IL MIO SECONDO PASSATORE…

IL MIO SECONDO PASSATORE…

Anche quest’anno ho deciso di vivere quella che ritengo essere una delle più belle esperienze che un amante della corsa possa fare nella sua “vita podistica”, la 100 km del Passatore.
Difficile spiegare le motivazioni che ti spingono ad affrontare una distanza del genere, 100 km meritano rispetto ed è con questo spirito che sabato mattina, in compagnia degli amici Plus Ultra Denis, Gianluca ed Edoardo, sono partito alla volta di Firenze.
Il viaggio è di quelli piacevoli e rilassanti, in breve tempo Italo ci consegna alla città di Firenze ed alle ore 13 siamo già in fila per il ritiro pettorali, la spavalderia che ci ha accompagnati lascia il posto all’ansia e l’adrenalina inizia a circolare nel sangue…ormai siamo tra le braccia del Passatore!
Boom si parte, oltre duemila persone raccolgono la sfida, la giornata è caldissima e di ombra neanche a parlarne, dopo circa 5 km inizia la salita sulla collina di Fiesole dalla cui sommità si gode di uno dei panorami più belli al mondo, le mie sensazioni sono buone e con una costante progressione guadagno diverse posizioni
Il percorso prosegue ondulato fino al 40° chilometro quando inizia la terribile salita che porta al Passo della Colla, al 48 ° km, dove è facile commettere il più classico degli errori di questa gara, quello di pensare che al termine della salita la gara diventi una passeggiata fino a Faenza.
Sono quasi le ore 20 ed il cielo comincia ad imbrunire, un breve pit stop per indossare maglia e lampada frontale poi giù in picchiata per circa 20 km fino a Marradi, la tanto sperata discesa si rivela nemica, amplifica ogni dolore e mette a dura prova le articolazioni, benchè dolorante sono tranquillo perché la mia spinta è ancora energica ed efficiente. E’ notte fonda, al km 70 il percorso diventa ondulato e guadagno la compagnia del mio amico Antonio della Podistica San Salvo con il quale condividerò gli ultimi 30 km in una sorta di “reggimi che ti reggo” per via dei rispettivi acciacchi.
La fatica inizia a prendere il sopravvento, alterno tratti di corsa ad altri di passo veloce, gli ultimi chilometri sono interminabili, come su un tapis roulant sembra di correre e rimanere allo stesso punto, solo la vista delle luci di Faenza riesce a far sparire fatica e dolore, la spinta torna efficiente e l’ultimo km diventa leggero come il primo, il traguardo è lì che mi aspetta ed io lo saluto a braccia sollevate!
Voglio ringraziare e fare i complimenti ai miei compagni di avventura, tutti brillantemente all’arrivo e… arrivederci all’anno prossimo “…Romagna solatia, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta; cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta.”

Fabio Amabrini

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