Io c’ero di… Janni Davide

Io c’ero di… Janni Davide

 

Per me il passatore è stato così: un’intensa preparazione, una gara che molti, a ragione, definiscono viaggio e una lunga metabolizzazione del risultato ottenuto.


quando mi è balenata l’idea, verso la fine dell’estate scorsa, di iscrivermi per il passatore, non ero ben cosciente di quel che stavo pensando. nel frattempo correvo, i lunghi aumentavano, le maratone erano degli allenamenti per star con la gente e non nella solitudine dei soliti lunghissimi invernali.. verso marzo un amico mi chiede come stava andando la preparazione e quanto avessi pagato la gara. cavoli!! non mi ero ancora iscritto!! il subconscio voleva forse tutelarmi? dubbio.. clikko o no per l’iscrizione? ce la farò? nel dubbio.. andata!! dal momento che ho ricevuto il numero di pettorale qualcosa è cambiato.

l’idea di portare a termine i 100 km non era messa in dubbio, ma il come correrli, si, quello è sempre stato lì pronto ad interrogarmi. per iscriversi ad una gara simile o si è incoscienti o non trovo spiegazioni.. e tutti noi lo siamo.. è il quanto a far la differenza. la presa di coscienza l’ho avuta solo alla mattina della gara, avevo dormito a faenza e quindi per portarmi alla partenza ho percorso in macchina il tragitto a ritroso.. il pensiero è stato: adesso si è riso e scherzato, ma mai pensavo una cosa simile, se arrivi ai 50km, davide sei già un grande!!  pronti via e sono in griglia.. lo sparo. la folla che inizia a correre con un unico obbiettivo FAENZA!! vieni trasportato per i primi km, poi fiesole e il panorama di firenze dall’alto.. corri ancora frastornato..ogni tanto un viso conosciuto con cui scambiare due parole, ma poi ci si saluta, ognuno con il suo passo.. ai piedi della colla incontro due persone che da lì a pochi km di interminabile salita diventeranno due grandi amici! e la colla arriva senza accorgersene!! ci salutiamo.. cala la notte.. pioggia e la strada scende.. li inizia per me la gara.. la solitudine dal 50º km, ma le gambe vanno e la testa le comanda bene. 70º, 80º, 90º km.. realizzo che è fatta!! arrivano le prime lacrime, non so perché, ma difficilmente piango al traguardo, ma piango quando realizzo di avercela fatta, quando km ne mancano, ma il traguardo è lì a portata.. gli ultimi km mi sembra di volare, foto di rito al 99º e faenza arriva subito. la folla, gli affetti che aspettano e il TRAGUARDO!! sognato, sofferto e superato!! e intanto è già passato più di un mese.. e forse adesso, inizio a rendermi conto dell’impresa magica che si compie da firenze a faenza.. il passatore per me è così.. dura tanto prima, ma anche tantissimo dopo.. 

 

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