100 km del Passatore.. di Balduccio Arturo

100 km del Passatore.. di Balduccio Arturo

Tre anni fa un forte podista del nord mi raccontava entusiasta della sua esperienza alla 100km del Passatore. Era alla sua prima esperienza ed aveva chiuso al 13mo posto assoluto in 8 ore. Una velocità che io riesco a sostenere a fatica in una gara di 10km in pianura. Ma il suo entusiasmo mi ha contagiato ed ho iniziato a documentarmi sulla gara, sui partecipanti, su come allenarsi e sui tempi e sulle possibilità per i podisti al mio livello. Da lì l’idea è diventata un obiettivo, o meglio un sogno: riuscire a fare una 100km, anzi no, fare  “La 100km del Passatore” la più difficile, antica e fascinosa  gara di 100km al mondo attraversando l’Appennino da Firenze a Faenza.

Lo scorso anno avevo impostato con meticolosità il programma di allenamento. Molte maratone ed ultramaratone. Ottime sensazioni. Decisione di fare l’iscrizione a metà aprile. Poi il 25 aprile alla 50km di Romagna, ultimo lungo di rifinitura, un infortunio al tallone. Stop completo per 2 mesi e mezzo. Passatore saltato. Delusione enorme.

Ho ripreso a correre in luglio. A fine luglio finalmente 10km consecutivi. A fine settembre Maratona dell’Alzheimer. Arrivare al traguardo un successo. Ma il segnale che si poteva riprendere a correre seriamente.

Poi la maratona di Atene, bellissima esperienza in uno scenario fantastico, ma sensazioni e risultati ancora lontani dall’essere confortanti.

Inizia il 2019, ci sono 5 mesi per il Passatore, gli allenamenti diventano impegnativi ed inderogabili. Certe gare non si improvvisano. Poi per me l’obiettivo è si arrivare, ma sempre in condizioni fisiche buone, perché prima di tutto correre deve essere un piacere.

Chi mi conosce e corre con me sa che sono molto scrupoloso, che mi documento molto, ma questa volta non ho voglia di scrivere neanche un programma di allenamento. La delusione dello scorso anno è stata forte per cui, mi dico, meglio prenderla con più leggerezza. In realtà poi mi sono accorto che il programma preparato lo scorso anno lo avevo talmente interiorizzato che non avevo bisogno di scriverlo. Per  scelta ho deciso di sostituire i lunghi, con gare di maratona ed ultramaratona da fare non al massimo, ma sicuramente meno noiose dei lunghi in solitaria. Obiettivo arrivare al traguardo in condizioni tali da potere continuare ad allenarsi normalmente già  due giorni dopo. Nel 2019 da gennaio ho fatto 4 ultramaratone e 3 maratone in preparazione del Passatore.

Nel gruppo della Podistica AVIS di Fabriano, tutti sapevano di questo mio obiettivo del Passatore, ed all’inizio mi sentivo circondato da un po’ di scetticismo. Poi il fatto di riuscire a fare tante maratone ed ultra consecutivamente ha trasmesso una certa fiducia nel gruppo facendo maturare l’idea che fosse una cosa fattibile. Il primo a prendere la cosa sul serio è stato Gabriele Fiorani, forte nelle gare in montagna, che si è iniziato a dedicare alle gare lunghe su strada con ottimi risultati e maturando velocemente la convinzione che la cosa si potesse fare. Iscrizione formale ad Aprile. Poi Stefano Baioni, Ultratrailer, che dopo la Tuscany Crossing, ha deciso anche lui a fine Aprile di iscriversi. Poi da ultimo Paolo Peverieri, forte runner con all’attivo diverse maratone, ma nessuna esperienza nelle ultra. Dopo la Collemarathon del  5 maggio corsa insieme per un lungo tratto, ha deciso di partecipare e mi ha detto che avrebbe fatto tutta la gara insieme a me con la tecnica che ho messo a punto in questi anni di alternare corsa e camminata in modo scientifico.

Una bella cosa trovarsi in 4 a condividere una esperienza così intensa. Ognuno deve far conto sulle proprie forze e sulla propria condizione, ma riuscire ad arrivare alla partenza in gruppo da una forza enorme. Ci si sostiene l’uno con l’altro. Si parla di come affrontare la gara, di come vestirsi, alimentarsi, cambiarsi la maglietta, di cosa portarsi. Tutti dubbi che frullano nella testa del podista quando deve affrontare, soprattutto per la prima volta, una corsa così lunga e difficile.

Un grande aiuto è arrivato dal Presidente della Podistica Avis di Fabriano, Simone Micheletti, che si è offerto di darci il supporto in Vespa lungo il percorso. Avere un accompagnatore è molto utile. Ti consente di potere fare a meno del supporto logistico della organizzazione, ed avere uno dei tuoi compagni sul percorso ti da una grande fiducia: se dovesse succedere qualcosa c’è qualcuno dei tuoi  che ti può dare una mano.

Il 25 maggio è arrivato. Arriviamo tutti abbastanza stanchi al grande giorno. Si è lavorato fino alla sera prima. Ore 7,15 partenza in macchina e furgone fino a Faenza. Avevamo fatto un sopralluogo per vedere dove parcheggiare i mezzi, ma troviamo tutto pieno. Del resto è sabato mattina. Alla fine parcheggiamo in una via secondaria. Arriva mio fratello. Ci porterà alla stazione di Faenza per prendere il treno per Firenze. Anche questo piccolo supporto è fondamentale e ci consente di essere abbastanza rilassati. Se avessimo avuto qualche problema nell’arrivare a Faenza ci avrebbe accompagnato fino a Firenze.

La scelta del treno si è rivelata quella giusta. Siamo stati seduti e rilassati, abbiamo mangiato la pasta/riso come ultimo carico di carboidrati. Arrivati a Firenze, naturalmente nel binario più lontano dall’uscita, andiamo al villaggio della corsa in tram per lasciare lo zaino che ritroveremo poi a Faenza. Qualcuno lascia anche uno zaino che l’organizzazione porterà sulla Colla, il punto più alto a metà circa della gara.

La partenza è da piazza del Duomo a Firenze. Uno dei luoghi più belli e suggestivi al mondo. Si mischiano podisti e turisti, soprattutto stranieri, che sono molto curiosi ed affascinati da questo esercito di 3.300 persone che si apprestano ad affrontare la gara.

La temperatura è più alta dei giorni scorsi. Ci sono 26 gradi, ma è in arrivo una perturbazione che farà abbassare le temperature e potrebbe far piovere nella notte. Si ripassa il percorso. Primi 4 km dentro Firenze, poi salita a Fiesole e Vetta le Croci, discesa a Borgo San Lorenzo e salita alla Colla di Casaglia a 913mt di altitudine dopo 1300mt di dislivello e 48 km di corsa. Questo è il punto di svolta della corsa. Siamo a metà dei km, le salite vere sono passate, inizia la notte e bisogna guardarsi dentro per cercare le risorse per affrontare gli ultimi 52Km, per lo più in discesa, ma con le energie che si andranno ad affievolire sempre di più con il passare del tempo.

Ore 15,00 uno sparo ci segnala che la corsa è iniziata. Ci iniziamo a muovere lentamente nel mezzo del gruppone. Nessuno sembra avere fretta di partire. L’aria è sempre festosa, ma si inizia ad essere più seri e concentrati. L’avventura può avere inizio.

Gabriele rimane con noi nel primo km, poi lo vediamo allontanarsi e perdersi in mezzo al gruppo. Ha un ottimo potenziale e si vuole giocare le sue carte. Lo rivedremo alle auto la mattina dopo.

Stefano parte prudente e con tira e molla rimane con noi fino a Fiesole. Poi allunga. Io e Paolo teniamo il ritmo che ci eravamo prefissati, alternando camminata veloce e corsa nei tratti pianeggianti e camminata veloce in salita. Paolo ha un potenziale molto maggiore, ma è la prima volta che si spinge oltre i 42km della maratona ed è quindi molto prudente. Abbiamo deciso di fare la gara insieme e questo sarà un ottimo conforto e stimolo per entrambi.

Mano a mano che passano i km ci sentiamo bene, ci alimentiamo e beviamo ad ogni ristoro. Io prendo un pezzo di banana ed un po’ di acqua, Paolo si alimenta come se quello fosse l’ultimo ristoro e mangia e beve di tutto. Io in realtà mi ero portato nello zainetto tutto il pesante necessario per affrontare in autonomia la gara come faccio di solito, visto che normalmente non usufruisco dei ristori. Dovendo fermarmi per Paolo, ho cambiato la mia strategia ed ho iniziato a mangiare e bere anche io. Cosa che poi pagherò dopo l’arrivo con una brutta congestione.

Dopo la prima salita siamo a Vetta le Croci, la successiva discesa è invitante, ma decidiamo di rispettare il programma e di affrontarla con prudenza. Poi Borgo San Lorenzo, si passa dentro il paese e poi dritti verso la Colla. Il primo km in salita è un assaggio di quello che ci aspetta. Poi alcuni km di percorso collinare ed eccoci a Ronta e Razzuolo per gli ultimi 7 km di salita, i più duri. Al cartello dei  42,195Km della maratona ci fermiamo a fare la foto. Per Paolo è il superamento del muro dei  km fatti  e delle ore di corsa. Da qui inizia la sua esplorazione interiore delle sue possibilità. Intanto il tempo sta cambiando, vediamo nuvoloni tra le montagne e la temperatura si abbassa mentre inizia a far buio.  L’ultimo km verso la Colla di Casaglia è una coda di auto bloccate ed in fila. Fortunatamente la maggior parte hanno il motore spento e l’aria è respirabile. Gli organizzatori forse farebbero bene a chiudere completamente questo tratto di strada al traffico.

Iniziamo la discesa. Abbiamo appuntamento con Simone un km dopo la Colla. Siamo bagnati ed è fondamentale cambiarsi con abiti asciutti e più pesanti. Non è freddissimo, ma se si soffia, si vede la nuvoletta del fiato che indica che la temperatura è intorno agli 8 gradi. E’ buio e non si vede praticamente niente.  In ogni piccola piazzola ci sono auto e furgoni che fanno assistenza. Non vediamo la Vespa di Simone. Ad ogni piazzola urliamo:  “Simoneeeee!!”. Il dubbio e la paura di averlo passato è forte. Poi ad tratto sentiamo la voce di Simone che ci dice sono qui. Ha trovato sistemazione in un gazebo di una altra podistica e quindi ci cambieremo al coperto. Con sorpresa troviamo Stefano che stava ripartendo dopo essersi cambiato. Un rapido saluto e lo vediamo allontanarsi nel buio.

Ci cambiamo e prendiamo le torce frontali che sono molto utili soprattutto per evitare di prendere qualche storta nelle buche dell’asfalto. Ripartiamo e ci diamo appuntamento con Simone al 75mo km.

Si corre di notte in una atmosfera molto suggestiva tra i boschi in quota. I km passano, le energie diminuiscono, e la discesa è anche essa faticosa.

Arriviamo all’appuntamento con Simone. In realtà non abbiamo bisogno di niente, ma vederlo ci rincuora. Ci dice che ci vede bene. Penso che stia mentendo, ma a noi è una parola di conforto che ci da forza. Mancano 25km di falsopiano in discesa che normalmente non ci metterebbero pensiero, ma vista la stanchezza ci diamo l’obiettivo di metterci meno di 3 ore e mezza per chiudere sotto le 14h.

Ci mettiamo a contare i cartelli che ci sono ogni 5km. Ci da forza vedere che anche gli altri sono in difficoltà. Sono molte di più le persone che superiamo di quelle che ci superano. Finalmente il km 95. Da qui i cartelli diventano uno al Km. Al km 98 entriamo a Faenza. Ogni tanto incontriamo qualcuno che ci incita. Il centro è illuminato e vediamo la piazza del Popolo dove è posto l’arrivo. Con Paolo tagliamo il traguardo insieme alzando le mani in 13h49m. La soddisfazione è tanta. Siamo sorridenti e non pensiamo alla stanchezza. Siamo diventati “centisti”!

Ritiriamo la medaglia ed il diploma ed incontriamo Simone insieme a Stefano che ha tagliato il traguardo in 13h20m. Chiediamo di Gabriele che è già andato a riposarsi ed è stato autore di una ottima gara in 10h42m.

Inizia ad albeggiare, ci ritroviamo alle macchine. Siamo stanchi ma sicuramente soddisfatti. Una bella esperienza che ci rimarrà dentro per il resto della nostra vita. Un saluto e ringraziamento ai miei compagni di avventura Gabriele, Stefano e Paolo ed a Simone e Lodovico per il supporto.

 

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