Ronta
Km 38 · Ristoro n. 9
Appare in tutta la sua grazia, civettuola ed elegante, raffinata e graziosa: residenza estiva preferita in pieno ’800 da molti inglesi per le sue salubri acque e per la sua fine aria (420 m s.l.m.), patria di poeti (Pananti), pittori (Gordigiani), musicisti (Mendelssohn), medici (Gatti), religiosi (Stefaneschi). Questo piccolo paesello ci riserva tante belle sorprese, come le sue Ville: Striano, Fabbiano, Poggio, Piazza e Fondaccio.
Abitato da nobili e antiche famiglie — Pananti-Moretti, Liccioli, Gerini, Sacchetti, Eldmann ed altre — che hanno fatto la storia del Mugello in generale e di Ronta in particolare, il paese ai piedi del passo della Colla è rimasto nel cuore di chi lo ha visitato, come racconta il vecchio ritornello: “chi viene a Ronta poi ci torna”.
Prima di lasciare la terra natia del poeta Pananti (1766–1814), veniamo salutati da due alte torri campanarie: quella della Chiesa della Badia di San Michele, già Abbazia Vallombrosana, e quella, ancor più alta, della Chiesa Vecchia, costruita nel Mille, dove sulla parete di destra è ancora visibile — con la data precisa del 1634 — una vecchia meridiana in pietra.
La strada si restringe nuovamente per giungere, dopo appena due chilometri, davanti a un vecchio mulino sul torrente Ensa, ancora funzionante con le sue macine in pietra.
Santuario della Madonna dei Tre Fiumi
Così detto per la confluenza in quel preciso luogo di tre corsi d’acqua: due bracci del torrente Ensa e il fosso Farfareta. La costruzione risale al 1579, nel luogo in cui sorgeva un tabernacolo della Madonna — immagine che, secondo la tradizione, assunse sembianze viventi volgendo lo sguardo verso alcune donne in preghiera. La forma attuale, con porticato e tre navate interne delimitate da archi a tutto sesto, risale al 1705. Davanti all’Altare Maggiore troneggia l’affresco della Madonna col Bambino, meta di tanti pellegrinaggi.
Aldo Giovannini

