A volte ritirarsi è la cosa giusta da fare

A volte ritirarsi è la cosa giusta da fare

Articolo pubblicato sul magazine online ULTRASPORT Maratone e dintorni di Maurizio Crispi

 

Non sempre tutte le ciambelle riescono con il buco. Non sempre si riesce a portare alla fine tutti i Passatori. A volte cieca e determinazione e resilienza devono cedere a considerazioni più miti e prudenti. Fa le cosa giusta – è il motto a cui ciascun centista dovrebbe uniformarsi. E la cosa giusta, in questo caso, è non sforzarsi a dismisura e ritirarsi, riproponendosi di far meglio ad una prossima occassione.


Questa la prima considerazione al breve scritto di Vincenzo Altamura, siracusano, non certamente matricola della Cento del passatore e delle 100 km in genere, che sabato 24 maggio 2014 si è trovato allo start della 42^ edizione della 100 km del Passatore, ma è uscito dalla gara dopo appena 31 km a Borgo San Lorenzo per problemi gastro-intestinali, insorti sin dalle prime battute di gara.

Con una differenza però, rispetto ad altre volte: quest’anno  Vincenzo è diventato papà di un meraviglioso bambino che ora ha pochi mesi soltanto. E forse il pensiero del piccolo Andrea, a cui sicuramente voleva dedicare una Cento conclusa, lo ha spinto a ritirarsi, ascoltando pe rbene i segnali del suo corpo.
Posso dire di sentirmi perfettamente in sintonia con lui: io addirittura corsi la mia prima 100 del Passatore quando il mio primo figlio giungeva al traguardo dei primi 6 mesi di vita e quella Cento la corsi dedicondale proprio a lui e in uno stato di beata inoscienza arrivai al traguardo di Piazza del Popolo, soddisfatto e felice.
Ma, in alcuni casi,  occorre ritirarsi, anche perchè ci sono a casa quattro braccia ad attenderci per un caldo abbraccio e uno scricciolino che ha bisogno del suo papà adorato.
(Vincenzo Altamura) Eccomi qua.
Nell’attesa di prepararmi a mandare nel mondo dei sogni il bimbo Andrea, è doveroso scrivere quattro righe di questa breve esperienza di corsa (allenamento) del Passatore.
Intanto, ringrazio pubblicamente il mio collega runner di allenamento e avventura Emanuele Miceliper la sua caparbietà nell’affrontare la gara per riportare a Siracusa – per il quarto anno di fila – il Passatore.
Il pre-gara l’ho vissuto rilassato per alcuni aspetti con un clima mite e la temperatura di 24° sopportabile, mentre al contrario non davo importanza a quelle prime avvisaglie allo stomaco che avrebbero condizionata la gara.

Allo start – nella fiorentina Via de’ Calzaioli – eravamo in tre – io, Emanuele e l’ultramaratoneta trail 100 km Ennio Grillo (che si era aggregato all’ultimo momento con grande sorpresona) .
Dopo lo sparo – e fin dalle prime batture – fu evidente che gli altri due avevano un passo in piu’ rispetto me e di conseguenza ho rallentato per poter gestire la gara.
Uscendo dalla periferia di Firenze e proseguendo per Fiesole, il caldo si è fatto insistente e ho notato subito che tutti – o quasi – cercavano acqua per dissetarsi .
Io vado avanti e ho iniziato a fermarmi dal terzo ristoro in poi bevendo solo acqua.
Ancora oggi non riesco a spiegare che cosa sia successo.
L’acqua in alcuni ristori sembrava apparentemente buona mentre in altri ho creduto che fosse poco gustosa.
Comunque a prescindere da queste mie osservazioni, una cosa è sicura che al km 22 circa ho dovuto fermarmi ad un angolo di strada per le forti fitte allo stomaco e nonostante avessi provveduto a disintossicarmi, il fatto si è riproposto tale situazione al km 26.
La situazione si è messa non bene e arrancando sono riuscito ad arrivare a Borgo San Lorenzo km 31.5 in un tempo di 03:44:42 .
Con aspetto poco decoroso e ascoltando la cara runner Inge Poidomani, intenta a cambiarsi per affrontare l’appennino tosco-emiliano, ho deciso di ritirarmi.
A mente fredda, posso affermare che la mia decisione è stata saggia, visto che per portare a termine la gara mancavano 70 km e che, avendo lo stomaco chiuso e disturbato, chissa a cosa sarei andato incontro.
Nonostante tutto chi raggiunge Borgo San lorenzo viene premiato con il riconoscimento della medaglia di bronzo e il diploma ( 1/3 del percorso del Passatore me lo porto a Siracusa).
Rientrare a Faenza è stato semplice, da un lato, prendendo il bus messo a disposizione dall’organizzazione ma complicato perchè per raggiungere il Passo della Colla siamo rimasti bloccati e incolonnati per la presenza delle autovetture degli accompagnatori.
Spesso la montagna e sinonimo di aria pura ma, in questo caso, è solo smog di auto e gomma di frizione bruciata.
Un monito a tutti i runner sprovveduti che ho incontrato in salita privi di lucine ant/post di segnalazione.
Per quanto riguarda Emanuele è tutt’altra storia.
Ha affrontato la gara con spirito di forza visto che è dimagrito mentre gli allenamenti fatti in tre mesi gli hanno consentito di chiudere la gara con un crono di 12:54:49 .
Mi ha raccontato che, distrattamente, era convinto che il cambio d’abiti Borgo San Lorenzo si effettuasse fuori paese e, quindi, avendolo “saltato”, ha dovuto affrontare la montagna con la semplice canotta .
Per rigenerarsi ha dovuto ricorrere 2 volte a massaggi, perdendo ulteriore tempo.
Ci puo’ stare siamo umani ma comunque l’ho visto strafelice e contentissimo perchè ha riportato il Passatore 100 km a Siracusa.
Di Ennio Grillo, che si puo’ dire? Un grande! Ottimo tempo e felice all’arrivo.
Saluto tutti i Siciliani che mi hanno conosciuto in questo breve periodo e che si sono fatti onore.
Si ritorna alla vita comune, speranzosi di rimettersi in gioco per una nuova avventura.
Che cosa ci rimane di questa esperienza?
E’ un’esperienza di vita running da condividere con le persone che hanno voglia di mettersi in gioco almeno una volta nella vita, confrontandosi con una gara di lunga distanza.
E’ bello ritornare a casa e farsi abbracciare da quattro braccia.

del siracusano Vincenzo Altamura

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