svanendo e tante stelle pronte a coccolarci.
Sto bene non forzo in discesa fino a Crespino dove poco dopo il bar mi prendo uno strappetto dietro al ginocchio e mi fermo.
Me lo massaggio un pò faccio un minimo di stretching e riparto ma devo stare attento a dove metto i piedi che se no si vivacizza il dolore. Intanto trovo lungo il percorso la mamma e la cugina.
Si arriva a Marradi il dolore sembra sparito sono le 23 ma devo dire che sto bene incontro anche uno zio e mio cugino che mi accompagna correndo qualche centinaio di metri.  Usciti da Marradi e visto l’ora tarda, di gente in giro ce n’è poca e ora ci siamo solo noi atleti, accompagnatori e macchine. Troppe macchine appunto, all’80esimo mi si apre uno sportello a 2 metri da dove passo e mi blocco di nuovo come prima. Stavolta sto fermo di più mi stiro meglio e non vedo l’ora di arrivare al ristoro, non prima di aver mandato qualche accidente. Ora la corsa si fa benedire cammino quasi sempre fino a Brisighella per timore di crampi dove passo che sono le 2. Mi sta venendo sonno, mi impongo di tenere botta alternando poca corsa e tanto cammino ce la faccio ma gli ultimi 12km sono infiniti. Passo il cartello di Faenza penso di essere arrivato ma non è così. Raggiungo le luci del centro un tipo mi da il 5 ma non so perchè appoggio male il piede e mi fermo con il male ancora dietro al ginocchio. Mancheranno 300 metri c***o!!
Stringo i denti corro per pietà, la gente mi applaude passo sotto le 12h e 30 e so che non ci sto capendo molto ma va bene così.
Mi raggiungono vari parenti amici a salutare che non smetto di ringraziare vista l’ora e poi torno a casa ma la roba più difficile mi aspetta alle 5 fare le scale è un impresa epica alla Fantozzi. Rido di gusto ma vado a letto contento.
Grazie a tutti i volontari in primis e agli organizzatori, conto di tornare.

Alessandro 26 anni

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