Il mio Passatore 2017 di Claudio Lucini

Il mio Passatore 2017 di Claudio Lucini

Il giorno dopo del passatore sono qui con le gambe che mi supplicano di stare seduto a pensare attimo dopo attimo, quello che è stato il prima, il durante e il dopo di questa 100 km che a detta di tutti è la 100 più bella al mondo.

L’attesa del via è diverso da tutte le altre corse, sembra di conoscere tutti, ci sono gli amici che incontri alle varie tapasciate della domenica, c’è Re Giorgio che di questa corsa è il leader incontrastato da 11 anni, che con una disponibilità incredibile si mischia a noi comuni mortali per le foto con il mito.

L’attesa sta per finire, ci si riunisce in via dei Calzaiuoli, ultimi in bocca al lupo, il cinque agli amici e via si parte sotto un sole cocente.

I primi 4 km nella splendida Firenze, poi prima salita verso Fiesole, salita dura, ma è l’inizio e le forze sono ancora con te.

Dopo Fiesole un po’ di Sali scendi e poi ancora salita fino a Vetta le croci, il paesaggio è incantevole, si ha una vista meravigliosa, siamo al 17° km, ora discesa e i soliti sali scendi fino al primo traguardo, quello di Borgo S. Lorenzo 32° km, incontro per la prima volta Giuliana, mia moglie, che mi incita e mi porta i saluti da chi a casa mi sta incitando, tutto questo è ossigeno per quello che da qui in poi mi attende, ovvero 16 km di dura salita fino al Passo della Colla, secondo traguardo intermedio e punto più alto della gara.

Durante la salita, secondo incontro con Giuliana al cartello che indica la distanza della maratona, per la foto di rito.

Ancora pochi km ed ecco il traguardo della Colla, sembra di essere a una tappa di montagna del giro d’Italia, per le ali di folla e per le bici al seguito di alcuni centisti, amici che condividono fatiche e percorso.

Appena passato il traguardo l’impeccabile servizio gara mi consegna la sacca per il cambio, sta arrivando l’imbrunire la temperatura comincia a calare, vestiti asciutti mantellina e frontale per la notte e si riparte.

Adesso una lunga discesa che aiuta molto a mantenere bassi i battiti, così da consumare meno energia, ma che colpo dopo colpo sollecitano i muscoli delle gambe, che si faranno sentire quando la strada tornerà agli infiniti sali e scendi.

Al 50° km sorpresa, sulle note di cacao meravigliao un gruppo di giovani con musica assordante, mi incita chiamandomi per nome, mia moglie si era fermata e lo speaker le aveva chiesto chi stava aspettando e come mi chiamavo per incitarmi.

Verso il 60° km ultimo incontro con Giuliana adesso comincia a diventare buio è giusto che vada a riposarsi in hotel a Faenza, per poi esser presente al momento del mio arrivo.

Ora il paesaggio non si può più vedere le tenebre non lo permettono, ha comunque il suo fascino, si vedono solo le frontali dei concorrenti, le luci delle bici al seguito, le lucciole, si può sentire il torrente che scorre di fianco, il gracidare delle rane, il frinire dei grilli e lo scalpiccio dei centisti.

Siamo nel frattempo arrivati a Marradi, ho un vantaggio di 16 minuti rispetto lo scorso anno, ma so anche che la gara comincia qui, dove si ha la maggior parte dei ritiri, timore giustificato dal fatto che l’anno scorso qui cominciavo la crisi, quest’anno però mi sono gestito meglio e infatti al traguardo di S. Cassiano sono in vantaggio di 35 minuti, verso il km 80 faccio una telefonata a mia moglie, piccola crisi, più psicologica ho bisogno di sentire qualcuno, prossimo traguardo prima di Faenza è Brisighella, qui il vantaggio si incrementa, ora è di 57 minuti.

Mancano ora solo 11,5 km, una tapasciata domenicale, se non fosse che ho sulle gambe 88,5 km, prossimo paese Errano, ultimo ristoro, il gruppo di volontari tutti giovanissimi, sono stati i più calorosi, da elogiare comunque tutto il servizio d’ordine impeccabile, gentilissimo e devo dire stoico per esser stati li tutta notte ad aspettare l’ultimo concorrente

Da adesso in poi i cartelli che indicano la distanza fatta sono ogni km, a 3 km dall’arrivo, il silenzio della notte si rompe per l’urlo di FAENZAAAAA alla vista del cartello, qualche centinaia di mt ed ecco la rotonda del Passatore, mentre corro tiro fuori il telefono per chiamare Giuliana, sto arrivando vieni in piazza, era già lì ad aspettarmi, aumento il passo, non so dove trovo la forza, non vedo l’ora di tagliare il traguardo, mi pongo degli obbiettivi, andare a prendere uno a uno quelli che mi precedono, facendo così son riuscito a superare 6-7 concorrenti senza sentire più la fatica, l’ultimo km, si vola, ultimo incrocio si entra in piazza, il fatidico traguardo ora lo vedo, allargo le braccia come se stessi volando tra la folla e taglio il traguardo con il salto alla Re Giorgio con 1h e 17m di vantaggio rispetto l’anno scorso.

Non ci posso credere, sono andato oltre le mie aspettative, mi sono saputo gestire, l’esperienza ha contato, alla fine ho chiuso in 11h 28m 13s, al 352°posto.

Per un giorno, nel mio piccolo, mi sono sentito un Re.

 

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