Il mio Passatore (da 0 a 100 km in ………….9 anni)

Il mio Passatore (da 0 a 100 km in ………….9 anni)

Il mio Passatore    (da 0 a 100 km in ………….9 anni.)

il traguardo Enrico CicianiTutto iniziò su un  tapis roulant, ! In quel periodo  , anno 2006 , lavorando  ad Acilia ed abitando a Roma –Alessandrino-  non tornavo a casa per la pausa pranzo  quindi con i colleghi , che come me erano fuori zona  , andavamo cercando trattorie , ristoranti, locali mangerecci ecc. ecc. per passare le 3 ore di pausa. Ma un giorno non so come e perché  dissi al mio amico e collega Alessandro :  invece di andare per trattorie perché non andiamo ad iscriverci alla palestra qui vicino che comprende anche piscina e campi da tennis? La risposta fu  si! Ma passavano i giorni e il nostro intento rimase in sospeso , finché una sera tornando a casa mi misi alla ricerca di una vecchia borsa sportiva che utilizzavo più che altro per il mare . Dissi a mia moglie : da domani palestra ! e lei:  vai in palestra? Si da domani vado in palestra.

Sapendo i miei trascorsi mangerecci , replicò : stai bene ? si benissimo …. Trovata la borsa misi il necessario per il giorno dopo. E il giorno dopo solita scena dell’ora di chiusura negozio ma stavolta con sorpresa dissi deciso ad Alessandro : la tua borsa per la palestra dov’è?  Non l’ho portata oggi,  vabbe’ andiamo domani disse lui , no! risposi ,io vado oggi. Stupito della mia secca risposta ci salutammo. Palestra: il cambio necessario due parole con l’istruttore e via di tapis roulant. Inizio blando poi dopo 2- 3 minuti aumento , di pochissimo, il passo e , ad un certo punto mi dico : ma chi te lo fa fare  de fa’ tutta sta sudata? Spengo e guardo l’orologio 7 minuti . mi sembrava di aver fatto chissà cosa , comunque scendo e cambio zona   reparto attrezzi classici da palestra e via cosi. Il giorno dopo solo attrezzi poi dopo 2 gg riprendo il tapis roulant e vado avanti per circa 20 minuti blandi ma sempre 20 minuti erano .Poi passavano i giorni e aumentava l’utilizzo del mezzo fino a che un giorno vedo la scritta 60 minuti e mi dico : un ora? Non me ne ero accorto di tutto questo tempo passato sul rullo ,forse dipendeva dal fatto che  sul tapis roulant c’era installato un monitor dove si poteva vedere la tv , e  tra Italia Uno Sport e vari Tg avevo passato più della metà del tempo senza soffrire , nel frattempo l’amico Alessandro si era aggregato e un bel giorno di sole, eravamo verso metà marzo , pensammo ,vista la bella giornata ,di andare fuori al parco e farci una mezzoretta di corsa e quello fu il “passaggio” più che altro mentale.

Poi  prima gara al Paolo Rosi , aprile 2006 “corri per un sorriso”  10 km percorsi in  55 min soddisfazione ai massimi livelli per l’esordio ( pettorale ancora a casa come quasi tutti).Poi  da neofita e ignorante in materia mi  iscrivo alla mezza di Citta di Castello giugno 2006 , 2 ore di corsa mai fatte in vita mia , soddisfatto all’arrivo , un po’ meno lungo la strada che non finiva mai .Nel frattempo ,inizio settembre ,  conosco Gianfranco Novelli dentro al negozio  Footwork  che in pratica , ascoltando i miei progetti di iscrivermi con una squadra, mi cattura e mi porta alla Podistica Solidarietà ,a seguire , sempre a settembre , gara di Tagliacozzo  con la prima canotta orange , e prima mega mangiata nel ristorante in piazza insieme ai nuovi amici runner. Proseguendo con poche altre gare decido di fare una maratona , scelgo Venezia ,ottobre 2006 , più che altro per fare un giro nella laguna e trovare anche degli amici, ma comunque chiusa in un onorevole 4h.27’ , grande soddisfazione , medaglia al collo e atteggio con gli amici “pigri”.

Poi man mano conoscendo sempre più il settore riesco meglio a gestire le situazioni e gli allenamenti, anche grazie ai più esperti sia della Podistica , sia spulciando qua e la sui siti internet dedicati alla corsa su strada. Passano gli anni e varie maratone di cui 4 anche in Europa, con l’abbinamento gara-vacanza , insieme ad amici e parenti ( loro solo turisti ), nel frattempo la mente spazia e va a trovare una gara di 50 km la Pistoia-Abetone , giugno 2013 anche questa con l’intento della gara-vacanza bei posti paesaggi fantastici sulle rampe dell’Abetone. Corsa con vari problemini sulla salita  finale , forse una partenza tropo veloce e allenamenti moderati hanno contribuito a questo ma tantè che la finisco in quasi 7 ore ,relativa medaglia e con soddisfazione limitata ma esperienza accumulata , e foto ricordo con la campionessa Monica Carlin .L’anno successivo sempre spaziando con la mente e programmando la pazzia dei 100 km del passatore vado in crescendo da gennaio , tre comuni (23 km) , febbraio giro del lago di Bracciano (30Km) , marzo Strasimeno (58 Km)  e il passo successivo  doveva esser il Passatore , ma alla Strasimeno problemi di pubalgia e infiammazione mi bloccano , si rimanda all’anno dopo.

E finalmente quest’anno 30 maggio 2015 , si parte per Firenze con l’intento di finire bene e in salute i 100 km senza pensare al tempo anche se una previsione di massima si fa sempre . Ascolto  i consigli dei più esperti , cioè camminare tutte le salite e cercare di correre il resto gestendo il passo..Gli allenamenti dei primi mesi non mi davano grandi soddisfazioni però mentalmente mi sentivo  forte e mi dicevo di andare avanti,  poi nei due mesi finali pian piano ho intensificato , senza strafare , ho effettuato diverse uscite magari più brevi ( 20 e 30 km ) ma con passo più veloce , abbinati a 2 soli allenamenti i famosi “ lunghissimi” : 45 km ondulati con finale in salita e la eco maratona dei Marsi inizio Maggio che doveva essere il test per il passatore. Ai Marsi tutto ok con finale in crescendo insiema a Daniel ,  gara che mi ha dato fiducia per come l’avevo interpretata sia fisicamente che mentalmente e su come erano le mie gambe a fine gara e nei giorni successivi. Ed eccoci quindi al fatidico 30 maggio a Firenze appuntamento con gli altri “orange”  in piazza della Repubblica  dove si ritirano i pettorali ,  per la foto di rito sotto alla statua del passatore , man mano arrivano Gianni ,Massimiliano, Tamara, Massimo, Mauro, Patrizia, Francesco, Gianluca, Mario, M.Concetta,Stefano  .ecc ecc  , poi blocco king Giorgio Calcaterra per relativa foto ricordo. Finiti i vari giri mi accingo ad andare alla partenza ,saluto la moglie e gli amici al seguito e mi parcheggio nelle ultime posizioni del gruppone , tanto nun devo arrivà coi primi …un pò di nervosismo ma niente preoccupazioni il pensiero era proiettata lungo il percorso che avevo già visto varie volte su you tube e memorizzato per bene , io sul percorso in pratica c’ero già stato . Lo sparo e via piano piano i primi km inizio ad incontrare i primi amici orange qualche metro con loro , li saluto e poi proseguo del mio passo man mano si superano la salita di Fiesole la successiva discesa e si arriva a Borgo San Lorenzo  dove inizia la temutissima  salita della colla 16 km duri , dicono, che inizio di passo poi qualche periodo di corsa blanda fino a che inizia la vera salita dura  da affrontare con passi corti e metodici .Incontro Daniel con cui condivido gli ultimi duri km di ascesa dura ,  inizio a sentire un dolorino interno coscia e lato superiore dell’anca comincio a fare brutti pensieri , ma li domino non mi posso arrendere così ,Daniel mi consiglia di fare uno stop ai massaggi , cosa che avevo già preventivato visto il problema .Il buio si inizia ad infittire e arriviamo finalmente alla sospirata Cima della Colla mi metto in fila per i massaggi per fortuna ho solo 2 davanti mi sdraio , e , al mio turno  un omone mi massaggia le gambe , vista la stazza penso: nun è che me massacra le gambe co quelle manone ? Oramai stavo li,  Tra massaggio , cambio vestiti e rifornimento mi fermo circa una mezz’oretta nel frattempo Daniel e ripartito. Via quindi con la  discesa passo leggero senza farsi prendere dalla smania ,buio pesto , la mia lampada da “capoccia” è molto blanda mi accodo chi ha lampade che fanno più luce della mia , qualche auto disturba ma fa luce e tutto fa brodo. Dopo alcuni km di discesa , siamo intorno al 60° km non so come e perché , forse per i miei allenamenti in prevalenza serali , le gambe girano come mai mi sarei aspettato ,con cadenza regolare vado avanti e inizio a riprendere runner che erano avanti ogni tanto incontro qualche orange , Marco , Tamara, il furgone di Biagio che faceva assistenza a Marco , li saluto e proseguo con rifornimenti regolarissimi , in pratica non ne ho saltato nessuno. Ritrovo Daniel dopo qualche ora mi dice di andare vedendo il mio passo superiore al suo , riparto dopo un saluto e nel frattempo con le foto fatte ai vari cartelli che indicano quanto hai corso , le ho fatte dal  10° al 90° km,  invio WhatsApp a tutta Italia , parlo al telefono con amici e parenti e il tempo e la strada continuano a passare mi trovo a Brisighella , rifornimento dolci secchi panino con mortazza e vino rosso si mangia e si riparte subito dopo vedo la scritta 90 è finita dico tra me e me perche da quel momento in poi solo uno tsunami  , e pure potente , mi poteva fermare  , poi dopo il 90° e fino alla fine , anche se sono sempre 10 i km da fare ,sono segnati singolarmente e ti sembra che ci sia meno strada da fare .Prime luci , la scritta Faenza , la rotonda prima della cittadina , che tante volte avevo visto nei vari filmati , mi dicevano Enrico ci sei stai terminando l’impresa , mi metto la canotta della podistica che avevo messo da parte e con un ultimo scatto taglio il traguardo,credo in trance: 13h 22’ 56” mai pensavo di fare questo e in queste condizioni .

Un giudice mi dice . di mostrare  il pettorale che era andato coperto dalla canotta della podistica , e  per rimanere contemporaneo mi faccio un selfie sotto lo striscione d’arrivo , ma non soddisfatto do il cellulare ad un presente e mi faccio fotografare di nuovo sotto il tabellone . E’ fatta sono un passatore. Ciò che era iniziato 9 anni prima con 7 minuti di rullo aveva avuto il suo epilogo sotto lo striscione dei 100 km del passatore “la più bella del mondo “

Un grazie a mia moglie che in questi mesi ha sopportato e supportato  i miei lunghi allenamenti con  le varie lavatrici che andavano e venivano , alle figlie che tifavano anche con timore vista la distanza che dovevo affrontare , ed infine un grazie va agli amici orange ,tutti indistintamente , con cui ho condiviso questa avventura e con cui mi scambiavo notizie giornaliere

Ah un saluto a Faenza e un arrivederci ……per le lasagne stavolta !!!

Enrico Ciciani

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