Il passatore tra sogno e realtà di Francesco Di Mauro

 

francesco-di-mauroSabato pomeriggio, stanco dagli eventi che la vita ti riserva, mi siedo nel mio amato divano, così per staccare un pochino, accendo la TV e cerco qualcosa che mi faccia svagare, nulla di impegnativo. Trovo una trasmissione sportiva che parla di corsa in montagna per la precisione di un’ultra trail. Ed ecco che la mia nostalgia per la corsa, e del mio carico giornaliero di endolfine, si fanno sentire. Ma la stanchezza ha la meglio su di me e mi addormento. Attenzione non mi appisolo ma mi addormento. Ecco che inizio a sognare anzi non è un vero sogno, i sogni sono cose irreali e/o fantasie, nel mio caso specifico rivivo, a tratti direi salienti, il mio passatore. È vero ad oggi ne parlo poco, dico sempre che è un’esperienza ma ho raccontato pochi dettagli, forse perché, oggi me ne rendo conto, è una esperienza che va maturata. Ma andiamo al sogno e/o racconto dei miei 100 km del passatore. Eccomi a Firenze alla partenza della gara, con accanto la mia amica Gabriela, direi che come partenza è simile a tutte le altre, tutti gli atleti di ogni parte di Italia l’uni vicini agli altri, in attesa dello starter più atteso dell’anno. Ed ecco che viene dato il vita. Io ho i battiti alti, non ho la fascia cardio, ma li sento pulsare dentro di me, c’è un caldo umido atroce, decido di andare secondo programma e limitare al massimo il mio ritmo (6min / km). La mia compagna di avventure mi incita a seguirla ma io le faccio presente che vado con il mio ritmo e ci separiamo almeno per il momento.

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