In fondo a un lunghissimo filare di cipressi si erge la magnifica Pieve romanica di San Giovanni Maggiore, in quel di Panicaglia, con il suo romantico loggiato a cinque archi e il suo perfetto campanile esagonale: il tutto con oltre mille anni di vita sulle spalle, in un lembo di terra fra i più belli e i più fertili dell’intero Mugello.
È proprio questa caratteristica a rendere questa porzione di terra toscana più unica che rara: basta una curva, un rilievo, un poggetto, perché si aprano piccole vallucole che nascondono gioielli storici, artistici e architettonici. Prima di giungere a Ronta — la patria del poeta illuminista Filippo Pananti — sulla destra della Faentina si scorgono in lontananza ville sontuose come “La Casa”, dove nel 1503 nacque Monsignor Giovanni della Casa (1503–1556), l’autore del Galateo; la Villa del “Corniolo”, nel cui oratorio Sandro Botticelli si dilettò a dipingere un bellissimo polittico con al centro la Madonna col Bambino; e la Villa “La Quiete” con un magnifico giardino all’italiana.
In questo lembo non mancano i segni di una secolare fede: la piccola pieve romanica di San Maria a Montefloscoli — la chiesa dove era parroco Monsignor Domenico Bartolucci (n. 1917), già Direttore Perpetuo della Cappella Sistina e il più grande scrittore di musica sacra del ’900 — e la secentesca chiesa di Sant’Agata a Ronta, con il suo campaniletto a vela con tre campane su due livelli.
Ronta è ormai vicina e, dopo l’ennesima ampia curva, in alto a sinistra — come un fendente verso il cielo — si erge la Chiesa di Santa Maria a Pulicciano, già antichissimo maniero degli Ubaldini, dove visse in esilio (1303), con i fuoriusciti fiorentini, il sommo poeta Dante Alighieri.