GIU’ IL CAPPELLO

GIU’ IL CAPPELLO

Io è il mio amico “fraterno”, avevamo un sogno…un sogno lungo 100km..
Ebbene alcune volte i sogni diventano realtà, non una realtà “virtuale” fatta di computer, di play station o altro, ma una realtà fatta di sacrifici, allenamenti, momenti di esaltazioni mista ad attimi di frustrazione, non solo podisticamente parlando.

Il nostro sogno, o meglio il miraggio del mio amico, che ho fatto mio piano piano, lui ha avuto il merito di crederci da subito.
Si chiama PASSATORE!!
Abbiamo iniziato gli allenamenti subito dopo l’estate scorsa, con una sola data in testa 25 maggio 2013.
Abbiamo corso una maratona al mese da Novembre a Maggio con discreti risultati, siamo migliorati tantissimo sia fisicamente che psicologicamente, le ultra maratone come mi ha detto un “vecchio”marpione che nel nostro ambiente chiamiamo “dinamite”si fanno 50%testa 50%gambe.
Abbiamo corso, faticato, sudato, con vento, pioggia, sole, neve, ma anche se stavamo sempre insieme lungo il percorso, le emozioni che abbiamo provato e condiviso non potremmo mai dimenticarle e sono nostre  fin nel profondo dell’anima.
Siamo partiti la mattina del 25 maggio alle 7 con il treno da Napoli e alle 10:30 stavamo a Firenze.
Il tempo non prometteva niente di bello, infatti appena scesi alla stazione già pioveva e questa pioggia ci ha accompagnato fino a Faenza.
Durante il viaggio verso Firenze abbiamo incontrato altri “colleghi” che ci hanno subito riconosciuto e così loro con noi.
Abbiamo chiacchierato della nostra avventura,loro ci avevano già provato lo scorso anno,per noi era la prima volta.
Siamo andati a ritirarci il nostro pettorale sotto una pioggia battente e fredda..e già si incominciava a sentire la tensione pre-gara.
Abbiamo pranzato con pasta in bianco e prosciutto, sotto i portici di Firenze,insieme ad altre persone,mentre il tempo non accennava a migliorare anzi incominciava anche a fare più freddo.
Finalmente alle 15 in punto la Partenza.
Senza nemmeno parlare,bardati come astronauti dalla testa ai piedi, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto:”Faenza stiamo arrivando!!!”
Con qualunque condizione e con qualsiasi tempo.
Partenza con una pioggia incessante, ma con la consapevolezza di essere là e di godere di quel momento, abbiamo affrontato i primi km con tranquillità e serenità consapevoli di sostituire questo stato d’animo con uno meno tranquillo verso la seconda parte della gara.
Giunti al31 km verso Borgo San Lorenzo, le sensazioni positive non erano cambiate.
Adesso iniziava la salita, 18 km verso il famoso e temuto Passo della Colla,le condizioni meteo erano sempre quelle:pioggia..
Arrivati sulla Colla bagnati e infreddoliti, avevamo previsto il cambio di scarpe e degli indumenti,siamo andati a recuperare il nostro zaino in una tenda dove c’era fango e buio, avevamo freddo..per cambiarci ho chiesto ad un signore se potevamo farlo in un pullman, quelli dei ritirati, e così abbiamo fatto..
Un particolare che non potrò mai più dimenticare ė quello del freddo, infatti non riuscivo a bere il tė in quanto mi tremavano le mani.
Abbiamo perso un po’ di tempo, più di 40 minuti per rivestirci e ripartire.
Giù per la discesa ancora freddo e pioggia, buio e pila in mano ci siamo diretti a Marradi, le gambe erano dure ma eravamo più duri noi, decisi e concentrati di arrivare.
Si sa l’ultra-maratoneta sfida se stesso ed è una gara contro i propri limiti e i propri confini.
Arrivati a Marradi, come diceva”dinamite”
telefonicamente adesso ė finita gestisci i tuoi sforzi e vai fino alla fine.
La testa c’era le gambe no, infatti volevamo accelerare ma la nostra velocità non migliorava,così abbiamo deciso di alternarci per il passo, 2km andavo io avanti e Fulvio seguiva e viceversa.
Al 76esimo km, San Cassiano, c’erano poche persone davanti a noi.
Alcuni di loro ritiravano il diploma di partecipazione, ci siamo fermati al ristoro, ho preso dei sali e del tė caldo, ma non ho bevuto quasi niente, il mio corpo non voleva più niente, la mia mente invece voleva arrivare a Faenza e nel frattempo continuava a piovere.
Dopo 12 km corsa “alternata”ecco il cartello:Brisighella, quindi facendo due calcoli mancavano più o meno 12 km a Faenza.
Dodici km, il nostro giro “piccolo”di allenamento,dicevo con Fulvio, dai siamo arrivati! e ad ogni km trovavamo un punto di riferimento per correre con motivazione, ma erano 12 km dopo 88 di corsa sotto una pioggia battente e un buio nero..
Finalmente alla rotonda di Brisighella, gli organizzatori avevano sistemato la statua del Passatore Io e Fulvio ci siamo tolti il cappello e abbiamo salutato (realizzato) il nostro Sogno.
Dopo poco siamo arrivati al traguardo dei 100 km stremati, contenti ma soprattutto soddisfatti  dell’impresa.
Per la cronaca abbiamo chiuso la gara in 13:32 pettorale 1125 e 1226.
Ma questi sono solo numeri.

Alfonso Persico

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