La mia prima 100 km… Se puede!  …di Paolo Nardi

La mia prima 100 km… Se puede!  …di Paolo Nardi

100 km del Passatore, bisogna essere dei superatleti oppure dei pazzi per parteciparvi, sicuramente degli eroi per arrivare al traguardo!
Questo è quanto pensavo un anno fa quando andai ad attendere i miei tre amici a Faenza e così è rimasto immutato sino a 25 giorni fa, poi un tarlo ha iniziato a rosicchiare e ad entrare nella mia testa e la frittata si è compiuta il 9 maggio scorso con l’iscrizione alla gara podistica definita da tutti “la più bella del mondo”.
Mi sono di fatto aggiunto ai sette amici che già da tempo avevano deciso di “viaggiare” e che si stavano allenando da quasi un anno per questo estremo sforzo podistico; non stiamo parlando di una maratona ma di quasi due maratone e mezza di fila passando per l’appennino, da Firenze a Faenza, un viaggio di oltre 100 km da percorrere in venti ore.
Perchè ho deciso? Eppure è da circa un paio di anni che non mi alleno più con la costanza di un tempo; una-due corse settimanali e qualche partitella a tennis mi hanno tenuto a galla fisicamente, poi nulla più.
E allora perchè? A volte capisci che quel treno che passa una volta sola nella vita ce l’hai davanti e devi essere bravo a cogliere l’occasione; avevo sì corso due 50 km negli ultimi mesi in condizioni climatiche estreme che però non mi avevano fatto cambiare idea; poi, improvvisamente, per “colpa” di una mezza maratona, mi sono per la prima volta immaginato di arrivare al traguardo a Faenza; è stato un flash… sono andato in crisi… non era paura di non arrivare, era paura di perdere quel treno… ed in quel momento ho firmato la mia condanna, dovevo partire ed arrivare, non dovevo solo partecipare, ma arrivare in fondo usando le sole armi a mia disposizione: la testa e la determinazione. Tante volte in passato ho fatto degli errori, tante volte sono stato debole; questa era l’occasione per dimostrare a me stesso che quel potenziale esisteva davvero.
Gli ultimi 10 giorni prima della gara sono stati un calvario, dovevo sistemare la “carrozzeria” già provata dai logoranti sforzi degli ultimi mesi, quindi ho inziato a strecciare, a fare qualche seduta di fisioterapia, di mental coaching, tanto imagery, relax… ho lavorato trasversalmente, ho sgombrato la testa e rilassato il corpo, non ho più corso se non pochissimi km, una decina e basta in venti giorni… avevo un piano… fanculo le ripetute, fanculo i km… fanculo la dieta, ho continuato a bere birra quasi ogni sera… se la testa sta bene e il corpo pure, io posso arrivare a Faenza.
26 maggio, ore 14:50, nove amici si abbracciano nella gabbia in Piazza Duomo a Firenze, 9 amici promettono di riabbracciarsi a Faenza… dobbiamo arrivare tutti e nove, è una promessa che ci facciamo… costi quello che costi… perchè noi siamo speciali, ognuno ha il suo metodo, ed io ho il mio… costi quello che costi!
Ore 15, si sente lo sparo… si parte… siamo quasi 3100 partenti con 33 gradi all’ombra ed un’umidità spaventosa, sono ora un viaggiatore.
Quattro km attraverso la rovente città poi si sale a Fiesole, si cammina, è caldissimo… non parlo, occorre gestire le energie; la contrattura alla coscia ogni tanto si fa sentire ma non mi preoccupa, temo più il caldo. Mi bagno in continuazione la testa, provo a bere spesso, ho con me una bottiglietta d’acqua che mi terrà compagnia sino a 3/4 di viaggio; ad un certo punto la battezzerò Wilson e come Wilson la dimenticherò ad uno degli ultimi ristori… mi sembra un film già visto.
Si scende a Borgo San Lorenzo; 32 km in quasi 4 ore e mezza; tutto ok anche se ho un po’ di mal di testa dal caldo, decido quindi di prendere una pasticca per l’emicrania; le gambe invece stanno bene… da lì inizia il mio calvario, un calo di pressione forse un colpo di calore mi avvolge e cerca in tutti i modi di abbattermi; ho i brividi, sudo freddo… Salvo, il mio angelo custode che sta correndo con me, mi assiste, mi sopporta e mi dice poche ma buone parole: “se le gambe vanno, fregatene dei brividi”… decido di andare avanti, solo poi scoprirò che anche lui non stava bene… ma me lo tiene nascosto perchè si deve andare avanti.
Salgo verso la Colla con l’antivento, ho i brividi nonostante i 24 gradi esterni… bevo, centellino un integratore e cammino… gli amici mi telefonano e mi messaggiano, dico loro che non sto al top ma che comunque si procede, avrò tempo per dirgli che sto di merda… ho promesso a me stesso che devo andare avanti. Mi messaggiano e mi chiamano in tanti; Rocco, Simona, Quintino, Maurizio, Marco, Alfredo, Elena, Fabrizio; telefono a Gloria e li aggiorno senza allarmarli. Si sale.
Io e il mio angelo custode si arriva al passo della Colla dopo oltre 8 ore, non c’è ressa perchè molti corridori sono già passati; mi stendo, alzo le gambe e aspetto… 10-15 minuti… sento gente lamentarsi, chi vomita, chi si sente male, alcuni si ritirano… se sono arrivato quassù, penso, posso continuare, basta solo che passi questo maledetto malessere e poi sarà tutto in discesa. Chiedo a Salvo di portarmi a Marradi che io poi lo porterò a Faenza; lui mi dice che se mi ritiro io si ritirerà anche lui… ecco le parole giuste… non sarò mai causa del fallimento di chi mi ha dato una grossa mano sinora. Ho a tratti un po’ di nausea, non riesco a mangiare nulla di solido; bevo allora del brodo, mangio un po’ di uvetta, mi cambio la maglietta, indosso un antivento pesante, la lampada frontale, stesse scarpe e si riparte piano piano, al buio, in discesa. Solo il gracidare delle rane e lo scorrere del fiume ci accompagnano sino a Marradi; nel cielo un giove splendente fa la corte alla luna.
52 km dal via, inizio a stare meglio, ho sempre meno crisi… Salvo, portami a Marradi!
65 km, arriviamo a Marradi dopo 11 ore dal via, siamo sempre di meno per strada; ci riposiamo 15 minuti; sto bene, la pressione è tornata ed ora sento caldo quindi indosso l’antivento smanicato leggero; torno dai giudici per verificare che abbiano registrato il nostro passaggio, è così.. sto più tranquillo, non ho sonno, ora tocca a me prendere il testimone e portare i due viaggiatori dai loro amici che hanno già tagliato il traguardo o che lo faranno a breve.
Ad ogni sosta mando degli sms con i km percorsi, il gruppo di amici da casa sò che verrà così aggiornato, siamo in tanti, siamo una famiglia. Squilla il telefono, Andrea e Fulvio sono arrivati, hanno impiegato 11 ore e 50… superatleti, sono felice per loro. Questo mi da la carica, perchè saranno lì al mio arrivo.
Ad ogni ristoro ci si ferma qualche minuto, Salvo fa dei microsonni mentre io mi stendo e rilasso le gambe; non ho sonno, bevo brodo e cerco di mettere zuccheri in corpo; nonostante il tanto cibo a disposizione non tocco altro; la nausea pronta a scatenarsi mi convince a non rischiare, ho già dato e non è il caso di giocare d’azzardo… saranno 18 ore di testa, zero errori o si è fuori… nella mia vita ho sempre pagato caro ogni cazzata e sò che anche stavolta sarebbe così; quindi seguo il piano che è maturato metro dopo metro, passo dopo passo… bevi, streccia, mantieni stabile la glicemia, cammina, riposa, non pensare, alzati, vai avanti.
70 km… 75 km… sorge il sole, è rosso di un intenso da mettere paura; sò che alle otto arriverà di nuovo il caldo e quindi mi preparo mentalmente per gli ultimi km. Salvo è una roccia, va avanti senza colpo ferire, in silenzio, determinato come non mai, con la sua stanchezza e i suoi dolori… siamo due automi… due viaggiatori nel silenzio dell’alba, che avanzano determinati.
80 km… 85 km… altre telefonate, Giulio è arrivato, Paolo pure, Sandro sta per tagliare il traguardo; Alessandro e Fabrizio sono di poco alle nostre spalle e vanno… i magnifici nove stanno tutti realizzando il loro sogno… si deve andare avanti, tre ore e ci siamo.
88 km, siamo a Brisighella, decidiamo di procedere oltre senza fermarci, le vesciche pizzicano e i dolori ai piedi e alle gambe ci tengono sul chi va là, ma tanto sulla Colla stavo molto peggio… decido di non prendere nulla e di non rischiare, mi tengo i dolori e si cammina.
Errano, 94 km… il sole picchia, ma oramai manca poco più di un oretta… Faenza arriviamo!
Spunta Alfredo, che da Siena è arrivato per vederci arrivare e per riportarci poi a casa; amico vero, ci si abbraccia, si ride… viene al passo con me.
98 km… 99 km…, eccoci alla rotonda del Passatore, è fatta… percorriamo il lungo viale con la consapevolezza che abbiamo vinto noi, che siamo degli eroi… alla fine ci diranno che su oltre 3000 partenti solo 2400 sono arrivati… eroi!
Sono le 9, mancano solo 300 metri all’arrivo… io e Salvo ci si abbraccia, una lacrima prova a solcare il mio viso felice… inizio a correre, sempre più forte, accelero… arrivo al traguardo, allargo le braccia… sono un centista… amici, arrivo da voi… ho vinto io… di testa… e non solo.

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