Il mio Passatore 2017 di Claudio Bellato

Il mio Passatore 2017 di Claudio Bellato

Il mio Passatore 2017 Claudio Bellato

Partiamo da Mestre come al solito con Italo. Aspettando il treno conosco Enrico ed Alessio, due amici di Paolo. Noi siamo rimasti in tre dopo il forfait di Giuseppe e Graziano, siamo io Paolo e Angelo. È il mio quarto Passatore e il sogno è sempre quello di stare sotto le dieci ore.
La preparazione è stata così così, pochi lunghi e nessun lunghissimo, per via del gesso alla mano e dolore al tendine d’Achille. In compenso il mese di Aprile ho fatto più di 500 km e questo un po’mi rassicura.
Lascio a casa tutti i problemi e i pensieri che ultimamente un po’mi assillano,voglio solo correre e divertirmi.
Arriviamo a Firenze verso le 11.
Abbiamo come sempre mangiato in treno.
Fa caldo e mi sa che moriremo tutti già dopo pochi km….
Presi i pettorali come ogni anno ci appartiamo al fresco sotto i portici e cerchiamo di rilassarci seduti x terra.
Il tempo non passa mai.
Finalmente arriva l’ora di andare alla partenza. Qui la calca è parecchia ma riusciamo ugualmente a metterci abbastanza avanti, sperando di non rimanere imbottigliati al via.
Piano piano arrivano le 15 e si parte.
Non amo le partenze,troppo casino e frenesia da parte di tutti.Sembrano tutti fenomeni….avremo tempo x calmarci tutti, questo è sicuro.

Parto tranquillo e arrivo al primo ristoro senza quasi accorgermene. Bevo sali e acqua. Fa caldo. Comincia la salita verso Fiesole e qui il gruppone comincia ad allungarsi. La salita si fa sentire e anche il caldo …
Verso il sesto km vedo Paolo poco davanti e lo raggiungo. Da li fino al sessantesimo correremo praticamente sempre assieme.
Paolo è un buon compagno di corse,di poche parole come me, abbiamo anche lo stesso ritmo e non ci stressiamo con discorsi inutili, pensiamo al sodo,correre e correre.
Finalmente Fiesole arriva e ora si punta vetta le Croci dove ci aspetta un tifo esagerato con gente che ci incoraggia e incita, tutto molto bello, siamo al km 16 circa, sto bene, il caldo sembra diminuire, ora è discesa dolce fino a borgo San Lorenzo. Il tratto che precede borgo San Lorenzo non è il massimo, molto esposto al sole e con parecchio traffico, è la parte di percorso che mi piace meno. Comuque sia arriviamo ed è festa grande,il paese è in festa come cantavano i Giganti. Siamo contenti e ancora molto ottimisti. Siamo al km 31 e corriamo da 2h47’.
Ristoro + gel e si riparte, approfitto di una doccia casalinga per rinfrescarmi, tutto bene, andiamo. Incomincia la salita, quella vera.

Con Paolo siamo d’accordo che io vado poi lui in discesa mi prende, ma non è così. Andiamo su assieme, fino al ristoro di Panicaglia, poi arriva Ronta, km39, e da lì sò ca..i, si sale su, sempre più su, fino al 48km non molla mai.
Con Paolo decidiamo di alternare corsa a camminata,per non distruggerci le gambine del tutto e così andiamo avanti.
Finalmente siamo al Colla,48km,913mt di altitudine,4h42’.
Come da strategia non facciamo il cambio e facciamo solo ristoro normale +gel. Siamo stanchi ma ancora ben determinati ad andare avanti.
Ora si scende, all’inizio discese abbastanza ripide, poi più dolci, si arriva a Casaglia, ristoro veloce ma mi rendo conto che sto perdendo colpi, ho mal di testa e le gambe cominciano a mandarmi aff*****o. Avverto Paolo che è meglio che lui vada col suo ritmo, ma lui insiste che passa tutto, di tenere duro, e andiamo. Arriviamo al ristoro di Crispino, km 56, e qui la mia crisi raggiunge l’apice. Convinco Paolo ad andare e io mi ritrovo li, con le gambe da buttare, nausea e mal di testa, voglia di correre zero….so ndá , adios…mi dico che sono un de*****te, che ca..o mi iscrivo a ‘ste corse?Co****ne.

Bon desso cossa fasso?
Ora io non so cosa succeda a volte nella mia testa,ma comincio a pensare che è una maratona,manca una maratona all’arrivo.
Bon, una maratona la so gestire, l’ho fatta tante volte,bene, é già qualcosa.
Raccolgo quel che resta delle mie gambe, ginocchia doloranti e piante dei piedi desfase, e riparto, piano piano, intanto andiamo, è una maratona.
L’obiettivo ora è Marradi, 65km,è dura, ma non mollo, corro piano, non cammino. Marradi arriva, ristoro+gel, non mi fermo a riposare ma vado,riparto subito.
So x esperienza che se mi fermo troppo non riparto più…
Obiettivo ora 70 km, sto male ho nausea ma corro, piano ma corro. Nel frattempo è arrivato il buio e mi sono attrezzato con la luce frontale che tenevo nel marsupio da 6h e mezza.
Bon arrivo bene o male al 70°km. Ristoro e via subito. So che ora viene la parte peggiore per me, dal 70°all 80°, ogni anno qui x me è un’agonia, e poi se arrivo all’ottantesimo poi manca relativamente poco …
Tengo duro, corro e corro, sto male ma deve arrivare l 80°!!! Salto perfino il ristoro,non ho voglia di niente.
Arriva l’ottantesimo e qui comincio ad essere un po’ più ottimista, secondo i miei conti le 9h59’e fattibile, ora non mollo più!!!
Ristoro al volo e riparto felice(!!!), obiettivo Brisighella 88°km.
Corro meglio ora, non so perché ma da qui a Faenza sarà un costante aumento di velocità, sono contento, posso farcela.
Arrivo a Brisighella in 8h42, il paese è in festa, i bambini mi danno il 5, sono​ euforico, ormai pare proprio fatta.
Riparto e mi sembra di andare a 4 al km.In realtà vado molto più piano ma la sensazione ê quella.Decido da subito che salterò l’ultimo ristoro,punto Faenza, c’è solo Faenza ora nella mia testa.
Arrivo “volando”al 95° e qui incontro Paolo un po’in crisi che cammina.
Lo affianco e lo incoraggio a correre con me: ”dai Paolo che arriviamo assieme” lui mi dice che ha male le gambe ma ci prova e corriamo assieme fino alla rotonda dove si vede il Passatore che ti guarda severo. Qui si ferma, non ce la fa. Ci salutiamo, ormai manca poco , c’è il lungo rettilineo finale 97,98,99….ci siamo, incrocio, si gira a sx, vedo l’arrivo in fondo, è fatta è fatta, aumento ancora e passo il traguardo contento. Posso smettere di correre, mi fermo, non devo più correre, è finita finalmente.
Mi mettono la medaglia, mi fermo ancora qualche secondo a guardarmi le gambette….grazie gambe, grazie, vi amo. Chiudo felice il mio quarto Passatore in 9h44’ non piango ma non manca molto, sono le 00:44.

Mangio qualcosa mentre arriva Paolo che chiude in. 9:47, ci abbracciamo e ci diciamo mai più, questo è l ultimo, troppa fatica, troppa. Ci sediamo su due sedie messe lì per i moribondi e lì per almeno 15 minuti sto male, ho freddo e mi gira la testa, sono distrutto. Qualcuno dell’ organizzazione ci vede in difficoltà e ci mette un asciugamano sulle spalle. Ho amato quell’asciugamano. Il caldo procurato dall’asciugamano mi tranquillizza e forse mi addormento per qualche minuto. Paolo mi sveglia, sto un po’meglio, recuperiamo le nostre cose e andiamo sul pulmino che ci porterà in palestra. Riesco a prendere sonno anche in quei 10 minuti di viaggio, sempre col mio adorato asciugamano. Scendiamo come due zombie, doccia(fredda) e ci piombiamo sulle brande. Le ginocchia mi fanno male, e ho dei crampi molto dolorosi alla pianta del piede sx che mi fanno saltare sulla branda. Non dormo neanche un minuto e verso le 5:30 recuperiamo Angelo che si è ritirato sulla colla e ci accompagnano col solito pulmino in stazione.

Qui praticamente finisce la mia avventura,sono distrutto e ancora convinto di non rifarlo mai più ma vedremo, c’è tempo….

Claudio Bellato

 

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