La mia 100KM DEL PASSATORE di Ilario Simonetta

La mia 100KM DEL PASSATORE di Ilario Simonetta

La mia 100KM DEL PASSATORE 2017 Arrivo a Firenze, questa volta con tutta la famiglia e amici: la mia compagna Cinzia, i miei figli di 9 anni Gioia e Manuel ,Nicola e Sabrina con il figlio Andrea. Nell’altra macchina c’è Luca, anche lui iscritto alla gara, accompagnato dalla moglie Chiara e dal figlio Giovanni. Avverto un gonfiore alla caviglia sinistra indolenzita dalla gara del mese prima, la Milano-Sanremo che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca per il ritiro al 150esimo km. Arrivati nel parcheggio, preso dalla fretta, riesco a chiudermi il pollice della mano sinistra nella portiera della macchina. Incomincio a pensare che il mio viaggio non avrà inizio.Con il ghiaccio secco sul dito vado comunque a ritirare il pettorale 390. Incontro Alessio, amico di corse. Dopo aver mangiato qualcosa tutti insieme ci avviamo al punto di partenza. Il dito mi pulsa e mi annulla il fastidio alla caviglia. Si parte! Sono le 15.00 e la temperatura raggiunge i 35/36 gradi. I miei amici si avviano con un bel passo veloce. Io, memore della mia prima “Passatore” dello scorso anno, la prendo con ritmo calmo ma costante. La strada inizia a salire, ma non provo il patimento dell’anno passato. Sorseggio costantemente acqua e sali. Al 37esimo km Cinzia, Gioia e Manuel con Nicola, Sabrina e Andrea mi accolgono e mi incoraggiano. Mi sento bene, le gambe rispondono ai comandi e, quando avverto dolore alla caviglia, mi premo con forza il dito schiacciato…..incredibile come la mente si concentri sul punto più dolorante e non registri più il male altrove! Proseguo con foga, con la mia clap che mi incita e sostiene. Arrivo alla Colla in anticipo rispetto all’anno passato, mi sento in forze; in discesa aumento la velocità. E’ notte, è buio. Cinzia, Gioia, Manuel, Sabrina, Nicola e Andrea mi superano in auto e continuano a incoraggiarmi. Sono svegli dall’alba e, nonostante il sonno e la stanchezza, si mostrano pieni di energia ed entusiasmo per trasmettermi la loro carica. Mi ritemprano. Raggiungo Marradi e poi Brisighella. La mia famiglia ed i miei amici mi danno forza. Arrivo al cartello di Faenza; Sabrina e Cinzia mi avvertono che Alessio e ‘ passato da soli 3 minuti. Aumento la velocità, lo affianco e… lo supero. Mancano solo 300 metri all’arrivo. I miei figli mi raggiungono a piedi sventolando la bandiera dell’Italia. Corrono a fianco a me a tutta birra, dandomi il passoe portandomi ad accelerare, stimolando in me energie che neanche immaginavo di avere ancora. Raggiungo con Manuel il gonfiabile rosso del fine-corsa, che lui non oltrepassa perchè non gli è permesso. Taglio il traguardo felice, carico di adrenalina, soddisfatto. I miei figli, Cinzia, gli amici sono emozionatissimi ed io più di loro. Quasi con ci credo: 10:36:22, due ore nette in meno dell’anno scorso. 179° assoluto. E’ vero che il Passatore ti ammalia! Eppure l’anno scorso avevo giurato che non l’avrei mai più corsa Ilario SIMONETTA

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