BORGO SAN LORENZO

Borgo San Lorenzo – km 32 – Ristoro N° 7

Finalmente oltrepassando il moderno ponte sul fiume Sieve, che nel corso dei secoli ha preso il posto al ponte mediceo ( 1625 ) e al ponte ottocentesco ( 1846 ) demolito il primo per ragioni viarie e il secondo distrutto durante la seconda guerra mondiale (1945), entriamo in Borgo San Lorenzo, la “capi­tale” del Mugello….. “Una Terra — così scrive lo storico Giuseppe Maria Brocchi nel 1748 — di maggior traffico e più popolata che vi sia, numerando­si nella cura della sua Pieve circa tremila persone (oggi sedicimila): ri­siede in essa per le Cause Civili un Potestà, co’ suoi Ministri ed un Cancellie­re e un Gonfaloniere, il quale con altre persone rappresenta quella Comunità; da cui vien mantenuto il Maestro della pubblica Scuola ed il Medico. Vi sono in questo luogo molte Chiese, Confraternite e Monasteri e vari Oratori”.

Lasciamo lo scritto settecentesco del Brocchi ricordando che l’antico Castel­lo del Borgo San Lorenzo, già sobborgo romano (Annejanum) fu fortificato con porte d’ingresso, mura, torri e postierle nel 1351 dalla Repubblica Fio­rentina durante la guerra con i Visconti di Milano, divenendo poi nel corso dei secoli un centro commerciale di grande importanza, assurto poi nel 1861 dopo l’unità d’Italia, da un comitato di “saggi” appositamente costituito, a rappresentare lo Stato Italiano in tutto il territorio del Mugello e dell’ Alto Mugello compreso il Santerno, insediandovi tutti gli Uffici Governativi (Ufficio del Registro, Ufficio dell’Imposte, Ufficio delle Privative, Ufficio del Catasto, Ufficio rotonie) oltre alla Luogotenenza dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale.

Se molti sono ancora gli aspetti urbanistici e architettonici del Borgo an­tico, come Porta Fiorentina, Torre civica dell’Orologio, Torri di Guardia, Palazzo del Podestà, vicoli, rotoni, piazze e piazzette, la cittadina mugellana annovera alcune strutture sacre di grande rilevanza, di grande impor­tanza storica, architettonica ed artistica. Eccone alcune fra le più signifi­cative: la Pieve di San Lorenzo, risalente prima del Mille (prima documen­tazione, 908 ca.), innalzata sulle rovine di un tempio romano del 4° secolo dedicato a Bacco, benedetta secondo la tradizione da Sant’Ambrogio Vescovo di Milano durante una sosta che il Santo fece nel Mugello proveniente da Faen­za che lo avrebbe portato a Firenze — nell’anno 393 — ospite del Vescovo fiorentino Zanobi.  La Pieve di vaste dimensioni è a pianta basilicale a tre navate delimitate da imponenti colonne monolitiche con capitelli corinzi qua­si primordiali. Molte sono le opere d’arte che ingentiliscono gli otto alta­ri laterali di autori che variano dal ‘400 al ‘800, mentre l’abside raffigu­rante il Redentore fra San Lorenzo e San Martino è opera del Prof. Galileo Chini (1906), il più grande interprete liberty del primo e secondo ‘900. Ma l’opera d’arte più autorevole è senza dubbio una “Madonna col Bambino” attribuita a Giotto, unica opera del sommo pittore esistente nel Mugello, che era custodita per vari secoli nell’Oratorio di Sant’Omobono,proprio davanti alla stessa Pieve romanica. Singolare poi la torre campanaria di stile romanico-lombardo che nasce direttamente sopra l’abside, costruita ad esagono irregolare; una struttura davvero unica con i quattro lati (Sud, Est, Nord, Ovest) completamente diversi. Addossato alla Pieve si erge con tutta la sua imponenza il Monastero Domenicano di Santa Caterina costruito nel 1515, mentre al lato opposto della cittadina, la ducentesca Chiesa di San Francesco, unico esempio gotico nel Mugello, e il Santuario del SS.Crocifisso, classica architettura barocca (1714/1743) che lambisce la citata chie­sa francescana, formano una visione d’assieme veramente unica.

Molto ci sarebbe ancora da dire e descrivere ma il percorso è ancora lungo poiché una volta usciti da Borgo San Lorenzo, sulla direttrice della “Faenti­na”, tante sono le cose da citare e da ricordare in un copiosissimo connubio che sposa mirabilmente l’arte, la storia, la natura, nel “cuore” del Mugello.  La strada verso Ronta è bella, larga, ampia, ariosa; i vigneti e gli uliveti sui dolci declivi assomigliano ad un dipinto “rotonie” e i lunghi filari dei cipressi deliziano la vista per gli amanti del bello, del pulito, dell’inconta­minato.

Aldo Giovannini

CURIOSITA’

fidoin Piazza Dante: un monumento dedicato ad un cane di nome Fido (realizzato dallo scultore Salvatore Cipolla).1796613_1464811673737390_1026466667_n (1) Questo cane era abituato ad aspettare il suo padrone che tornava dallavoro alla fermata della corriera. Dopo che il padrone morì durante un bombardamento aereo nel 1943, il cane continuò ad aspettarlo per circa quattordici anni, fino al giorno della sua morte……

la statua attuale di Fido non è l’originale di Salvatore Cipolla eretta a suo tempo, che era in maiolica, questa negli anni 60 fu distrutta, rimase il piedistallo in pietra con la sua scritta ” A Fido esempio di fedeltà”

l’amministrazione comunale decise la rifusione di una copia uguale all’originale in bronzo, e fu riposizionata sullo stesso piedistallo.

 “Domenica del Corriere”, con la copertina disegnata da Valter Molino, per l’edizione del 22 Giugno 1958, dove si annuncia la l’avvenuta morte di Fido0028-560x800

Da approfondire Wilipedia

Da vedere il filmato girato dall’Istituto Luce