“Perché corri? Per chi ha le gambe ma non può usarle”

“Perché corri? Per chi ha le gambe ma non può usarle”

 

IMG_1132Un incontro tra runner amatoriali in una mezza maratona bolognese e il racconto di un sogno durato 100 km: è cosi che circa un anno e mezzo fa, è nato il desiderio di fare questa gara. La paura e la poca consapevolezza di riuscire ad affrontare un viaggio così lungo, mi fa tentennare, fino a Gennaio: su facebook noto una foto di podisti mascherati che spingono una ragazza in carrozzina e così contatto Giancarlo detto “il Maffo”. Lui fa parte di un gruppo un po’ matto, “Andrea e i corsari della Maratona” capitanati da Alberto, un papà speciale, che ha perso il suo Andrea in giovane età a causa di un tumore celebrale (medulloblastoma). Dal basso si può solo risalire, e la corsa unisce e fortifica: così creano una ONLUS che permette di dare vita ai desideri di giovani disabili.

Mi prendo una notte di tempo, per pensarci, per capire se la proposta di Alberto di correre spingendo due ragazzi disabili è fattibile. La notte dormo serena, mi sveglio e vedo il video del loro arrivo nel 2015 a Faenza. E come una sposa piange quando trova l’abito giusto, io piango e decido di seguire il mio cuore: mi iscrivo! Solo dopo comunicherò alla famiglia e al fidanzato cosa farò l’ultimo week end di Maggio. Nell’incredulità generale, io sogno già ad occhi aperti.

Da Piacenza a Bologna ci sono un centinaio di km, raggiungibili grazie ad una partita di pallacanestro. Perché io corro per liberare la mente, per ritrovare la calma interiore, ma nasco arbitro, di pallacanestro…sono alta un metro e tanta voglia di crescere e tra i giganti corro ad armi pari.. Siglato l’accordo davanti ad una focaccia alle olive, sono ufficialmente arruolata tra i Corsari…adesso non resta che allenarsi.

A Bologna trovo Katia, un mister tosto, che decide di prepararmi una scheda da seguire, ma che ahimè rispetterò solo 2 settimane, perché sono fatta così…corro come e quando mi va e troppe regole non mi piacciono! Ma non lo saprà mai….fino ad oggi!

Chi ha già corso regala consigli, sportivi e non, fanno il tifo per noi…e quando il countdown sta per terminare mi assale un po’ d’ansia: quella buona, fatta di emozione, fatta di 99 km perché l’ultimo sarà pura gioia. Non ho paura di farmi male, di non arrivare…ho solo voglia di conoscere i miei nuovi compagni di viaggio.

Sabato 28 Maggio l’appuntamento è a Cantagallo, e conosco subito Giovanna, la mamma di Rebecca…una delle ragazze che spingeremo. Mi abbraccia, come se mi conoscesse da sempre…nel frattempo arrivano tutti: Alberto, il Maffo, il Moro, Graziano, Wolmer, Roberta, Franco, Carlo Stefano, Pedar, Jenka, Dionigi, Pietro e tanti altri. Il gruppo si completa a Firenze, con Gino, Federico e i suoi amici Pisani, autisti tifosi, e tanti amici corsari che ci assisteranno lungo il percorso tutta la notte.

Si parte, in coda al gruppo, dietro le bici dei runner seri, quelli che vanno forte…poi ci siamo noi, mascherati, armati di fischietti, e di sorrisi…e scappa la prima lacrima quando Francesca Soli mi da un 5 in piazza, in mezzo alla folla che applaude…Ci siamo!Siamo i Corsari e arriveremo a Faenza.

Fiesole ci accoglie sotto il sole, con i bambini che ci offrono l’acqua per rinfrescarci il viso, i genitori che li invitano a raccogliere i nostri bicchieri di plastica perché noi dobbiamo pensare a correre, tanti applausi, tanti incoraggiamenti e si va…su per la salita, con il primo obiettivo Borgo San Lorenzo. Spingiamo alternandoci, perché la salita è dura, e Rebecca si abbandona alle chiacchiere e tra le risate arriviamo…48 chili io, 50 kg di energia lei…spingo, spingo forte, vedo il primo cancello “BORGO SAN LORENZO”. Ci acclamano al microfono “Rebecca Pini e i corsariiiiii”….e via di interviste perché siamo dei Vip ma io non lo sapevo…e scappa un’altra lacrima, nascosta tra la folla. Rifiatiamo e ripartiamo, pronti per cambiare passeggero e prendere a bordo Gino: un uomo di poche parole, ma con gli occhi che parlano, che ti dicono grazie, e ti incitano a non mollare.

Ci aspetta la Colla, quando ormai sono passate le 22, e la domanda sorge spontanea: Re Giorgio è arrivato?? Diteci che ha vinto: una volontaria del ristoro si avvicina “si ragazzi, ha vinto Giorgio in meno di 7 ore”…..evviva!!! e come se avessimo vinto tutti…W Re Giorgio! Avevamo chiesto di essere scortati da lui l’ultimo km, ma non ce l’abbiamo fatta a strappargli questa promessa….pazienza, non sa cosa si perde!

La notte scende, il buio è magico, si sente il rumore dell’acqua del ruscello, si vedono solo le nostre luci e qualche macchina di troppo, incontriamo Marco con il suo piccolo Leonardo (3 anni) che cantava “Nella vecchia fattoria”…proviamo a non lasciare indietro nessuno e sto con Wolmer, un omone dell’età di mio papà, al suo sesto Passatore, che mi invita a spegnere la torcia per un momento e concentrarmi sul silenzio, sul respiro, sul rumore dei nostri passi…magia! Incontriamo un rospo che ci guarda e rimane lì, inerme per farci passare e proseguiamo…siamo un po’ staccati dal gruppo, ma la crisi prenderà tutti, e nessuno va lasciato solo…ci aspettano a Marradi KM 65!

Penso che ho battuto il record dei km fatti, ma è ancora lunga e devo dosare le energie…ho una promessa…arrivare a Faenza, con tutti loro.

Approfitto due volte dei punti massaggi, vedo corridori stare male, piangere, ritirarsi, cercare di risollevarsi da terra. Incontro un nonno che corre con l’immagine del nipotino, una coppia di coniugi che proseguirà insieme mano nella mano, un signore che corre il Passatore da 43 anni con una bandiera in spalla “la sua croce”. Vedo la sofferenza, il desiderio di andare oltre i propri limiti, capisco che anche i grandi professionisti si sono ritirati, il caldo è stato tanto…cerco di liberare la mente e provo a chiamare Cristina, una mia collega, ma il telefono non va e ripenso alle sue parole “non mollare, goditi ogni km piano piano e arriverai”.

Riparto con Wolmer che mi racconta la sua vita, la sua passione per la corsa e mi dice che questo sarà il suo ultimo Passatore, ma non mi dice perché…lo capirò alla fine.

Il fisico mi chiede un time out, al 75esimo km, prendo freddo e lo stomaco si chiude, non riesco più a bere e a mangiare e inizio ad avere sonno…proviamo a correre per svegliarci, siamo tutti stanchi. Ritroviamo Graziano e Claudio, e scatta il selfie “ci manca solo una mezza maratona”…è quasi giorno, anzi è proprio giorno, e le signore iniziano a svegliarsi e salutarci dalle finestre. Alberto continua a chiedere dove siamo, ma li rassicuriamo…siamo dietro di qualche km, arriviamo!

La mano sinistra si gonfia, non so perché, brividi di freddo e stanchezza mi abbattono, ma le gambe stanno bene…Claudio mi offre la mano che solo un papà sa fare, e da il cambio a Wolmer che mi ha sopportato prima…E’ quasi fatta  penso…BRISIGHELLA! Il vento non si placa, e io conto i km, i minuti che ci dividono dal gruppo…diventano due ore, dall’arrivo calcoli alla mano, non importa…continuiamo! Penso a mia mamma, al tumore che ha sconfitto, penso ai ragazzi in carrozzina che arbitro ogni week end, alle difficoltà ben peggiori che hanno affrontato…io ho scelto di fare il Passatore, non me l’ha prescritto il medico. Voglio arrivarci sulle mie gambe, senza tagliare la strada in macchina, in bici, in moto come ha fatto qualche furbetto. Voglio arrivare e urlare “sono un passatore non un tagliatore”.

Il freddo mi sta massacrando, chiedo una mantellina al punto soccorso per ripararmi dal vento, ma mi sento un pacco regalo, e il rumore inizia a infastidirmi. Butto tutto…e procedo, finché non appare il cartello Faenza 5 km…in realtà a noi ne mancano ancora 7!

Ci viene incontro in bici Luigi, uno dei nostri autisti e mi tiene compagnia parlandomi, facendomi distrarre e non pensare alla strada da fare. Quando vede che mi sono ripresa, mi abbandona e va ancora più indietro a recuperare moralmente Wolmer, Claudio e Graziano…per me è già passato il 98esimo km! Inizio a fischiare con il solo fiato che mi rimane in corpo, con il respiro spezzato dall’emozione, e inizio a piangere, perché so che al km 99 mi aspettano i Corsari! Mi sentono e iniziano ad urlare il mio nome….che gioia immensa! Mi fermo, li abbraccio e aspettiamo il resto della ciurma.

Cambio delle maglie, quella ufficiale creata ad hoc da Vivo, e complice l’inizio della pioggia, ci incamminiamo verso il centro di Faenza. Ci siamo davvero tutti, pronti a partire per il tratto finale.

Si parte, sparisce la stanchezza, le gambe rinascono e iniziamo a correre, fischiare ed urlare. La gente ci sente, urla e applaude insieme a noi. Intravedo Gianluca e Roberto all’arrivo, ci sono davvero (sono in piazza dalle 6:40 e noi arriviamo alle 10)…percepisco l’emozione nei loro occhi, ma dico solo un timido “arrivo”…allungo finale che neanche Bolt…e via con le braccia al cielo!

Siamo arrivati, insieme, TUTTI. Rebecca mi abbraccia e mi sciolgo come una bambina e inizio a piangere…Gino mi guarda, visibilmente emozionato e sorridiamo! Siamo tutti fieri di noi stessi, del compagno di corsa, dei ragazzi che abbiamo spinto che non hanno mai ceduto al sonno. E’ vero, loro non possono usare le gambe, ma noi che ci siamo a fare? Per correre come loro vorrebbero fare ma non possono…loro, noi, tutti i corsari abbiamo vinto.

Ho scoperto quanto è grande il mio cuore, quanto la testa comanda le gambe, quanto il sonno viene sconfitto da una corsa…

Oggi, domani, il prossimo anno….lo rifarei, con i Corsari! Siamo Passatori! Siamo vivi e siamo veri!

Veronica Restuccia

 

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