100 km per una dedica

100 km per una dedica

100 km per una dedica

Come ogni anno arriva gennaio ed è ora di iniziare a pensare all’iscrizione alla mia cara 100 km del Passatore. Io sono uno di quelli che fan parte del plotone degli ultimi, quelli che tiran tardi, fan mattina e arrivano giusto in tempo per la colazione. È l’alba

dell’8 gennaio, ieri ho deciso, passo in sede e mi iscrivo, così inizio a mettermi nell’ordine di idee…squilla il telefono, mia suocera in lacrime mi dice che è morta la nonna Angelina, la nonna di mia moglie, anche un po’ la mia dopo 21 anni che stiamo insieme, la bisnonna super dei miei figli…certo aveva una bella età, ma era ancora bella in forma…e non aveva nessuna intenzione di partire…tra 3 anni eravamo d’accordo che dovevo pagare un bel pranzo per i suoi 100 anni!!

La botta è davvero dura, ancora lo è oggi, ok ho deciso in silenzio dopo 3 anni che faccio la 100 con il pettorale 1206, mi vado ad iscrivere e chiedo il 1917, l’anno della sua nascita.

Dev’essere una sorpresa, solo mia moglie dopo un paio di mesi lo sa, ma gli altri lo vedranno direttamente se mi vedranno arrivare…

Finalmente arriva il 30 maggio, con ginocchio incerottato, già stanco prima ancora di partire per problemini di salute che ho avuto in settimana e mi han tolto anche un po’ il sonno, partiamo in treno per la Faentina con Syry, mia moglie e il mio nonno Mauro, grande camminatore che viene negli ultimi anni a Firenze per vedermi anche alla partenza…anche perché lì è sicuro di vedermi, la mattina dopo chissà! A Firenze ecco anche il mio valoroso accompagnatore, babbo Gabriele, martire e santo come già tanti dei suoi “omonimi”. Fatto il solito giretto si fanno le 14.45, si va in griglia…emozione alle stelle, mi guardo il pettorale, guardo il cielo, dai nonna Angelina che ci facciamo una camminata insieme, si parte!!

Un bacio a nonno e moglie e via….cavolo però prima delle Croci inizo ad avere male all’anca…non è un po’ prestino? Meglio non pensarci, ancora più di 80 km ci aspettano…il pomeriggio va via tutto sommato bene, a Borgo alla solita ora, si inizia a salire, l’anca è davvero fastidiosa, il mio passo non è mai velocissimo, ma non riesco a tenere il ritmo che vorrei…quest’anno la Colla è davvero lunga però, alzo gli occhi al cielo, luna e stelle mi guardano, per la prima volta in 4 anni si fa avanti la paura di non farcela, ma poi mi rivolgo a te nonna ed anche a te Romano, che mi prendevi sempre in giro dicendo che sono un matto a fare dei lavori del genere…dai datemi la forza di resistere, devo arrivare, voglio vedere la mia bella piazza, fossero anche le 11! Si scollina, Casaglia, Marradi, San Cassiano, quest’anno l’attesa del successivo ristoro è davvero spasmodica, segno che sto facendo più fatica del solito, però se sono qui a sorseggiare il caffè in piazza a Brisighella, a questo punto arrivo anche strisciando è troppo imortante la dedica che devo fare! Siamo ai 90, il cellulare è morto, dico a babbo di avvisare Syry, è il nostro messaggio in codice per dire che anche stavolta ci sono quasi, l’emozione vuole prendere il sopravvento come sempre, ma quest’anno niente lacrime, però quando vedo da lontano una sagoma famigliare che è venuta in bici fino a San Cristoforo due gocce le faccio…grande nonno!! Dai che andiamo, quanto sono lunghi i rettilinei, ma ormai siamo in vista di Errano, ad aspettarmi a sorpresa Marco, un caro amico podista e maratoneta sul serio, a me correre non piace proprio, mi piace solo la 100, la 100 non è una corsa, la 100 è la metafora della vita!! Poche centinaia di metri ed anche la suocera in bici è dei nostri, siamo alle bocche dei canali, altre due gocce….Gabri e Marti, i miei figli, con Syry son venuti con le loro biciclettine fino lì…a questo punto il male che ormai mi accompagna da oltre 80 km non mi ferma più…ci avviciniamo alla Piazza…Gabri e Marti scendono per fare lo sprint di corsa con babbo…Marti nemmeno il casco s’è tolta per paura di non fare in tempo…eccola la piazza, eccoci nonna siamo arrivati, grazie mi hai spinto tu quest’anno, tagliamo il traguardo in 17.37.17, quanti 17 in quel tempo, ma il tempo non è un mio pensiero, l’imortante per me è non mollare e arrivare per ricevere l’abbraccio dei miei cari, non sono un’atleta, sono uno dei matti della 100. Mi mettono la medaglia al collo, facciamo la foto di famiglia con tutti i miei tifosi, mi sfilo il pettorale lo guardo con un po’di malinconia, vado da mia suocera e le dico “questo è per lei”….ce l’ho fatta, io c’ero 4 volte, ma stavolta c’ero per te nonna Angelina…ed anche per te mitico Romans…la 100 è una emozione, la 100 è vita vera, la 100 è un gruppo di amici che spinge l’amico in carrozzina nelle retrovie, Alessandro se la memoria non mi inganna, la 100 è sentimento vero quello che ti fa venire la pelle d’oca e che ogni anno ti fa pensare, ci vediamo l’anno prossimo, anche se correre non mi piacerà mai!

Gloriano Peroni#1917 Faenza

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