IL MIO PASSATORE

IL MIO PASSATORE

Tratta Firenze/Faenza…Io Voglio…Io Devo…Io Posso!

Sono 2 anni che ormai ho intrapreso la carriera podistica, e raccontare che ho sempre sognato di correre il Passatore sarebbe una piccola/grande bugia…fino a qualche mese fa riuscivo solo a considerarla come una competizione spacca cartilagini e tendini…ma ci sono dei momenti della vita sportiva e non(lo sport ha sempre fatto parte della mia vita) dove anche le cose piu ‘’irrazionali’’ diventano la possibilita’ di una propria rivincita…l’idea del mio Passatore parte proprio cosi’…in una fredda sera di Gennaio in un periodo proprio NO…la Preparazione della gara a Marzo dopo una Maratona di Treviso da cestinare tra Influenza e Ernia Inguinale…scelgo di correre con il dolore,dopo un’intervento chirurgico…dovro’ abiituarmi, so che in gara incontrero’ dei momenti duri da sopportare…in fondo noi podisti un po’ masochisti lo siamo…la parte piu difficile sara’ abituarmi a dei ritmi molto piu’ ‘’rilassati’’…x uno sprinter che fino a 2 anni fa faceva avanti e indietro su una fascia alla ‘’Simone Pepe’’ sul rettangolo di gioco,non è facile…ma si rivelera’ la parte piu’ bella della preparazione fatta  insieme al mio amico Giordano…senza fiatone e l’ossessione del crono in testa, ti godi forse meglio l’essenza della corsa

Passiamo al grande giorno ore 11:00 siamo gia’ a Firenze…occasione unica per utilizzare gli occhiali da running (non li uso mai)…qualche lacrimuccia ogni tanto scende, ma noto occhi lucidi a altri runner,la violinista che suona’’Somewhere Over The Raimbows’’,ci mette del suo…in fondo ogni persona ha la sua storia,un po’ le sue rivincite’ da portare avanti per 100km…dopo un lauto pranzo, volano le ore tra mille pensieri fino alle 15:00…lo sparo! L’inizio non è proprio esaltante, sono arrivato in ottime condizioni ma forse la tensione o una scarpa troppo stretta, mi fanno perdere sensibilita’ al piede sx…pero’ all’arrivo a Fiesole sto benissimo, a vetta Le Croci sono al settimo cielo…vedere la gente che esalta le tue gesta ti da quella marcia in piu’ che non ti aspetti…inizia il primo discesone fino a Borgo San Lorenzo…gestito forse fin troppo…mi freno e questo mi imballa un po’…ed ecco ora c’è Ronta…qui penso che ci si gioca tutto…è l’unico punto dove devi usare molta sensibilita’ con le tue energie perche gli 8km verso La Colla sono veramente pesanti…mi sembra di andare troppo piano…ma il vedere e recuperare  molti atleti in crisi mentre io riesco tranquillamente a stare in quel perfetto equilibrio tra andatura/respirazione mi fa capire che la strategia forse  e’ quella giusta…arrivo in cima…e mi sembra di aver gia’ toccato il cielo,un bacio veloce a Elisa,una maglia termica e cambia canotta so che saranno utili…un breve ristoro e ci si butta nella discesa fino a Marradi…tecnicamente ho sempre sofferto questa fase…e le mie ginocchia non rigraziano …ma sto veramente benone… ho ancora una grandissima forza,tanto da far l’aeroplanino alla folla che ci fa da compagnia all’intertempo…e che ringraziero’ a vita, dai bimbi che ti danno il 5,alle persone che fuori dalla porta di casa ti danno dell’acqua…o anche con un semplice Forza Luca,guardo un’orologio in una Farmacia e mi accorgo che ho una previsione gara sotto le 9 ore quando il mio target era arrivare in piedi a Faenza con il sorriso…ma qualcosa da la in poi cambia nel mio corpo…tra il 70simo e il 75simo km, il mio stomaco si chiude e non accetta piu’ carboidrati…so che cosa vuol dire e da li a poco mi sembra di sbattere contro il Muro della Maratona,mi sembra di rivivere il 38simo Km di Venezia 2014,dove giusto per 5’’ sono riuscito a scendere sotto le 3h dando tutto me stesso…ma mancano ancora 25Km al traguardo…non riesco piu neanche a aprire bocca nonostante il mio cardio mi racconta che sono a 135bpm….si aggiunge a tutto cio’ la notizia che il mio compagno di battaglia si sta per ritirare,questo oltre che una disfatta per il nostro progetto vuol dire che la sorpresa di portare un anello in diamante per chiedere la mano alla mia compagnia al traguardo…non sara’ piu’ tale…a meno che non mi tenga quel pacchetto in mano fino al traguardo(giustamente Eli e Iry dovranno seguire a lui)…pesera’ come un macigno,ma ormai nulla mi ferma…scende la notte,calano drasticamente le forze, sale la luna e luccicano le lucciole(uniche immagini che ricordero’ di quel momento)…faccio la cosa + sbagliata di contare i km alla fine, ogni ristoro è un traguardo dove bere un po’ di coca cola,l’unico zucchero che riesco a buttare giu’(sperando che non sia Zero o  Light)…mi verrebbe istintivo camminare ma sarebbe un suicidio se non la fine, -20-15-10 e siamo a una sola cifra, corro rivedendo la mia vita’,il mio papa’ che non c’è piu’ ,le mie crisi di panico  con la cardiofobia,l’intervento e gli infortuni,insomma i dolori + forti della vita,perche ora diventano l’unico motivo per trascinare passo dopo passo le gambette avanti…arrivo a -4 e Irina mi ricorda che la gara è quasi finita e che Giordano ha ripreso a correre…Elisa è al traguardo che mi aspetta…incomincio a sognare…-3,-2,-1…e uno speaker annuncia il mio numero e il mio Nome…mi sparo l’ultimo km a 4’:40’’ piu lento del mio Fondo Lento…+ veloce nella mia testa di uno scatto, e incomincio a piangere tagliando il traguardo in 9h11’13’’buttandomi a terra e baciando la terra…abbraccio Francesco(un ragazzo d’oro che per un po’ mi ha fatto compagnia)e finalmente posso consegnare il mio pacchetto e anello alla mia amata…Ringraziero’ il Passatore non per la mia piccola performance cronometrica alla prima Ultra,ma soprattutto  per gli ultimi 30 Km di sofferenza perche mi hanno insegnato a  capire che… IO VOGLIO…IO DEVO…IO POSSO!!!

Di Luca Pirosu

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