Chiedetemi se sono felice?… di Roda Michele

Chiedetemi se sono felice?… di Roda Michele

Chiedetemi se sono felice?

 

La 100 Km più bella del mondo…..una favola con il lieto fine…..perché a Faenza io c’ero!!!!

 

“Il Passatore è come un grosso animale dormiente, sembra così tranquillo e docile ma se ti prendi gioco di lui, se non lo rispetti stai attento perché  si  può svegliare ed è capace di azzannarti in qualunque tua parte del corpo fino ad ottenere la tua resa.”

Tocca a me?!

Infatti, ormai forse manco solo io , nonostante non sia così bravo a scrivere come molti dei quali ho letto le rispettive storie ho deciso che non mi tirerò indietro e vi racconterò la mia magnifica avventura.

L’idea di correre la 100 Km del Passatore nasce lo scorso anno quando nella passata edizione parteciparono due miei amici, i quali di ritorno da Faenza mi raccontarono la loro impresa . Ovviamente ero molto felice per loro perché ce l’avevano fatta, l’avevano domata  e provai un naturale invidia che mi spinse a pensare che ci dovevo provare anch’io…..si l’hanno prossimo la correrò anch’io. Ma si cosa vuoi che sia sono solo poco più di due maratone con un dislivello di oltre 1000 mt da terminare in 20 ore circa, una sciocchezza…..no una follia ma ci devo assolutamente provare!

Quell’idea che per qualche mese mi balenerà nella testolina si concretizza l’11 Dicembre 2018 quando decido di iscrivermi con largo anticipo sfruttando la quota agevolata, compilo la scheda invio i documenti e pago, ormai è fatta, ci sono dentro fino al collo e ormai non posso più tirarmi indietro.

La preparazione che segue da Gennaio e mi accompagnerà all’evento è assai minimal e non fa riferimento a nessuna tabella ma è studiata molto bene: qualche lungo a inizio anno per preparare una maratona che correrò a fine Marzo, la 50 Km di Romagna ad Aprile e un super-lungo di 60 Km in solitaria ed  in completa autonomia  due settimane prima del fatidico 25 Maggio. Beh direi che a questo punto il gioco è fatto…..più o meno.

Arriva inesorabile il grande giorno, ricordo ancora la sera prima l’emozione che provai nel preparare borsa e borsone e soprattutto lo zaino idrico ,quello che sarebbe stato il mio unico vero compagno di viaggio doveva essere pronto quindi carico di qualsiasi cosa mi dovesse servire durante la corsa. Poi sarebbe potuto piovere pensai, infatti era prevista anche la pioggia mannaggia.

La mattina la sveglia è puntata sul presto ma non troppo ,strano ma vero sono riuscito anche a dormire bene cosa che normalmente non accade la notte prima di eventi di quella portata. Colazione, ultimi preparativi poi mi avvio verso la stazione di Bologna(la mia città) e con un velocissimo Frecciarossa in poco più di mezz’ora sono già in quel di Firenze.

Una volta raggiunto il Parco delle Cascine le operazioni di preparazione all’evento sono super-veloci nonostante debba ancora ritirare il pettorale e la fila è interminabile, già mi accorgo di tale grande macchina organizzativa si dispone e in un attimo arrivano le 15:00…..si parte già!!

Inutile dire che la partenza da Piazza del Duomo nel centro di Firenze attorniati da centinaia di turisti curiosi è qualcosa di veramente straordinario ma è un apertura ,il sipario di un viaggio pazzesco che mi sta aspettando, ricco di tantissime emozioni che non scorderò mai. Infatti il percorso che da Firenze mi ha guidato fino a Faenza contiene tutto quello difficilmente si possa immaginare: dalla curiosità e lo stupore iniziali mentre si sale su per Fiesole passando attraverso le prime fatiche per raggiungere Vetta le Croci. Il caldo del centro di Firenze che via via si trasforma in un freddo che ti penetra nelle ossa durante la lunga pausa sul Passo della Colla e la seconda parte della corsa che mi ha regalato nausee e dolori muscolari insieme ad una fastidiosissima vescica sulla piante del piede. Tutto questo non mi impedisce però di trovare la forza  per raggiungere il traguardo di Piazza de Popolo , ce l’ho fatta…..alle 5:25 del mattino seguente taglio il traguardo ma un attimo prima dell’ultimo rettilineo scoppio a piangere come un bambino, sono lacrime di una gioia infinita.

È stata un esperienza incredibile e indimenticabile, ricca di emozioni forti che mi ha permesso di conoscere  quelli che sono i miei limiti e di poterli superare. Un viaggio che mi ha offerto l’occasione di incontrare e conoscere tanta gente ed una in particolare che ora porto nel mio cuore proprio come il ricordo della mia prima 100 Km del Passatore.

Condividi questo post