“Tu un giorno farai la 100km del Passatore” di Alessandro Dacroce

“Tu un giorno farai la 100km del Passatore” di Alessandro Dacroce

Se quando ho iniziato a muovere i miei primi passi nel mondo della corsa due anni fa qualcuno mi avesse detto “Tu un giorno farai la 100km del Passatore” lo avrei preso per pazzo e gli avrei pure riso in faccia… Il 28 maggio 2017 ho chiuso la mia 100km.

2015, sto correndo una mezza maratona o qualche altra gara, sicuramente non superiore ai 20km, sono intorno al quindicesimo chilometro e non ho più la forza di andare avanti, sono finito, fiatone e crampi ovunque, quando tra i podisti che ho attorno inizia a girare la voce “Hai visto quello? Ha fatto la 100km del Passatore” tutti con un fare di ammirazione e venerazione ed io “La 100km di che? Qualcuno riesce a correre per tutta quella distanza? Scherzate vero? Ma chi sono questi pazzi?”

Mi rispondono spiegandomi che è una corsa “storica” che parte da Firenze in Via dei Calzaiuoli fino ad arrivare a Faenza in piazza del Popolo, 100km esatti. Un viaggio tra il mistico e l’epico, che ogni anno miete le sue vittime, mi raccontano di atleti che la corrono sotto le 7 ore ( un certo Calcaterra … ahah.. beata innocenza ) e di altri che invece ne impiegano anche più di 18, di podisti così stremati che arrivano strisciando in stile The Walking Dead ed altri che proprio non riescono a finirla.
In parole povere, la gara con la G maiuscola, quella da fare almeno una volta nella vita e in quel preciso istante quando il crampo al polpaccio si fa sentire in tutto il suo dolore e ruzzolo a terra decido che farò la 100km del Passatore.

27 maggio 2017 ore 14 circa, saluto i miei genitori e mi avvio verso la partenza, voglio godermi questa esperienza, il Passatore, da solo, non voglio nessuna distrazione. E’ una sfida che mi sono lanciato e desidero viverla appieno, assaporandone ogni dettaglio dalla partenza fino all’arrivo. Silenzio il cellulare. Mi sento pronto, in forma e voglio arrivare a Faenza.
Il sole batte forte e Via dei Calzaiuoli e gremita di runners che come me vogliono sfidare questa distanza, ma che in realtà vogliono sfidare se stessi, i loro demoni e i loro sogni. L’adrenalina e l’emozione iniziano a farsi sentire, sento il cuore che pompa più veloce, non vedo l’ora di correre.

Così inizia la mia avventura al Passatore, un viaggio ad occhi aperti dove ogni passo è un’emozione, dove ogni pensiero entra prepotentemente nella tua testa e lo devi affrontare, dove la paura di non farcela lascia piano piano spazio alla certezza di arrivare.

Un viaggio fatto di fatica e sudore, ma anche di gioia, sorrisi, divertimento e tanta tantissima felicità. Mi sono spinto oltre i miei limiti, ho affrontato il caldo sulla Fiesole e il buio della notte in discesa dal Passo della Colla, una delle più belle notti che ho vissuto, ho goduto e fatto mio ogni sorriso dei volontari e la vivacità del pubblico mentre ti incita ad andare avanti e ne sono uscito vincitore.

Ho avuto modo di riflettere su tante cose, quando la fatica ti inibisce il cervello il quale pensa solo alle cose primarie come energia e continua a muovere un altro passo per finire questa corsa non puoi campare in aria scuse, devi essere onesto con te stesso e dopo questa esperienza so che ne sono uscito più forte, più desideroso di continuare a spingere per superare i miei limiti, di non mettermi freni, ma anzi di toglierli e lasciarmi trasportare dai miei sogni.

Così fra un pensiero e l’altro, il viaggio si conclude, la meta è sempre più vicina, arrivo a Faenza attraverso Piazza del Popolo e passo sotto il gonfiabile, un’esplosione di emozioni, piango, mi piego sulle ginocchia e mi godo la fine di questa avventura, mi godo la mia 100km del Passatore e già penso alla prossima meta.

Un grazie sentito a tutti i volontari che con i loro modi, i loro visi gioiosi mi hanno accolto ad ogni ristoro.
Grazie all’organizzazione impeccabile che ha reso straordinaria questa esperienza.
Grazie agli amici che mi hanno aiutato chi consigli e suggerimenti e chi accompagnandomi nei lunghi del sabato.
Grazie ai genitori che mi hanno accompagnato ed hanno creduto in me.
Grazie al pensiero felice che mi ha aiutato nei momenti di crisi a continuare 😉

 

 

By Trail,Run and Be Happy ( Alessandro Dacroce )

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