UN PO’ DI STORIA – LA STRADA DELLA 100KM: LA SR-302

UN PO’ DI STORIA – LA STRADA DELLA 100KM: LA SR-302

 

Da oggi parte una nuova rubrica che ci accompagnerà fino all’inizio della 48^ edizione della 100km del Passatore.

Ogni giovedì, infatti, ci avvicineremo sempre di più alla gara con racconti e curiosità riguardanti la storia della più bella del mondo.

 

Oggi parliamo infatti della strada SR-302 o ” via Faentina” che da sempre vi accompagna nel vostro percorso verso Faenza.

Da Firenze, ora capoluogo di regione ma un tempo capitale di un Granducato, si ripartivano numerosi assi viari, che dal centro cittadino portavano verso altri Stati. Il viaggiare nei tempi andati era un bel problema legato agli eventi atmosferici e stagionali, oltre che socio – politici.  Le distanze, dati i mezzi di locomozione, erano raddoppiate – se non triplicate – e le strade, poche e mal messe, erano realtà da controllare e regimentare; basti pensare che dall’esterno delle mura di qualsivoglia città provenivano merci, posta e ricchezza, ma anche epidemie, malviventi ed eserciti ostili.

Consideriamo ad esempio la via Faentina, che prendendo le mosse dalla città gigliata, si sviluppa a nord-est, toccando diversi paesi e comunità, per poi giungere a Faenza, un tempo  importantissimo centro urbano legato commercialmente anche al porto ravennate.

Questa direttrice, già utilizzata dagli antichi Romani, è sempre stata percorsa da viaggiatori e mercanti, ma – strano a dirsi – divenne completamente “barrocciabile”  solamente nel 1842, sebbene da tempo la dinastia  dei Lorena avesse in progetto di trasformarla in un’importante arteria commerciale. In antico il tracciato, utilizzato con terrore da impauriti viandanti, era infestato da bande di briganti che terrorizzavano i più con  ladrocini e rapimenti. Basti ricordare cosa successe a Taddeo Magnani di Ronta, derubato dei suoi averi nella seconda metà del XVII sec. o pensare a Stefano Pelloni detto il Passatore, per finire con la triste vicenda di Cencione.

I rari alberghi, taverne e conventi, chiudevano le porte al primo accennare di oscurità e per un viandante in difficoltà non era così facile essere ospitato senza qualche sospetto negli sperduti casolari disposti lungo il percorso.  Gli anni passano e anche le strade, un tempo calpestate con circospezione, si trasformano in luoghi di svago. La ristrutturazione della via Faentina, appellata in Romagna come Strada Regionale 302 Brisighellese – Ravennate, andò per gradi. Da segnalare che per la sua messa in opera, nella prima metà dell’ottocento vennero nel vero senso della parola “tagliate” numerose costruzioni, come per esempio il santuario Della Madonna Dei Tre Fiumi, di cui si può vedere ancora ai nostri giorni un arco smussato (lato strada) ed il convento di San Paolo a Razzuolo, completamente travisato dall’allargamento della carreggiata.

Il tempo passa inesorabile e sulla falsa riga  della  “Faentina” sorse nel 1893, dopo numerosi progetti, la linea ferroviaria di collegamento tra Firenze e Faenza. Lungo i binari si ristrutturarono e acquistarono una certa importanza  località che poi – con una certa presunzione tardo ottocentesca – si auto appellarono turistico – climatiche, famose nei primi anni del novecento e dove sorsero numerosi centri ricettivi, come l’albergo della Fonte dell’Alpe o la pensione Andreani a Ronta, luoghi di ristoro e villeggiatura per la piccola e media borghesia dell’epoca.

Nel tragitto della linea ferroviaria ricordiamo il ponte ferroviario di Valbura, minato nel 1944 dai soldati tedeschi e poi ricostruito successivamente nel 1957 cambiando lo

 

stile che accomunava i ponti fra di loro.

Ad oggi, la via Faentina è percorsa da numerosi veicoli che con i loro motori sgranano le marce per le sue amene curve depositarie di una storia così ricca di eventi, aneddoti e vicissitudini che non basterebbero cento libri per accennarli. E’ da segnalare che una volta l’anno la “Faentina” è protagonista di una bella e folkloristica manifestazione sportiva: la 100 km del Passatore. Questa è una gara podistica che si svolge a fine maggio e si snoda sugli oltre cento chilometri che distanziano il capoluogo toscano da Faenza. Intitolata al famoso brigante soprannominato da Giovanni Pascoli come il Passator Cortese, questa è una competizione molto seguita e apprezzata sin dal 1973, data della sua origine.

Condividi questo post