IO C’ERO E…CE L’HO FATTA!

IO C’ERO E…CE L’HO FATTA!

IO C’ERO E…CE L’HO FATTA!

Iniziamo dall’inizio…gennaio 2015, ops anzi no…aprile 2011 in una notte sul posto di lavoro il mio collega e amico Antonio mi parla della corsa su strada, di come è bello essere tutt’uno con la natura e con se stessi! Così bene me ne parla, che nientemeno riesce a farmi provare una strana emozione quando mi racconta che ha corso più di una volta una gara di 100 km…”Un pazzo!” penso fra me. Ma sotto sotto la cosa mi affascina. E passiamo al 1 maggio 2011…il giorno in cui smetto drasticamente di fumare ed indosso le mie prime scarpe da ginnastica per incominciare a correre. E già, avete capito bene, fino a prima di quel momento non mi sarebbe mai balenata in testa l’idea di iniziare a correre anzi, quando vedevo quelli che correvano mi chiedevo: “ma chi glie lo fa fare!”

Poi piano piano inizio con una tabella fatta sempre dal mio amico Antonio, e dopo circa 2 mesi i miei primi 10 Km…li ricordo ancora, una fatica enorme portata a termine in poco più di un’ora…si avete capito bene, perché pesavo 93 Kg…

Passa ancora qualche mese e Antonio fa si che io mi iscriva prima al gruppo sportivo di cui ne è il presidente e poi ad una gara di 15 Km…la mia prima gara…e scocca la scintilla dell’innamoramento verso questo sport…la corsa!

Tutto d’un tratto, sono passato dal divano alla strada… in men che non si dica trovavo e mi ritagliavo del tempo per uscire a correre sempre più frequentemente, e solo più tardi ho cominciato a guardare i tempi e anche se non bellissimi, mi sono accorto che pian piano stavo diventando un podista amatoriale, il comune “runner”.

Passano 4 anni da quella notte e a gennaio 2015…decido che mi sarei buttato in quell’avventura di 100 km tanto ben raccontata e romanzata da Antonio…mi iscrivo e nell’immediatezza invio un’e-mail al mio amico Antonio con scritto “Io ci sarò”, e subito dopo qualche ora la risposta fulminea di Antonio dove non c’era scritto nulla, ma vi era il copia ed incolla della sua iscrizione alla 43^ edizione del PASSATORE.

Cominciano gli allenamenti mirati al quel sogno, i sacrifici e il tempo rubato alla famiglia, con in testa l’immagine dell’arrivo a Faenza…per varie vicissitudini aimè Antonio non sarà sulla linea di partenza a Firenze per un problemino fisico, ma comunque poco più avanti…perché non potendo correre ha deciso che mi affiancherà per tutta la gara in bicicletta…non vuole e non può mancare al mio esordio su quella distanza e in quella gara per Lui motivo d’orgoglio…ne ha già corse 10…e sa a cosa sto andando incontro.

Al ritiro del pettorale a Firenze, inizia con la frase della volontaria che distribuisce i pettorali  “Ci vediamo a Faenza”, che ancora oggi a distanza di un mese e mezzo circa, mi emoziona…alle 15 il via ed il cuore batte forte, l’adrenalina sale… poco più di un centinaio di metri e un altro podista mi urta involontariamente la caviglia…e dopo qualche chilometro comincia a farsi sentire il dolore e mi accorgo di un leggero gonfiore…Non ci posso credere, tutti i sacrifici fatti per essere li si stavano trasformando in un incubo…quello di dovermi ritirare al 30° Km per un banale urto. Chiamo al telefono un altro mio amico Mirco che si diletta a fare massaggi… gli spiego l’accaduto e mi dice cosa fare…seguo alla lettera i suoi consigli e riparto più forte di prima con in testa un solo obbiettivo, l’arrivo a Faenza.

Passano i km, anche se decisamente più lento di ciò che mi ero prefissato per via del dolore alla caviglia e della stanchezza in generale e arrivo al Passo della Colla…che emozione, avevo letto, sentito racconti ed ora ero lì…mi cambio veloce e riparto…

Durante la notte anche se accompagnato da Antonio, mi ritrovo solo immerso nei miei pensieri, in alto la luna e ai bordi della strada le lucciole e il gracchiare delle rane a farmi compagnia che indicano il cammino…ci vorranno ancora ore…ma non mi interessa…devo arrivare a Faenza.

Ultima rotonda con la statua del PASSATORE che mi guarda…tornano le forze e fino all’arrivo un susseguirsi di emozioni uniche mai provate, vedendo l’arrivo non vi nascondo che avevo un groppo in gola…mi sono passate davanti le immagini dei sacrifici fatti, di mia moglie e mia figlia che sono a casa e che hanno fatto il tifo per me durante la notte con messaggi sul cellulare…ci sono, sono arrivato, il mio piccolo sogno si è avverato, sono a FAENZA…CE L’HO FATTA!

Un ringraziamento particolare, va ai massaggiatori lungo tutto il percorso che mi hanno alleviato di volta in volta il dolore alla caviglia per farmi arrivare fino in fondo…a tutti i volontari trovati lungo il percorso in ogni dove sempre pronti ad incoraggiare e poi sicuramente agli organizzatori di questo splendido evento.

Volutamente ho sorvolato la parte della descrizione del percorso, perché questa avventura così si può definire per un amatore, va assolutamente vissuta di persona…si può amare o odiare, non c’è via di mezzo…ma una cosa è certa, è un
a corsa che una volta fatta, ti lascia dentro una carica positiva da rigenerare in anno in anno…soltanto ripetendola!

Ci vediamo il prossimo anno…TIZIANO FERRELLI

TIZIANO FERRELLI

Pett.582 – 43^ Edizione

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