“Il MIO passatore” di Adriana Bovecchi

“Il MIO passatore” di Adriana Bovecchi

Io c’ero……

365gg sono passati sognando come sarebbe stato tornare a percorrere quel tracciato favoloso che e’ il Passatore cercando di non pensare  alla fatica dello scorso anno, cercando di superare la barriera delle difficoltà con cui mi sono dovuta battere , quelle che mi hanno messo di fronte a limiti fisici mai incontrati prima nei tanti chilometri percorsi fino ad oggi, quindi l’obbiettivo era tornare su quelle strade e uscirne mentalmente e fisicamente vincente, cosi’ decisi di progettare il MIO passatore.

Quando tutto ebbe inizio ….

Era il 15 maggio, la chiusura dell’iscrizioni, ed io ero li con una sola domanda che mi tormentava la testa, cosi parlando tra me e me mi chiesi se sarei mai riuscita ad attendere un anno prima di ritornare in quella piazza, a ritirare quel pettorale, a respirare di nuovo quel profumo di sfida, bhe la domanda era scontata come la risposta, NO ! Cosi, con un semplice clic confermai la mia iscrizione e   ed iniziò l’attesa. I giorni scorrevano stranamente tranquilli, nessun ansia, nessuna preoccupazione, neppure a 24h dal via… niente …. Tutto dentro di me aveva l’aria tranquilla… vagando nei ricordi mi riaffiora alla mente la mia prima gara, in particolate i 5 giorni, quelli prima, dove domare l’ansia era stata la parte piu’ difficile, era il vicino o lontano 2013, la prima Mezza di Genova, e giá, ero partita dai 21km perche’ io sogno in grande, sono cosi’, sono esagerata in tutto, chi mi conosce sa’.

Ma questa volta avevo deciso di stravolgere i miei piani !

Sono sempre stata l’entusiasta  che meticolosamente analizza pianifica e poi segue il programma, e qui scatta il ma… Si legge in giro la frase “se vuoi qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto”, cosi’ partì il cambiamento piu’ importante … via tutti gli schemi e libera espressione all’improvvisazione …. E fu’ cosi’ che mi ritrovai con le scarpe azzurre e la maglietta rossa, che per una che abbina i colori anche nelle mollette per stendere i panni il cambiamento era decisamente evidente ( per fortuna solo ai piu’ attenti, anche se …..io sapevo la sottile differenza), nessun piano,  si parte il sabato mattina e strada facendo si vedrà … l’importante e’ raggiungere Firenze entro le 14 per ritirare il pettorale e cosi’ e’ stato, alle 14.00 il numero 2775 e’ mio, raggiungo il mio storico compagno di viaggio ( che ormai e’ parte integrate delle mie follie ) e ci concediamo un caffe’ in uno dei tanti bar gremiti di atleti che ingannano l’attesa.

Normalita ?!

Tu non sei normale – ecco questa frase me la sono sentita dire molte volte da chi mi conosce – ma questa volta la voce è di una signora sconosciuta, cosi’ mi guardo intorno e gli domando se stesse parlando con me,

“Si si dico a lei”, ed aggiunge : “ma tu sei una donna !!! “ “cosi pare” – le rispondo.

Lei allora mi spiega puntando dritto al pettorale:

”capisco un uomo ma una donna perche’ ??????”

Bella domanda, rifletto.

La risposta ad oggi non esiste. Credo che ogni individuo nelle passioni investa il proprio tempo, il proprio sudore, la propria fatica e i propri soldi per ricavarne linfa vitale … e la mia linfa e’ la corsa,  fonte inesorabile di vita, quasi un circolo vizioso, piu’ corro piu’ alimento la voglia di fare, sempre di piu’.

Attraverso strade e incrocio gente, viaggio e vago, nei miei momenti di solitudine, la mente si concentra sul  battere del mio cuore al ritmo dei bpm, mi dissocio dall’audio e mi ritrovo a vagare nei meandri della mia testa, nel passato presente e futuro … facendo bilanci, scremando il brutto e rinvigorendo la forza interiore che mi porta a non mollare mai quando decido di fare qualcosa …. Un investimento totale su di me, obbligato, se dentro la mia testa elaboro, e decido di fare, io faccio! il resto e’ la storia della mia vita !

Ma dov’ero rimasta … ahh si la signora incontrata al bar accompagna un Top Runner e con molto piacere gli chiedo di stringergli la mano perche’ in questo tipo di competizioni chi ha il coraggio di provare , chi ha la forza la grinta e la costanza la determinazione di portare a termine la gara è già un vincitore, ma chi riesce sotto le 10 ore ha la mia massima stima a prescindere…

Saluto Tiziano  (il mio fun numero uno, la mia spalla) che rivedrò km piu avanti, a Borgo San Lorenzo e mi avvicino alla partenza, davanti a me il gruppone di runners,  ben 2880 per questa edizione.

Contatto il mio compagno di squadra nonche’ macinatore di chilometri seriale, alla sua 4 esperienza sul percorso, reduce dal aver appena raggiunto il suo ultimo obbiettivo, 50 maratone e nel frattempo chissa’ quante altre medaglie ….

 

Avremmo voluto farci “compagnia” almeno per qualche decina di km ma consapevoli entrambi della “incompatibilità di passo”,  percorsi i primi 6 chilometri inevitabilmente ognuno procede al proprio ritmo, augurandoci un buon viaggio lo vedo piano piano allontanarsi.

Cosi’ comincia la mia corsa in solitaria, con le mie nuove compagne di viaggio , le super cuffie (si nuove, perché le vecchie hanno deciso di suicidarsi, abbandonandomi qualche giorno prima della partenza) , loro mi scandiscono il raggiungimento di ogni singolo chilometro ed il Garmin fedele compagno mi monitora il battito del cuore ….

Eccomi a  Fiesole che regala una vista del territorio circostante mozzafiato e cosi’ faccio il pieno, mi riempio gli occhi, il cuore e un passo dopo l’altro procedo fino all’imminente discesa, lasciandomi condurre dai battiti senza dar peso al passo, ora non mi importa se corro o cammino.

E cosi’ spunto il primo traguardo Borgo San Lorenzo, 32km andati, sempre un emozione enorme ricevere dalle persone presenti lungo l’intero centro abitato l’incoraggiamento e gli applausi, oltrepasso la pedana e inevitabilmente l’occhio cade sul tempo, ben oltre quello dello scorso anno, ma non mi demoralizzo, anzi, decido che la Colla quest’anno la camminero’ TUTTA, cosi’ poco dopo scorgo Tiziano e gli comunico la decisione; Di 10km in 10km ci vedremo da ora in poi , in realta’ dopo il 40 esimo e poi di nuovo al 60 esimo tra una telefonata e l’altra … procedo a passo spedito su per la Colla gustandomi ogni singolo istante, con la consapevolezza che i tempi sono solo numeri, cio’ che conta per me e’ preservare il corpo, si perche l’anno scorso, prima di tornare a correre, ho avuto uno stop di 25 giorni che mi ha costretta a procedere con calma e cautela,  ad ascoltare il mio corpo ed agire piu’ per sensazioni che per testardaggine,  e qui entra in gioco la voce della mia  coscienza :”se  vorrai correre potrai farlo benissimo dopo il 70esimo allora vedremo se ne avrai ancora cosi’ tanta voglia amica mia”…. E cosi’ tornai a guardare al di fuori e a godere di ogni chilometro che scorreva tranquillo , dritta verso la prossima meta …. Perche’ il metodo e’ sempre lo stesso : che siano 10 o 100 si corre prima verso i 5 km, se uno partisse  e pensasse che dopo il primo chilometro ne mancassero ancora 99 … la mente si opporrebbe, e allora per una testa che corre è importantissimo distrarre i pensieri perche lei  qui gioca un ruolo fondamentale se la inganni vai avanti, altrimenti è subdola e si oppone subito, quindi “obbiettivi brevi e raggiungibili”.

Archiviata la tanto temuta Colla, di nuovo entra in gioco la voce fuori campo:” quest’anno ti ho domato cara mia” e con il sorriso attraverso correndo il tappeto segnando 6:17.36 … la saluto pensando che il prossimo anno sara’ quello l’obbiettivo poi riporto la men

 

te al presente …. Ao’ mica e’ finita qua non siamo che a meta’ gara e fantastichi gia’ sull’anno prossimo …. E poi quando ti dicono che non sei normale ti sorprendi … sorrido e procedo.

Cosi’ viaggio a sinistra, per essere riconoscibile nell’oscurita’ pensando che il mio passatore quest’anno lo intitolero’ “ la cento Mancina “ , anche in allenamenti collettivi devo avere la visuale lunga quindi mi trovo sempre a correre fuori dal marciapiede o spostata di lato rispetto al gruppo, che poi a guardarmi bene anche se cerco di tenere la postura dritta il mio sguardo e’ sempre piantato per terra … ecco un’altra cattiva abitudine da lasciare lungo questo percorso … prossimo obbiettivo: alzare lo sguardo e  guardarsi attorno.

Quando ormai a notte fonda rivolgo lo sguardo al cielo, mi fermo, spengo la frontale per godere del buio totale e pian piano scorgo un cielo stellato che difficilmente in citta’ riusciamo a gustarci, visto il calo della temperatura indosso la controvento che mi mantiene al caldo e medito sorridendo che potrei anche mettermi i guanti immaginando la mia compagna di squadra che sorride a vedermi cosi’ imbacuccata e riprendo la via ….

Le uniche chiacchiere che avevo scambiato con l’amico di follie, il Lusetti, erano ormai lontane ero quasi agli 80km ed erano gia’ ore che non parlavo, e per chi mi conosce sa quanto sia insolita la cosa, con gli altri avventurieri solo sorrisi e gesti d’intesa, tranne che con lui, uno sconosciuto che al buio mi seguiva come un ombra e dopo svariati chilometri scusandosi mi dice “sei un diesel ti uso come coniglio” sorridendo gli rispondo:” cosi’ mi dicono”, sorrido

Ancora

una volta e proseguo finche’ non vedo la mia ammiraglia  alche’ gli dico:” attenzione mi fermo buon viaggio”

Due maratone sono andate e la stanchezza si inizia a sentire dal 48km in poi ho sempre corso e anche bene …. Ma adesso devo prendere una decisione rischiare od economizzare … ci sara’ tempo in futuro non osiamo oltre … e’ la seconda 100 a poco piu’ di un mese va bene cosi’… affiora la scusa migliore che la mia mente potesse generare … arriverai li’ li’ con i tempi dello scorso anno ecco una buona scusa per tornare l’anno prossimo e migliorare … cosi’ a passo spedito recupero per circa 5 km ma l’andatura piu’ lenta mi rilassa e inizio ad accusare il sonno,

 

io, quella che alle 21.30 è gia nelle braccia di morfeo, alle 2 ha ancora le palpebre aperte e ed ancora in movimento … beh una carica di caffeina e’ cio’ che serve, apro il mio “asso nella manica a tubetto di gel” e mi rianimo … oltrepasso il ristoro circa all’ 88 km e memore del passato so’ che da li’ ne mancano 12 … adesso e’ giunta l’ora di stringere i denti, correggere la postura, mantenere il controllo e scacciare ogni pensiero negativo di qualsiasi natura riconoscendo esclusivamente che e’ la mente che cerca una scusa per sabotarmi …. Quindi 90…95….

 

Tiziano ci vediamo all’arrivo e dico :”ce l’abbiamo quasi fatta”, si, perche’ io sono quella che corre, ma ognuna delle persone che mi circondano hanno dato il loro contributo a questa impresa e lui  per primo essendo li’ …. Un faro nella notte !

Lascio la rotonda di Faenza alle spalle e km 3 e km 2 e  km 1 eccola la piazza, ancora molte persone affollano l’arrivo mentre mi ripeto :” ci siamo e’ andata,ora puoi rilassarti “, punto dritta e vado  … poco prima del traguardo sento urlare a squarciagola

 

ADRyyyyyyyyyyyy ( da far invidia a Rocky )

 

elaboro in una manciata di secondi, quella e’ Sissy e ha una coperta sulle spalle  ( poi scopro esserci Enea la’ sotto ) radd

 

rizzo la testa, alzo lo guardo, passo il traguardo e ad aspettarmi c’e’ il Mastro e Tiziano che se la ridono allegramente nonostante la tarda ora, mi accodo agli altri runners che mi hanno preceduto per ritirare la medaglia e mi appresto a raggiungere i ragazzi … mi accolgono con un grosso abbraccio, ma le sorprese non sono finite, oltre ad Enea sotto la coperta c’e’ uno zainetto con il reintegro ideale per la sottoscritta Birra Rossa … pane e Nutella

 

, cosa volere di piu ???

Un finale perfetto !!!

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