C’ERO ANCH’IO….

C’ERO ANCH’IO….

…Sono passati 3 giorni dalla “notte magica”del Passatore ed ecco che è arrivata,puntuale,la sensazione di vuoto,di “malinconia”,difficile da spiegare,ma è la stessa che mi ha preso dopo la prima Monza/Resegone. Dopo il frastuono di complimenti,emozioni,racconti,dopo l’euforia…ecco il senso di vuoto,la mancanza di qualcosa,un nuovo obiettivo,un motivo per continuare a correre.. In effetti era da gennaio che si correva pensando solo al Passatore:quasi 1100 km distribuiti in maniera più o meno sensata.Tanti km nelle gambe che mi hanno dato la “quasi”certezza che fisicamente potevo farcela (della serie: studiato ho studiato.. poi si vedrà!)

Il dubbio era la testa: reggerò per così tante ore? Sì ma: quante ore?
Io dicevo che se l’avessi finita in 12-13 ore sarei stata più che contenta:per usare un’espressione alla Ziolanda mi sarei “segnata col gumbet”(ossia avrei fatto il segno della croce col gomito!)
Vabbè…
Intanto arriva il grande giorno:24 maggio 2014!
Firenze, piazza della Signoria: tutti pronti e allineati alla partenza noi del “gruppo Passatore”. In ordine: Franco, Lorenzo, Maurizio (l’unico che l’ha già fatto), Omar, Pietro e io (Vittoriana)!
Ci salutiamo, ci scambiamo scaramantici auguri e ci diamo appuntamento a Faenza o al Paesello, in previsione di tempi d’arrivo diversi e… distanziati!
I primi km li corriamo tra alcune delle meraviglie di Firenze: Palazzo Vecchio, il Duomo, il Battistero, la torre di Giotto che svetta.. il tutto reso ancora più bello da questo cielo turchese:anche se qualche nuvoletta oggi ci avrebbe fatto comodo!!
Al quinto km inizia la prima salita che,con una strada asfaltata (è tutta strada asfaltata quella del Passatore!!!), ci porterà alla splendida cittadina di Fiesole dalla quale si gode una vista mozzafiato su Firenze, dominata dalla cupola di Santa Maria del Fiore.
E’ a Fiesole che incontro per la prima volta mio marito Enrico e la Betty-moglie di Franco-che ci seguiranno in macchina.
Sulla salita verso Fiesole incontro quella che sarà un po’ la mia guida in questo viaggio: il mitico Andrea, noto alpinista, noto centista: uno che ha fatto le corse e le scalate più assurde in ogni parte del mondo, uno che di storie da raccontare ne ha un sacco. In effetti i primi 30 km in sua compagnia volano via che è un piacere!
Su consiglio di Andrea prendo i sali con l’acqua: so che non li digerisco ma Andrea dice che l’acqua disseta ma non ti impedisce di disidratarti..sarà! Sta di fatto che dopo il 20°km inizio ad avere strani dolori addominali..
Quando arrivo a Borgo San Lorenzo corro incontro a Enrico, cerco i bagni, non sto bene… qualcuno dirà che sono ” verde come un kiwi”! Quando prendo il bicchiere nel quale avevo sciolto sodio e potassio mi rendo conto che non posso berlo.. mi siedo un attimo: mi gira la testa. Cosa faccio? E’ già finita?! Mi alzo, barcollo un po’e mi avvio lungo la strada che inizia a salire dolcemente: dico a Enrico che al limite lo chiamo!
Cammino piano tra la gente che applaude chi corre e, forse, non sa come reagire quando passo io -verde e barcollante-.. Incitarmi?! ..mancano solo 70 Km!! ..qualcuno applaude!
Io avanzo piano in compagnia di cupi pensieri. Sono quasi decisa a mollare:cosa faccio? Ritento l’anno prossimo con la mia amica Antonella?.. con che spirito farei ancora la preparazione?! ..con che spirito uscirei ancora a correre! ..E ai miei figli cosa dico? Al primo ostacolo ho mollato.. proprio a Richi che mi aveva chiamato prima della partenza per dirmi che aveva preso un bel voto a scuola?! Penso alle parole che mi aveva scritto Antonella il giorno prima, a chi mi aveva addirittura acceso un lumicino alla Madonna!! Penso alle parole di Maurizio: in una 100 è inevitabile che arrivi una crisi: poi passa!
E intanto passo dopo passo avanzo:lentamente ma avanzo!
E vedo Omar: lo chiamo. Lui rallenta, cammina un po’con me, poi mi invita a corricchiare: ci provo ma non riesco a stargli dietro. Lo lascio andare!
Fortunatamente per tutto il percorso non ho mai pensato ai km che mi mancavano: sarebbe stata la fine!!
Quando cercavo di immaginarmi come avrei vissuto il Passatore pensavo a un cammino, a un viaggio con me stessa.
Allora ho finto di essere sul Cammino di Santiago, che prima o poi vorrei fare…camminando! Così ho camminato tranquilla ammirando il paesaggio: bellissime le case d’epoca che ogni tanto sbucavano qua e là tra la vegetazione,le macchie di verde che a tratti diventavano più fitte cambiando quasi colore.
Piano piano passo dai ristori e bevo solo acqua: provo a prendere un cracker ma mi si impasta in bocca. Mi sorpassano in tanti..ho l’impressione che mi sorpassino tutti!! Cerco di allungare il passo ma continuano a sorpassarmi..
Poi la salita inizia a impennarsi:siamo quasi al 40°. Mi avvicina un tipo che si preoccupa vedendomi camminare da sola.. chiacchieriamo per un po’.
Il mio passo si allunga sempre più:riconosco il mio passo da montanara!
Inizio a sorpassare gente. Il ragazzo che mi ha fatto compagnia per qualche km dice che aspetta la sua amica.
Io mi sento rinascere.
Il cielo ha cambiato colore… probabilmente anche la mia faccia!
Al primo ristoro mangio pane e mortadella (un pezzettino!!), acqua e via! Al passaggio della prima maratona passo davanti a un gruppo di runners che si meravigliano del mio passo.
Sto benissimo. Con questa andatura arrivo sotto la Colla dove mi aspetta Enrico. Mi cambio. Gli metto fretta: anche la foto mi fa!
E poi salgo ancora. Vedo un sacco di gente, il pullman.. ma non realizzo di essere arrivata (dicevano che alla Colla non c’è spazio..per le macchine però!)
Squilla il cell: è Andrea. Ha trovato Omar che gli ha detto del mio pessimo stato. Mi aspetta alla Colla. Gli dico che mi mancano 2-3 km. Mi aspetta comunque!
Chiedo a qualcuno quanto manca alla Colla: ma è questa la Colla!!!
Non riesco a richiamare Andrea. Lo cerco disperata tra la folla. Continuo a passare e ripassare tra runners in mutande che si cambiano:faccio pure la figura della guardona! Passo dal ristoro: eccolo che si sta facendo riempire una piadina con la mortadella: grande Andrea!
Omar è già sceso da un po’ Io e Andrea ripartiamo insieme: in effetti ci siamo lasciati 20 km fa!
Ora inizia la discesa:la mia passione! Ma Andrea non mi conosce e continua a frenarmi “Rallenta se no all’80° ti raccolgo col cucchiaino”. Io ubbidisco. Lui il Passatore l’ha già fatto 23 volte: devo solo ascoltarlo!
Intanto il cielo è diventato blu scuro e le stelle iniziano a illuminare i tratti di strada più bui.
Andrea mi illustra tutto ciò che sta intorno: il fiume, la ferrovia, i paesini che ci aspettano alla prossima curva… io non vedo una mazza: immagino! E corro, Che bello!
Tra un po’ arriveremo alla “Fonte della vittoria”. L’hanno battezzata così Andrea e sua sorella: bere l’acqua di questa fonte ti garantisce la vittoria! Non mi sembra così buona come l’aveva descritta Andrea, ma se ci penso adesso devo dargli ragione: è l’acqua più buona che io abbia mai assaggiato!
E da lì è un continuo crescendo: le gambe girano da sole, ho voglia di andare. Andrea dice che se andiamo avanti così mi porto a casa il Passatore in 14-15 ore… Cosa?!? Così tanto? Penso tra me ma non dico niente. Mi manca ancora una maratona: non posso dire niente!
Ma vado via troppo bene, non posso rallentare. Penso di aspettare Andrea al prossimo ristoro. Arrivo.. come faccio a fermarmi ad aspettare? Mangio un biscottone col te e riparto. Non so dove mi trovo. So solo che continuo a sorpassare gente Passion Pit passiamo da un paesino e qualcuno urla “brava” a una tipa bionda che mi precede di qualche metro. La sorpasso: lei non mi molla. Aumento e lei mi segue. Poi lascio che mi affianchi e dico “brava”! Ci scambiamo qualche complimento. “Dai che ci tiriamo a vicenda!” Andiamo avanti per un po’ poi mi dice che rallenta per recuperare.
Continuo a volare sulla strada buia. Cerco di illuminare la striscia bianca col frontalino che non fa una gran luce.
Vedo un cartello: Brisighella-Casale… ci sono un sacco di frazioni prima di entrare in Brisighella!
Chiamo Enrico e dico che sono a Brisighella: “Un’ora e mezza e arrivo! “Vista l’espressione del tipo che sto sorpassando chiedo quanto manca a Faenza: “Una ventina di km.”
“OK Enrico due ore e arrivo!”
Poi realizzo: dopo 80 km forse è un po’ azzardato pensare di fare 20 km in due ore!! Nel frattempo Franco è arrivato: 10 ore e 6 minuti: grandissimo!!
Arrivo nella piazza di Brisighella (non ricordo di aver fatto la salita per arrivarci ma pare che ci sia!) Mangio qualcosa e via di nuovo.
Prossima meta Errano.
Non mi è mai successo di fare gli ultimi km di una corsa con tanta leggerezza (non avevo mai corso più di 60 km).
Era come se non volevo che finisse!
Tanti mesi di preparazione, tanti km, tanta fatica, tante paure… E’ già finita? E’ stata un’esperienza bellissima, unica: proprio un bel viaggio!
Forse ha ragione chi dice che il Passatore è la più bella di tutte le 100 ..anche se per ora è l’unica che ho fatto!
..Ho scoperto che forse la 100 è la mia corsa: io “vengo fuori”sulla distanza (se questa fosse stata una maratona sarebbe stata un disastro!!)
Intanto arrivo a Faenza in piazza del Popolo: c’è ancora gente che fa il tifo, a parte il mio Enrico e Franco e la Betty che magari hanno voglia di andare a casa!
Allungo la falcata e passo raggiante con un sorriso a 40 carati sotto il gonfiabile dell’arrivo!
…E adesso?!?
So che si può andare oltre!
….Dimenticavo: l’ho finita in 12 ore e 17 minuti: strafelice

Vittoriana Motta

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