La mia prima 100 km del Passatore

La mia prima 100 km del Passatore

La mia prima 100 km del Passatore

Non sono uno che ama tanto scrivere, alle parole preferisco da sempre i fatti, però ci tenevo particolarmente a provare a trasmettere un minimo delle immense emozioni che ho provato questo weekend ed a ringraziare tutti quelli che, direttamente o indirettamente, mi hanno permesso di fare questa 100 km.

Quando ho iniziato a correre uno dei miei sogni era quello di fare la 100 km del Passatore ed ancora oggi che sono qua a casa mia con accanto a me la mia medaglia e il mio attestato e stento a credere quello che ho fatto.

Fino all’anno scorso, un po’ gli infortuni un po’ i risultati nelle gare che facevo (che non erano proprio in linea con quello che mi aspettavo) mi portavano a pensare che il Passatore per me sarebbe restato  per me solo un sogno.

Ho iniziato a capire che forse questo sogno potesse diventare realtà la sera prima della Maratona di Firenze. Ero con tutti gli altri Arcigni in albergo e dopo cena, parlando con Basilio (che qua ringrazio pubblicamente), ho scoperto che aveva corso la primavera prima la 100 km del Passatore. Quella chiacchierata e soprattutto la passione e l’emozione che trasmetteva, ha riacceso in me qualcosa ed ho pensato: perché non provarci?

Luca SantamariaDopo la maratona di Firenze un po’ di recupero poi 18 settimane di allenamenti, trascorsi tra sveglie alle 6 della mattina per potermi allenare prima di andare al lavoro e weekend dove era sempre più difficile trovare spazio tra gli allenamenti per gli amici, i parenti e la morosa (ringrazio anche loro per avermi supportato ma soprattutto sopportato).

Alla fine eccoci qua al giorno della gara, tensione a mille che sale ulteriormente a causa del traffico (che mi fa arrivare a Firenze solamente poco prima della partenza) a causa dello smarrimento, da parte dell’organizzazione, del mio pettorale. Comunque me ne assegnano uno provvisorio e via di corsa al deposito bagagli. A causa di tutto questo vado completamente in tilt, mi ero ripromesso di chiamare gli altri arcigni prima della partenza ma lascio al deposito borse anche il mio cellulare, quindi niente telefono e mi sono dimenticato di chiamare gli altri arcigni.

Comunque nonostante tutto si parte. Il percorso è bellissimo dal primo all’ultimo chilometro, Fiesole, Borgo San Lorenzo e Brisighella mi sono rimasti particolarmente nel cuore. Bellissimo anche il tifo lungo il percorso sia durante il giorno che, sorprendendomi, durante tutta la notte. Le crisi ci sono state, le avevo messe in conto ma non mi immaginavo fossero così dure. Per  tutta la gara il mio amico Francesco (ultimo ma non per importanza come ringraziamento di questo resoconto), mi ha seguito in bici come un angelo custode, passandomi i rifornimento e incitandomi nei momenti di crisi.

Alla fine eccoci qua a Faenza, ultimi 100 metri e si svela l’arcano del pettorale smarrito: un Minions dispettoso con il mio pettorale mi arriva in contro assieme alla mia, va bene lo perdono e passo il traguardo con lui, un’emozione unica da lacrime agli occhi.

Dal punto di vista della gara un immenso Giorgio Calcaterra vince per la decima volta consecutiva la 100 km del Passatore con un tempo di 7 ore e 8 minuti mentre tra la croata Nikolina Sustic è prima fra le donne con un tempo di 7 ore e 41 minuti. Tra gli Arcigni un grandissimo Michele Fiscini chiude la sua gara in poco più di 10 ore, io e Basilio Agnello concludiamo il passatore attorno alle 12 ore e mezza e Fabrizio Molari poco dopo di noi. Secondo me però quello che conta veramente è che eravamo in 4 arcigni alla partenza di Firenze e tutti e 4 siamo arrivati a Faenza!!!

Questo sogno è diventato realtà, anche se ancora non ci credo, ho ancora altri sogni che però per scaramanzia terrò ancora per me sperando un giorno di realizzarli.

Forza Arcigni e non smettete mai di sognare!!!

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