Non è una gara, non c’è tempo, non c’è il passo a km, non c’è velocità…

Non è una gara, non c’è tempo, non c’è il passo a km, non c’è velocità…

 

Non è una gara, non c’è tempo, non c’è il passo a km, non c’è velocità, non c’è agonismo, non c’è chi ti spinge e non c’è chi non sorride, ma c’è chi gioisce, c’è chi sfida se stesso, c’è chi gli piace emozionarsi, questo è il passatore e questo è quello che ho visto . Arrivato a Firenze già il clima era festoso, non sembrava affatto una gara,ma era una festa. Il pensiero non era a Faenza ma al percorso al sole cocente e al buio dopo passo della colla. Si parte alle 15:00, primi km​ nel centro di Firenze, poi andando verso Fiesole al quarto km si incomincia a salire e li c’era una signora che ci disse ” forza ragazzi, la gara è lunga ma ce la farete, si sale e si sale,tantissimi amici salutati durante,chi ti superava e chi superavi, ma non contava, perché la gara era lunga e la sfida non era con loro ma era per te stesso.

Correvo con passo misurato, senza Garmin, ma con un orologio di Batman che mi diede mio figlio il giorno prima, sentì che nn l’avevo e mi disse” papà, ti do il mio orologio per correre” sapevo solo l’orario e sapevo che alle 18 :04 ero arrivato a borgo San Lorenzo ed ero felicissimo. Mi fermo per bere e all’improvviso mi girava la testa, mi appoggio ad un palo della luce e cammino un po’ e mi riprendo.Dopo un po’ compare il cartello “passo della colla” e io nel nome del padre del figlio e dello spirito Santo, amen” comincia la salita. Io non ho mai fatto allenamenti in salita ed essendo un fumatore soffro molto . Dopo 2/3 km mi fermo, cammino un po’ e poi riprendo, mentre salgo incontro di nuovo il mio paesano , mi fermo mi faccio la foto e gli regalo il cappello della Peroni che avevo, riprendo a correre, ma poi mi fermo perché mi cade l’orecchino, un piercing che talmente che ero disidratato si allargò il buco, continuo a camminare e correre, supero la maratona e le gambe erano pesanti e bloccate, non riuscivano ad allungarsi, arrivo a passo della colla e li stampavano i diplomi per chi si voleva fermare, ci ho pensato un po’, ma poi ho detto, non è questo lo spirito delle ultramaratone, anche se cammino fino alla fine ma devo arrivare, allora mi cambio in 5 minuti, bevo un Red bull e scendo. Le gambe giravano benissimo, era una musica perfetta , sentivo il mio cuore la mia testa e e le mie gambe in sintonia, scendo , scendo e scendo, corro tranquillamente, era come una seconda vita, una seconda chance, è andata tutto benissimo, durante il percorso c’erano tantissimi ragazzi e ragazze che ci invitavano, alcuni leggendo il nome dietro alla canotta” Vicienz” dicevano, forza Vicienz, con accento emiliano. Arrivato a Brisighella era una festa c’erano tantissime persone e io vicino a loro dicevo” comm è Bell Brisighell” e dicevo pure v piace à rima? Loro dai, corri, corri.km 90 meno 10 da Faenza, accendo il telefono che mi ero portato da passo della colla, un Alcatel​ piccolissimo, e chiamo” assú, lei vincé come stai, dove stai, io , sto benissimo e come l’anno scorso ti chiamo al km 90, mi manchi e quest’anno non ti avrò al traguardo come l’anno scorso, lei mi fa, hai visto che ce l’hai fatta? Corri, corri, ci sentiamo dopo. Ultimi 10 km sulle ali dell’euforia, già la pelle d’oca e le prime lacrime…..Ci siamo la rotonda col passatore col fucile in mano si vede, entro a Faenza, mi fermo e mi faccio tutto il corso camminando, volevo vivere quell’emozione fino in fondo, volevo godermi il momento, volevo emozionarmi e piangere di gioia, a 200 metri dal traguardo, tolgo la maglia che avevo legata in vita e corro, che gioia , che bello, ce l’ho fatta, sono scese delle lacrime e la fatica dei 100 km è volata via, non ho dormito fino a domenica sera, perché ero pieno di euforia e troppo contento . Voglio emozionarmi e voglio correre, l’anno prossimo ci riproverò di nuovo, evviva il passatore evviva le ultramaratone.

Vincenzo

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