HO UNA 100 NEL CUORE

HO UNA 100 NEL CUORE

Ho una 100 nel cuore, c’è arrivata qualche anno fa, s’è accomodata li e poi da li è partita ed è entrata in circolo in tutto il corpo.

Ufficiosamente la pulce casca nell’orecchio nel settembre 2009 post mezza di Bergamo,  un’altra ci casca a Reggio 2011 quando incontro Paolo (ci si incontra al 35°km quando entrambe decidiamo di camminare e nel chiacchierare esce il Passatore).

Ufficialmente tutto parte a novembre 2012, ufficialmente la testa scoppia a novembre 2012. E’ un attimo e tac sono iscritta alla 100km del Passatore, da li in poi verrà chiamata l’Innominabile (come definita dal mio amico Paolo, il primo a sapere) perché mi sono iscritta in segreto, perché non so se ce la farò nemmeno a prepararmi e se una volta partita riuscirò mai ad arrivare…e perché è una corsa che merita rispetto. La volevo perché come mi dissero,  “una volta nella vita una 100 è da fare” e “per sapere cosa si prova bisogna solo provare”…verissimo.

Da novembre in poi, in ogni corsetta fatta ci sarà un pizzico di Passatore, la preparazione è impegnativa in particolare gli ultimi mesi, anche perché c’è la vita quotidiana che non sempre si riesce a lasciare a casa quando si esce a correre. Non seguo tabelle specifiche, perché il mio spirito in tal senso è un po’ naif, ovviamente mi informo perché naif non significa volersi del male e fare le cose senza senso…la mia idea per ogni corsetta è divertirsi e arrivare sulle mie gambe, e il giorno dopo camminare come il giorno prima. Così posso godere di ogni cm corso, così amo la corsa.

Finalmente arriva il tanto sognato giorno della partenza.

Con il mio zaino parto in treno per Firenze…YEAAAAA finalmente. Arrivo ed il meteo è confermato, temporali temporali temporali…bene fa niente tanto so nuotare J Ritiro pettorale (agitazione, tensione e felicità…calma calma) e poi mi incontro con il mio amico Paolo e con il suo gruppo. Via a mangiare un bel piatto di pasta e poi ci si prepara. Preparazione delle borse con agitazione annessa che fa aprire e chiudere le borse 100 volte (non di più perché siamo alla 100 J), alla fine non ci capisco più niente e spero di ricordarmi dove ho messo le cose e d’averle distribuite nel modo giusto…fortuna ho solo due borse!! Consegniamo le borse zizzagando fra pozze, concorrenti e turisti. Bene ci siamo e in un attimo siamo pronti per partire, già quasi fradici.

Via si parte (sai che parti ma non sai se arrivi)…”Nella ci siamo dai!!!”. Partenza spettacolo in centro a Firenze, e quasi senza accorgersene si inizia la salita che porta a Fiesole. La immaginavo meno ripida, ma va bene, con calma senza esagerare si sale tra una chiacchierata e l’altra, tra un panorama e l’altro. Paolo mi è sempre accanto e lo sarà fino alla fine, un grande spirito il suo perché senza di me sarebbe arrivato sicuramente prima, e io invece senza di lui sarei sicuramente arrivata dopo.

Arrivati alla prima cima e via si scende pian piano in direzione San Lorenzo tra acqua e squarci di un bellissimo sole, lo stesso che sarà dentro di noi lungo la lunga notte (J).

Bene ecco San Lorenzo, si sale per il passo della Colla, pian piano un pò correndo un pò camminando, perché anche se ce n’è la corsa è ancora lunga. Il mio obbiettivo è quello d’arrivare in cima e poi vedere come starò e decidere…anche se forse ho gia deciso…avanti.

Arriviamo in cima al passo, nebbia, freddo e buio, via di corsa a cambiarsi, io perdo un sacco di tempo (almeno 30 minuti e Paolo paziente mi aspetta), sono lenta pure a cambiarmi ma mi devo cambiare…troppa acqua, Faenza è lontana e la notte è lunga. Mani congelate e fatico pure a riallacciarmi le scarpe, fortuna che al ristoro c’è il brodo caldo(MITICI).

Si riparte e giù, arriviamo al 55°km e io resto in silenzio per i successivi 5km…mi sto avvicinando al mio chilometraggio massimo, ossia i 60km….oltre non sono mai andata. Passato questo, la testa ritorna tranquilla. Le gambe vanno nonostante il sonno e la stanchezza, stanchezza strana mai provata così…stanchezza che poi sai esserci ma non senti più, perché sei troppo stanca per sentire J. Ma le gambe continuano ad andare…beate loro. Alle 2 e mezza di notte dico a Paolo “…ti prometto che corro ma io adesso chiudo gli occhi dormo un po’”, che ridere fortuna che mi risveglio grazie al caffè che troviamo nei ristori e soprattutto grazie alle risate che comunque ci facciamo e alle cantatine (vedi “ci son due coccodrilli”). Durante la notte poi cerco di tenere svegli i miei amicici che sono a casa, li chiamo uno ad uno e gli dico “svegliaaaaaa che state correndo anche voiiiii”…il pensare a loro mi supporta in questa lunga notte. D’altronde mi hanno sempre supportato e sopportato in questi mesi di preparazione, come in tutti questi anni J Penso che li senza di loro non ci sarei mai arrivata così.

Bene, l’acqua intanto continua a scendere. E’ indescrivibile la sensazione di correre per ore sotto l’acqua immersi nel buoi pesto. Ma noi andiamo avanti. Un pò di saliscendi e Faenza non la si vede mai. Un paio di crisette mentali superate grazie a Paolo e viaaaa…l’ultima di rilievo a 10km dall’arrivo…possibile che dopo 90km ti dici “ma 10km sono tanti cavolo!!!!” ahahah pensarlo ora mi fa ridere…però gli ultimi 10 sono proprio lunghi. Dal 95 in poi guardavo anche i metri, mi ripetevo i km successivi, e finalmente si vede Faenza a 2km dall’arrivo e in mezzo alla rotonda ecco il Sig. Pasatore che ci guarda, “ciao ciao Passatore” le mie parole non sono state esattamente queste ma il pensiero si. L’ultimo km mi pare di volare e volo, il mio cuore vola alto e leggero, felice perché ce l’ho fatta perché ce l’abbiamo fatta. Fine…o meglio inizio e avanti.

Peccato sia finita, perché nel “mio mondo” e nella corsetta io sono felice e sto bene…sarà per questo che mi piacciono le corse lunghe, perché più tempo passo correndo, più tempo vivo nel “mio mondo” J

Tanti altri pensieri, emozioni e dolori sono passati in questa 100km, tanti indescrivibili, per questo si dice che per sapere cosa si prova bisogna provare…e poi, per ognuno sarà sicuramente tutto diverso.

Grazie a Paolo per avermi accompagnato, grazie ai miei amicici per esserci, grazie ai compagni di Paolo per avermi ospitata per il cambio in cima alla Colla, grazie al Passatore, grazie agli altri concorrenti, grazie agli organizzatori bravissimi, grazie a tutti i volontari in particolare grazie ai volontari dei ristori che ci hanno coccolato SPETTACOLARI

GRAZIE INFINITE PER QUESTA AVVENTURA.

 

Nella Mazzoleni

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