È il viaggio, non la meta, ciò che conta.. di Gabbini Emanuele

È il viaggio, non la meta, ciò che conta.. di Gabbini Emanuele

È il viaggio, non la meta, ciò che conta.
Questo scriveva T. S. Eliot.
E se è vero come è vero che un modo saggio di vivere è calpestare le orme dei giganti, faccio mio il pensiero di un premio Nobel e – forse un po’ controcorrente – mi sorprendo a scrivere che l’arrivo in Piazza del Popolo, sebbene sia sempre un momento molto emozionante, non è l’immagine del Passatore che più frequentemente popola i miei pensieri.
Quale sia questa immagine è difficile affermarlo con certezza. Ce ne sono molte, davvero.
Ad esempio: c’è un passaggio, a Razzuolo, a poche decine di metri dall’ultimo rifornimento prima del Passo della Colla, che è da sempre il mio preferito. 
La strada, già da molti chilometri in salita, si inerpica ulteriormente lungo un tornante e quindi sopra un ponte. Da lì guardando verso destra si vedono in basso i compagni di avventura poco distanti, tanto che con alcuni di essi si scambieranno fugaci battute sorseggiando un tè caldo poco dopo la chiesa del paese.
Saranno le ultime perché per arrivare al Passo ci attendono i quattro chilometri più duri della salita e per quanto mi riguarda di fiato per scambiarsi battute non ne rimane.
Ecco, mancano molte ore a Faenza e già cerco nello zaino la luce frontale che mi guiderà in discesa, nella notte.
Eppure mi viene sempre da sorridere.

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