100 km del Passatore.. di Bertelli Sebastiano

100 km del Passatore.. di Bertelli Sebastiano

 

Tutto comincia da quando ero ragazzo, quando nelle serate estive durante le chiacchierate serali tra amici, parlavamo di una corsa di 100 km, che nelle nostre menti sembrava un’impresa impossibile. Poi lo scorso anno i primi di giugno vedendo un articolo su facebook sul Passatore la scintilla nella mente si riaccende. Archivio il tutto però nel cassetto dei desideri impossibili, almeno per il futuro prossimo. Corro in modo “serio” da appena 6-7 mesi e quella distanza per me è ancora un’utopia. Da settembre aumento gli allenamenti, e a dicembre provo la prima maratona a Pisa. La condizione sale, i km al mese salgono da 120 a 180-200. Ho già fatto l’iscrizione per la maratona di Roma, e nel programma di allenamento a gennaio faccio la mezza maratona a Montecatini Terme. Lì comincia tutto. La pacer mi dice di aver fatto l’iscrizione al Passatore. Gli dico che per me è un sogno, ma lei mi risponde che per fare la 100 km c’è un solo modo… iscriversi. E così il giorno dopo in un momento di lucida follia mi iscrivo. Sono un pazzo mi dico, ma ormai è fatta! Tenterò l’impresa assieme ad altri quattro amici, e questo mi dà già forza. Continuo la marcia di avvicinamento. Maratona di Roma, un lungo da 72 km nel giorno di Pasqua, uno da 51 due settimane prima della partenza, ed in mezzo 3-4 allenamenti settimanali da 10-12 km e qualche corsa da 20 km la domenica. Il sabato prima vado a Faenza a prendere il pettorale. Studio il percorso, salgono i dubbi e contemporaneamente la voglia di partire. Poi arriva il giorno! Firenze, piazza Duomo, tantissima gente, tanti consigli di chi ha già partecipato e l’emozione che sale. Ognuno ci ha detto la sua, ma il consiglio più ricorrente è stato quello di riuscire a gestire le crisi mentali, quelle che ti spingono al ritiro. Io ho letto decine di testimonianze, e da tutte ho cercato di carpire qualcosa. Quando senti lo sparo però non conta più niente, conti solo tu, e nel mio caso noi, ovvero io e i miei tre compagni di avventura (il quarto purtroppo ha dovuto rinunciare). Camminiamo tutte le salite, corriamo alcuni pezzi da vetta le croci a Borgo San Lorenzo e poi ancora camminata fino alla colla. Lì il clima cambia. Piove, tanti ritirati, qualcuno che non sta bene. Noi beviamo un po’di brodo, mangiamo qualcosa e dopo essersi cambiati il necessario ci buttiamo nel buio della discesa, con una pila in quattro a darci quel minimo di luce. Dopo Casaglia la fatica si fa’sentire. Ci fermiamo per un massaggio al km 60 e poi via verso Marradi. Sento che sotto i piedi si stanno per formare due vesciche. Al ristoro mi siedo, tolgo le scarpe e asciugo le piante dei piedi, dopodiché applico i cerotti e riparto di corsa per riprendere i miei compagni. Mancano ancora 35 km e dobbiamo dosare le energie. I 23 km da Marradi a Brisighella sembrano non passare mai. Nel frattempo però torna il giorno, e quella notte che temevo, insieme al sonno è in realtà passata velocemente. Un chilometro prima di Brisighella ad un mio compagno scoppia una vescica sotto ad un piede. Si toglie la scarpa e gli applico un cerotto sotto la pianta. Mancano 12 km e dobbiamo arrivare tutti assieme a Faenza! Dopo Brisighella ricominciamo a correre a tratti, ma gli ultimi 5 km e mezzo sono molto difficili. Nonostante tutto però passiamo il cartello dell’ultimo km e mi rendo conto di non aver mai avuto paura di non farcela. La gente ci incita, il personale dello staff ci grida “dai, ancora 150 passi”, e poi la piazza! Piazza del Popolo! Il sogno si è avverato! Attraversiamo l’arrivo tutti mano nella mano. Vedo mia moglie e una delle mie migliori amiche che mi applaudono e inizio a piangere, ininterrottamente. Non lo farò mai più dico, ma dopo un giorno pensavo già all’edizione 2020! È un’esperienza mistica, che ti riempie il cuore. La gente ai bordi della strada, gli amici e i cari che ti incitano, la sfida con te stesso. Se non la fai non ti puoi rendere conto della magia di questa corsa! Ringrazio di cuore mia moglie, i miei compagni di avventura e tutti coloro che ci hanno incitato! Oggi ci ripenso e ancora mi sembra un sogno, ma è realtà… Siamo Passatori!

 

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