Io c’ero di Daniele Ottavi

Io c’ero di Daniele Ottavi

 

Correre da zero a cento? Con Giorgio si può.

E’ il novantesimo chilometro e non sono molto lucido. La stanchezza ovatta ogni sensazione e il buio rende l’esperienza magica e unica. Sto per arrivare per la seconda volta consecutiva a Faenza con un tempo da sogno, un risultato che non mi sarei mai aspettato, addirittura inferiore alle dodici ore. Provo a concentrarmi per l’ultimo tratto, a stringere i denti, quando all’improvviso il silenzio è rotto dallo squillo del telefono. Rispondo e leggo sullo schermo “Giorgio”.

Il dialogo che segue è talmente surreale che lo trascrivo interamente:

“Allora, dove sei?” – al 90° rispondo. “Dai ti vengo incontro così ti faccio compagnia” – Ma no, lascia stare sarai distrutto, so che hai faticato molto – “Non ti preoccupare, ho anche dormito un’ora” – per l’emozione faccio 1.000 metri in 5’08, che a quel punto della gara è incredibile.

Dopo qualche chilometro lo vedo sul ciglio della strada che mi incita e si mette a correre al mio fianco. Come accade qualche volta durante gli allenamenti nella nostra villa Pamphili, correndo insieme passa la stanchezza, il divertimento vince sulla fatica e il cuore si riempie di gioia.

Ecco che d’un tratto, la notte di Faenza si illumina e la distanza percorsa non pesa più sulle gambe.

Quando mi chiede come mi sento, gli dico che se arrivo a cinque chilometri dall’arrivo così bene, posso anche provare a farli forte e lui, con il suo modo unico, mi risponde: “Io non so se ce la faccio”. Ridiamo, ci divertiamo, viviamo la nostra passione come sempre, con lo spirito giusto, con la gioia nel cuore, guai se non ci fosse.

 Tutti i concorrenti che ci affiancano o che noi affianchiamo, rimangono basiti nel veder correre in piena notte, fra loro, il vincitore delle ultime 12 edizioni e terzo con onore anche nella gara di quest’anno appena conclusa. Si forma subito un gruppetto, in cui si ride, si fanno video e selfie, in un’atmosfera leggera e di euforia contagiosa.

Metro dopo metro ci avviciniamo al traguardo, inizia l’illuminazione stradale, finalmente un tratto di percorso chiuso alle macchine, poi l’arco rosso e a seguire il portale di Piazza del Popolo.

E’ un arrivo che farà la storia di questa gara.

Un manipolo di concorrenti in estasi, accompagnati al traguardo dall’ultramaratoneta Italiano più forte di tutti i tempi, tre volte Campione del mondo (e due volte terzo) della 100 km, recordman del Passatore per numero di vittorie, 12 consecutive e con un record del percorso imbattibile (6h25’). Insieme a loro ci sono anche io, che tre anni fa, ascoltando i consigli di un amico, ha deciso di provare a correre tutti i giorni, facendo diventare questo sport parte integrante della mia esistenza, uno stile di vita, una disciplina, una forma di rispetto per me stesso.

Anche quest’anno il mio ringraziamento va a tutti i volontari, ai medici, agli organizzatori (limitate le macchine!) e ai concorrenti, ai numerosissimi bambini e tifosi lungo la strada o affacciati alle finestre delle case, a tutte le persone che hanno condiviso con me anche solo qualche metro di strada… e infine chiudo con un grazie speciale a Giorgio Calcaterra, che è un regalo che la vita mi ha dato. Chi trova un amico, trova un tesoro e io il mio Passatore, anche quest’anno lo ho vinto.

11h52’20” di gioia indescrivibile.

Viva lo sport pulito, meglio ultimi che dopati.

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