Alfio Messina 44° 15h20min 100km 28-29/05/2016 Passatore … (non proprio in questa sequenza)

Alfio Messina 44° 15h20min 100km 28-29/05/2016 Passatore … (non proprio in questa sequenza)

a116e2cfcbaProverò a raccontare ciò che si è vissuto …

Emozioni, ansia, gioie, ancora emozioni, timori, amicizia, dolori, ancora emozioni…insomma EMOZIONI…ma, calma, andiamo con ordine…cominciamo dall’inizio.   

Inutile annoiarvi con i preliminari che parlano di allenamenti, fatiche, ripetute (nel senso che parlavo sempre e solo della 100km) e ansie varie che ti macinano le budella…belli invece sono stati gli innumerevoli messaggi di incoraggiamento da parte di tanti amici…tutti favolosi.

Ed eccoci al famigerato giorno, si arriva a Firenze (con la famiglia) e si va subito a ritirare i pettorali…primo bellissimo incontro con la “dama in abito da sera nero” Annarita (conosciuta precedentemente alla Roma-Ostia) che mi trasmette una carica “a bbbestia” che mi durerà per tutta la gara…bellissimo…(grazie).

Pranzo con Katia (moglie), Roberta (figlia) e gli amici FrancoGarozzo e Giuseppe Militello …e SuperElenaCifali, Salvatore Crudo, Giuseppe Freni e altri amici di amici-runner…ci cambiamo e attendiamo l’ora “X”…facciamo le foto di rito, ne mando qualcuna ai colleghi della Società che “umilmente” rappresento (dopo leggerò che mi hanno seguito durante la gara, postando i vari passaggi)… fa molto caldo (si mori…trad.: si muore) e nessuno si “riscalda” prima della gara, chissà come mai ?Ultime foto e siamo pronti in attesa dello sparo che decreterà l’inizio del nostro “viaggio”.

Ore 15.00…Viaaaa…si parte, cerco nella folla Katia e Roberta, le vedo che ci riprendono, saltello un po’ e poi…si parte. Alcune catene  interrompono due volte, in malomodo, il normale fluire della folla di atleti appena partiti. Arriviamo al primo rifornimento e, udite udite, non c’era più acqua ma the, sali e coca…se il buongiorno si vede dal mattino, penso.

Comincia la prima salita che mette immediatamente a dura prova tutti quanti a causa del forte caldo, si inizia da subito a camminare. Osserviamo i dettagli che la natura ci regala (dovremo poi  rendicontare tutto alla nostra amica Giovanna) e addirittura, vediamo un coniglio a margine della strada che mangia erba tranquillamente…l’avremo disturbato ?!

Arriviamo al ristoro in cima e finalmente si scollina, passando da bei paesaggi al…traffico…ebbene si, causa piccolo ingorgo, dobbiamo  zig zagare tra le auto per riuscire a passare …mah ! Finalmente il caldo non ci opprime più, ci inoltriamo tra alberi e boschi, discendiamo leggeri e arriviamo giù a Borgo San Lorenzo passando da altri ristori con assenza d’acqua (siamo perplessi)…fortuna che riusciamo a supplire con l’aiuto dei  residenti  che ci mettono a disposizione acqua e rinfreschi.

Veniamo raggiunti dalla Family (Katia, Roberta e Andrea arrivato in treno), che d’ora in poi saranno sempre presenti anche se non presenti…pure loro si son fatti il loro “viaggio”.Si vede di tutto…può anche capitare di incontrare una signora con massaggiatore personale a seguito che, su un lettino estratto dal cofano della propria auto, la fa distendere e la massaggia…ahahah… non ci facciamo mancare nulla.

Ricominciano le salite che ci porteranno fino al Passo della Colla al 48°km e pian piano lo scenario attorno a noi si trasforma completamente…il caldo lascia spazio ad una frescura molto umida e la luce al buio della sera…siamo sempre in compagnia, ci si sorpassa a vicenda e si alterna un po’ di corsa alla camminata (e non viceversa) perché ci sono tratti con pendenze impegnative…si sente il rumore dei ruscelli che scendono a valle…si vedono tante “lucine” colorate e lampeggianti che segnalano la presenza dei  runner  vicini.

Ogni tanto ci si incontra con la Family che ci incoraggia, sprona e anche sfotte (dicono che camminiamo sempre) e finalmente alle 22.06 si “approda” al 48° (Re Giorgio era già arrivato da 8 minuti)…ci infiliamo in tenda, mi arriva la chiamata di Giuseppe Militello, rispondo, ma mi rendo conto che gli era “partita”, lo sento correre…ci cambiamo e mangiamo…qualche foto, un video e alle 22.36 si riparte ma, un nuovo “ingorgo” ci ferma,dribbliamo le auto e assistiamo ad una lite tra automobilisti che non trovano un accordo su chi doveva o non doveva passare per primo…bene, proseguiamo.

Si scende, quando poco, quando molto e a volte si risale, cosa che ci sorprende non piacevolmente…si continua ad alternare corsa e camminata… Franco si scopre simpatizzante della camminata, io sto all’opposizione…una fermata per soddisfare bisognini fisiologicie si punta al prossimo ristoro (che per questo tipo di competizione, sono risultati non proprio sufficienti). Un cartello 100mt prima dei ristori ci avvisava che c’eravamo quasi…pane con marmellata, bianco d’uovo, frutta, acqua e un bicchiere di cola (alimentazione consigliata dall’amica Cinzia) che, da lì a poco, ci avrebbe aiutato a fare “il ruttino” (tralascio altri sfoghi che potete ben immaginare ma che è poco gradevole raccontare), dopodiché  si ripartiva a correre.

Obiettivo…prossimo ristoro, così come ci avevano ampiamente consigliato…mai pensare ai km mancanti.  Di tanto in tanto incontriamo la Family nella Punto blu, divenuta ormai il loro monolocale.Ripensiamo a quanti runner abbiamo incontrato, con un braccio o una gamba offesi, inhandbike, un’atleta scalzo,SM75, atleti non proprio “magri”, non vedenti  che si tenevano con un laccio al compagno  ma, che erano lì, anche davanti a noi, per riuscire nell’impresa.

Dico a Franco di aver dimenticato a dirgli una cosa…”stiamo vivendo il nostro sogno”…Franco annuisce e conferma… “è proprio vero”, poi se la prende con le mie gambe dicendo che sono troppo lunghe e mi fanno camminare troppo veloce, io lo insulto (tanto per cambiare) e gli dico di continuare…già da un po’ ormai, deliravamo.

Quando ancora era giorno, ma anche quando ormai eravamo avvolti dalle tenebre, cercavamo di “inseguire” quelle che in gergo abbiamo chiamato “Lulù” (dicasi Lulù donna in pantaloncino-gonna, ribattezzata così alla 0-3000 dell’Etna del 2015) ma invano, comprese le “marciatrici” che, con fare “pimpante”, andavano quasi più veloci di noi che corricchiavamo.

Non mancavano neanche atleti soccorsi e altri che rigurgitavano a destra e a manca…un altro che ha attirato la nostra attenzione perché era disteso a terra, con una ragazza a fianco ma che sembrava non dare segni di vita, poi ripresosi dopo che , con Franco, gli abbiamo parlato un po’ e… consigliato di mandarmi a quel paese se questo poteva farlo sentire meglio (indovinate chi ha dato questo consiglio?).

Ogni tanto facciamo un check-in delle nostre condizioni fisiche e, qualunque sia l’esito, ci diciamo che non dobbiamo dargli importanza…poi più avanti le vesciche ai piedi si faranno sentire ma noi ignoreremo anche quelle. Portiamo al seguito una bottiglietta d’acqua, che riempiamo ad ogni ristoro e che sorseggiamo ogni volta che necessita…quanto abbiamo apprezzato ogni singolo sorso d’acqua !  Nella notte ogni tanto riecheggiava un urlo…“FRAAAANNNNKKKK”, così come ci ha insegnato la nostra amica-runner Olandese Claudia.

La Family ha trovato un posticino in cui fanno panini con la carne di salsiccia e Andrea finalmente ha dato pace al suo stomaco. Ci continuiamo a sorpassare reciprocamente con compagni di viaggio che cambiano di tanto in tanto… Franco è convinto che mi sta “frenando”…in realtà non mi dispiace affatto poter camminare e riprendere fiato…ma non dobbiamo mollare e non lo abbiamo mai neanche pensato. Ai ristori, Franco, ha provato un paio di volte a sedersi ma, dopo mio pronto intervento, ha “volontariamente” rinunciato e ripreso in fretta il cammino (gli avevo già detto che mi sarei fatto odiare e ci tenevo a mantenere la parola).

E’ ormai notte …ci sentiamo col nostro “Mister” Simone per telefono più volte(praticamente ci ha seguiti per tutta la gara). Ci telefona e messaggiamoanche con Claudia, che ci ha tenuto compagnia fino a tarda notte (carissima). Chiamiamo Giovanna e ci ricorda che, anche se non la vediamo, è lì accanto a noi (emozionante). Telefoniamo a Danilo e Maresa  (amici romanacci), perché ci eravamo ripromessi  di sentirci “in notturna” e grido “limortaccivostraaaaco’ a mano arzata” (un virus che mi hanno contagiato in occasione della Maratona di Roma,ahahah). Insomma, sapere di essere in compagnia, oltre che al fidato Franco e alla Family, anche di tanti amici, mi riempie di GIOIA VERA…URLO NELLA NOTTE…UNA GODURIA.

Raggiungiamo i 65km, poi 70 e ristoro dopo ristoro 75 e arriviamo a 80km, ciò significa che il conto alla rovescia dei km non avrà più il 2 davanti…e non è poco. Ricordo a Franco che “il sogno” tra non molto volgerà al termine. Poi 85 e allora scendiamo al di sotto di 15km dall’arrivo…proviamo a prefiggerci un obiettivo, arrivare prima delle 06.00 del mattino (in realtà avevo stimato per le 06.20 circa), questo implica una media di 8 min/km (passo normalmente ritenuto “da lumaca” ma in questa circostanza “veloce” e difficile da mantenere) così, sempre alternando corsa e camminata, continuo a “maltrattare” il mio amico di avventura Franco che, solo perché è un educato “signore”, frena il suo istinto e mi evita un sonoro “MAVAFFANC…” .

Incontriamo molti runner  che, “buttati” sulle soglie di porte o nelle sedie ai tavolini di un bar ancora chiuso, dormono profondamente…penso…ma come mai dato che siamo sul finire…probabilmente “non ne avevano più”. Ormai si intravedono le prime luci dell’alba, vedo un palloncino gonfiato con impresso un sorriso (unaltro particolare da raccontare a Giovanna, penso). Ebbene si…”n’agghiunnaunte pedi  (trad.: si è fatto giorno)” ci diciamo e ci facciamo un bel selfie con dietro il sole che sorge (bellissimo). Quando Franco accusa segni di stanchezza, lo sfotto un po’ ricordandogli che tra solo due settimane, ci sarà la Supermaratona dell’Etna 0-3000…e lui si è iscritto…”cassi tuoi” gli dico ahahah…lui annuisce e farfuglia qualcosa che mi suona come una parolaccia…proseguiamo.

Chiacchieriamo con vari runner che ci troviamo a superare, anche camminando, e arriviamo al km90 dove concordiamo con la Family di vederci ormai all’arrivo…wow ma ci pensi, dico a Franco, siamo sotto i 10km dalla fine…cosa che dovrò ripetergli poco dopo perché, forse, era “poco presente” quando gliel’ho detto la prima volta.Inganniamo la stanchezza dicendoci “cacchiate” tipo…”E’ la prima volta che passo una notte “indimenticabile” con un uomo, senza neanche aver “consumato””…ci facciamo due risate.

Al 92° ripeto a Franco che ormai mancano solo 8km e lui, farfuglia qualcosa il cui significato era che 8km erano tanti da percorrere e che non sapeva come poteva andare a finire…SIGNORI…ve lo dico in gergo…”sulucorpa non ci desi (trad.: ho evitato di picchiarlo)”, ma per il resto è meglio che non scendo nei dettagli delle parole pronunciate…lui sempre da “signore”, ha incassato ancora una volta e ha ripreso a correre…(ripeto, dovevo mantenere la parola data…dovevo farmi odiare…ahahah).

Solo dopo sapremo di non aver visto la rotonda con la statua del Passatore a circa 1,5km dall’arrivo, ma in quel momento, tutto era possibile. Ed eccolo là, il cartello del 99° km …Siiiiiiii… chiediamo ad una signora di farci una foto e ne verrà fuori una che rappresenta “due bimbi felici”.

Poco dopo cominciamo ad intravedere il gonfiabile e tutto il resto che significava “SIAMO ARRIVATI”…chiedo a  Franco se mi darà la mano o se la cosa era troppo “da gay” per lui (ridiamo ancora una volta) e già a 50mt dall’arrivo sto piangendo dall’emozione, cerco i “miei”, li vedo che  ci fotografano, ci riprendono, oltrepassiamo l’arrivo  tenendoci per mano con le braccia alzate, ci abbracciamo e piangiamo come due bimbi (anche mentre scrivo, ripensandoci, mi tornano le lacrime agl’occhi…e anche mentre rileggo a Katia)…ci ringraziamo a vicenda, non ci sembra vero, abbraccio mio figlio Andrea piangendo, poi Roberta e poi Katia… “i miei amori”, ” la mia vita” … che mi hanno dato la forza per fare tutto ciò.

Ritiriamo la medaglia, il trittico di vini, il diploma e i borsoni…mangiamo qualcosa, facciamo delle foto…ANCORA NON CI SEMBRA VERO…abbiamo fatto 100km? Ci siamo riusciti? E’ finita?

Si  Si  Si  Si  Si  Si … INFINITAMENTE Siiiiiiiiiii  !!!!!!

Il viaggio è finito, siamo riusciti a portarlo a termine  e non lo dobbiamo solo alle nostre forze o a Giuseppe Militello che l’anno scorso ci ha messo questa pulce nell’orecchio, ma anche a tutti coloro i quali, con un gesto, una parola, un abbraccio, un consiglio, un pensiero,  un sincero “dajeee”, ci hanno supportato e hanno creduto in noi…

UN GRAZIE “SINCERO” A TUTTI !!!

 

Alfio Messina

 

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